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Fin dagli inizi con don Bepo, il Patronato San Vincenzo è stato capace di ascoltare, riconoscere e dare risposte adeguate alle forme di povertà e di fragilità che di volta in volta emergevano nella città di Bergamo, ed in generale nella nostra società. Anche oggi, di fronte alla grave crisi economica che è diventata in modo drammatico, crisi del lavoro, il Patronato ha attivato un servizio che si presenta come una risposta piccola, ma significativa, a tale disagio. La risposta si chiama CENTRO META. Nato alcuni anni fa come spazio di ascolto, di accompagnamento e di orientamento per i ragazzi della scuola professionale, è diventato negli anni “CENTRO META – TEMPO LAVORO”. CENTRO META, perché i ragazzi, attraverso tale esperienza sono invitati a “centrare” la meta della loro vita, chiamati a ricostruire identità e autonomia nella prospettiva di un impegno lavorativo. TEMPO LAVORO, perché il progetto intercetta soprattutto quei ragazzi che a causa della crisi non hanno lavoro: nei laboratori i ragazzi sono aiutati a confrontarsi con il mondo del lavoro. Non dimentichiamo che il progetto è di supporto oltre che ai ragazzi, anche alle loro famiglie. Grazie a don Patrizio Moioli e all’idea della “PIAZZA DEL PATRONATO”, il progetto si è strutturato ed è partito. Successivamente, grazie all’impegno di don Sandro Sesana, degli operatori e volontari del Centro, il progetto si è consolidato, fino a diventare, insieme alla Scuola professionale, una risposta significativa ai problemi degli adolescenti e dei giovani. Il CENTRO META – TEMPO LAVORO non è cioè un’agenzia interinale, ma ha altri obiettivi: offre tempi e spazi dove giovani e adolescenti sono aiutati a ritrovare fiducia in se stessi e a strutturare quel minimo bagaglio di regole, nozioni e conoscenze che li aiuti ad entrare nel mondo del lavoro. Ciò avviene attraverso percorsi di laboratorio che prevedono un lavoro manuale e un’esperienza di crescita, di scoperta (o ri-scoperta) della propria identità attraverso colloqui personali e di gruppo.Per comprendere chi sono i ragazzi che approdano al Centro ecco questo colloquio significativo tra un operatore e un ragazzo .