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Il Patronato è una casa in cui si vive il vangelo della carità per i piccoli e i poveri. La sua storia è scritta nel gesto di preoccupazione e di fede di don Bepo verso gli 11 ragazzi ospitati nel chiostro del Carmine in Città Alta. Quello sguardo ha guidato tutta la vita del Patronato. Dopo alcuni anni di apostolato passati in alta Valle Brembana e dopo la Grande Guerra, don Bepo scende a Bergamo. Tra i molti incarichi possibili sceglie il più umile: occuparsi di quei pochi ragazzi. Siamo nel 1927. Comincia a sistemare la prima casa nello spazio acquistato in via Gavazzeni. Con un gesto di affetto cerca per i suoi ragazzi un posto dove trascorrere giorni di serenità all’aria aperta; è così che l’anno dopo (1928) acquista una casa vicino alla vecchia parrocchiale di Santa Brigida. Per una serie di coincidenze (1935) gli viene affidato il convento benedettino di San Paolo d’Argon, che versava in pessime condizioni. Trovano posto in questa casa, diretta a lungo da don Carlo Avogadro, classi di ragazzi delle elementari. Durante la Seconda guerra mondiale (1941) acquista dalla congregazione «Figlie del Sacro Cuore» la casa di Endine, dove lavorerà per tanti anni don Giovanni Fogaroli. Subito dopo la guerra apre la casa di San Remo (IM) per la formazione professionale dei ragazzi (1946): in estate funzionava come colonia marina e il direttore era don Franco Ferrari. Nel 1948 nasce la casa di formazione per preparare giovani al sacerdozio, presso il Santuario di Stezzano. La casa di formazione si trasferirà nel 1959 a Sorisole presso la Madonna dei Campi. Nel 1952 apre la scuola di formazione professionale a Clusone. Direttore è don Giuseppe Rota, morto di infarto mentre gioca con i ragazzi nel 1960. Gli succede Leggi tutto →