Frammenti di vita

Armi, odio, soldi: così scoppia la guerra

By Patronato S. Vincenzo

March 09, 2026

 

Dopo l’ennesimo conflitto scoppiato in questi giorni, sono più che mai convinto che il «mestiere più vecchio del mondo» non è quello che pensano in tanti, ma la guerra.

Essa infatti assomiglia al processo chimico della combustione o, in parole povere, dell’incendio. Affinché questo abbia luogo occorrono 3 cose: il combustibile che nelle guerre sono le armi e tutto ciò che la storia accumula di pericoloso nei recessi dell’animo umano.

Questo però da solo non basta: occorre anche il comburente cioè l’ossigeno, senza il quale l’incendio non si sviluppa. Il comburente, l’ossigeno delle guerre è l’odio che, mescolato all’ideologia, a volte è respirato da tante persone e da interi popoli così a lungo e così a fondo, da intossicare la vita loro e di chi gli sta vicino.

La Bibbia poi ci racconta la storia di due fratelli che hanno provocato il primo conflitto col morto di mezzo (Abele ucciso da Caino): questa vicenda insegna che la guerra è ancor più potente, spietata e pericolosa se l’odio assume motivazioni religiose.

Infine il terzo e decisivo elemento che permette a combustibile e comburente di mischiarsi e scatenare l’inferno, è l’innesco cioè la miccia, che non deve essere necessariamente grande: basta un fiammifero a far saltare in aria tutto. E l’innesco della guerra sono i soldi, visto che per farne una ne occorrono tanti, ma la prospettiva di guadagnarne di più, incoraggia a non fermarsi.