Riflessione del giorno

Domenica 30 novembre 2025

By Patronato S. Vincenzo

November 29, 2025

 

1. a domenica di Avvento

 

Aforisma dal libro del Profeta Isaia 2,1ss

“Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe venite, camminiamo nella luce del Signore”.

 

Preghiera Colletta

Padre misericordioso, che per riunire i popoli nel tuo regno hai inviato il tuo Figlio unigenito, maestro di verità e fonte di riconciliazione, risveglia in noi lo spirito vigilante, perché camminiamo sulle tue vie di libertà e di amore fino a contemplarti nell’eterna gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio della  1. a domenica di Avvento 

Isaia 2,1-5; Salmo 121; Romani 13,11-14; Matteo 24,37-44

 

Riflessione del giorno commento al Vangelo

È opinione diffusa che rimedio efficace agli affanni della vita sia la leggerezza che fa leva su distrazioni e divertimenti (nel senso di “volgere lo sguardo altrove”) per rendere più sopportabile lo stare al mondo: questi non vanno mai in crisi, tanto meno nei momenti critici. Ma che la “distrazione” sia un’insidia pericolosa, lo dice Gesù nel Vangelo ricordandoci ciò che capitò ai contemporanei di Noè i quali “non si accorsero di nulla” perché così impegnati a garantirsi la sicurezza della vita -cioè il mangiare e bere- e la sua continuità -lo sposarsi- che furono colti di sorpresa e travolti dall’immane catastrofe del diluvio che pure aveva fatto presagire la sua imminenza con molti segnali.

Rispetto a quello di Noè poi, il nostro è un mondo in cui il benessere ha causato un tale ottundimento morale che vivere nella distrazione rispetto a ciò che davvero conta sta diventando realtà diffusa e normale, il che provoca assuefazione e dipendenza. Neppure l’acuta coscienza critica di un profeta del nostro tempo come Ernesto Balducci era riuscita a prevedere tanta decadenza quando affermava che “…si crede di essere sull’onda del tempo perché se ne accettano acriticamente le parole di moda, gli slogan di battaglia, le strategie improvvisate; così crediamo di aver risposto alle attese dell’uomo ed esaudito gli imperativi della coscienza e invece siamo solo entrati nel grande sonno”.

Ecco la minaccia per la nostra vita: un sonno così profondo che ti risvegli solo dopo che il ladro, entrato senza trovare ostacoli nell’intimo della tua anima, ha portato a termine la tua rovina e allora sono dolori! La prospettiva è seria, ma non disperata, perché la parola di Dio dell’Avvento, non assomiglia per fortuna alle minacciose tirate moralistiche con cui si cerca di scuotere chi non vuole cambiar vita. Essa rimane sempre e anzitutto una gran bella notizia: la tribolata vicenda storica di ognuno e di tutti noi nasce infatti sotto il segno di un misterioso, benefico incontro e, pur snodandosi a fatica tra mille difficoltà e ostacoli, avanza verso un glorioso e definitivo ritorno.

Incontro con chi e ritorno di chi? Ci facciamo aiutare dal sacerdote e poeta milanese Clemente Rebora: “…egli deve venire; verrà, se resisto, a sbocciare non visto; verrà d’improvviso, quando meno l’avverto: verrà quasi perdono di quanto fa morire, verrà a farmi certo del suo e mio tesoro, verrà quasi ristoro delle mie e sue pene, verrà…forse già viene, il suo bisbiglio…”. Dio che è all’inizio della nostra vicenda umana, ritornerà alla fine dei tempi nel Figlio suo Gesù: disgrazie e problemi allora non coglieranno di sorpresa, né piomberanno addosso d’improvviso a chi avrà compreso che l’esistenza umana è racchiusa nell’abbraccio di Dio.

Ecco perché la seconda lettura ci invita a non dissipare il prezioso tesoro della vita tra gozzoviglie e ubriachezze, impurità e licenze, contese e gelosie…distrazioni pericolose, perché possono far perdere l’unico appuntamento a cui non ci si può permettere di mancare: quello con il Signore e la salvezza. Una notizia bella dunque, ma né facile né consolatoria: l’impegno è di quelli tosti che esigono una fedeltà a tutta prova, un rimanere fermi nella certezza che la storia dell’uomo è intimamente annodata con il patto di Dio.

Una fedeltà deve tradursi in atteggiamenti: il coraggio di andare contro corrente sfidando l’opinione pubblica; la vigilanza di fronte a chi vorrebbe far passare come normale ciò che normale non è; il discernimento che consente di fare le scelte giuste; il compromettersi di persona nella storia, anche rischiando se necessario, proprio come Dio ha fatto con noi.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché riconosciamo che quanto c’è di buono e giusto nel mondo è segno della presenza e dell’azione salvifica di Dio nella nostra storia.

 

Don’t Forget! SANTO DEL GIORNO: S. ANDREA APOSTOLO

 

Avvenne il 29 novembre…

1786 – Il Granducato di Toscana è il primo paese al mondo ad abolire la pena di morte.

1872 – A Glasgow si gioca la prima partita internazionale di calcio.

1939 – L’URSS inizia una guerra di aggressione contro la Finlandia.

1943 – F. D. Roosevelt, W. Churchill e I. Stalin si accordano di invadere l’Europa, nel giugno 1944.

1981 – I rappresentanti di Usa e Urss negoziano per la riduzione delle armi nucleari a medio.

1999 – Seattle: nel meeting del WTO, la prima mobilitazione del movimento antiglobalizzazione costringe alla cancellazione della cerimonia di apertura dell’incontro