Riflessione del giorno

domenica 6 ottobre ’19

By Patronato S. Vincenzo

October 06, 2019

 

Proverbio del giorno

Ognuno è libero di far quel che crede: ne deve solo affrontare le conseguenze (Tibet)

 

Iniziamo la Giornata Pregando (preghiera colletta)

O Padre, che ci ascolti se abbiamo fede quanto un granello di senapa, donaci l’umiltà del cuore, perché cooperando con tutte le nostre forze alla crescita del tuo regno, ci riconosciamo servi inutili, che tu hai chiamato a rivelare le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 

Ascoltiamo la Parola di Dio

 

Riflessione Per Il Giorno (commento al vangelo)

È un male diffuso tra i credenti quello di considerare la fede come un atteggiamento puramente intellettuale, come la semplice accettazione di alcune verità. Cioè una fede che si traduce in una presa di posizione teorica, senza una vera incidenza sulla vita. Questo squilibrio ha come conseguenza lo scandalo della croce: l’esitazione davanti alle difficoltà che incontriamo ogni giorno e che sono sovente insormontabili se noi non siamo abbastanza radicati in Dio. Allora ci rivoltiamo con la stessa reazione insolente e insultante che scopriamo nelle parole del libro di Abacuc. Le due brevi parabole del testo evangelico ricordano due proprietà della fede: l’intensità e la gratuità. Per mettere in rilievo il valore di una fede minima, ma solida, Cristo insiste sugli effetti che può produrre: cambiare di posto anche all’albero più profondamente radicato. Per insistere sulla fede come dono di Dio, porta l’esempio del servitore che pone il servizio del suo amore prima di provvedere ai suoi propri bisogni. È l’esigenza del servizio del Vangelo che ci ricorda san Paolo (1Tm 1,1), ma questo stesso apostolo ci avverte che “i lavori penosi” trovano sempre l’appoggio della grazia di Dio. 

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per l’immenso popolo cinese e per i cristiani di quella grande nazione

 

…Don’t forget! …Il Santo del Giorno

Bruno (Brunone) Nato in Germania nel 1030 e vissuto tra il suo paese, Francia e Italia, dove morì nel 1101, professore di teologia e filosofia, sceglie la strada eremitica. Trova 6 compagni e il vescovo Ugo di Grenoble li aiuta a stabilirsi in una località detta «chartusia» (chartreuse in francese). Lì si costruiscono un ambiente per la preghiera comune e 7 baracche dove ciascuno vive pregando e lavorando. Da Papa Urbano II ottiene autonomia e riconoscimento per la Grande Chartreuse. In Calabria costruirà un altro monastero nel luogo dell’attuale Serra San Bruno