Riflessione del giorno

Giovedì 22 gennaio 2026

By Patronato S. Vincenzo

January 21, 2026

 

III Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 22 gennaio…

1506 – Arriva a Roma il primo contingente di guardie svizzere, composto da 150 uomini.

1521 – L’imperatore Carlo V, apre la dieta di Worms.

1517 – L’Impero ottomano di Selim I sconfigge il sultanato mamelucco e conquista l’Egitto

1771 – La Spagna cede le Isole Falkland al Regno Unito.

1944 – Gli alleati sbarcano ad Anzio.

1997 – Madeleine Albright diventa la prima donna Segretario di Stato degli USA

 

Aforisma di S. Antonio abate

“Dio non permette le guerre del Nemico (=demonio) contro la gente di questo tempo come contro gli antichi. Sa infatti che ora gli uomini sono deboli e non sono capaci di sopportarle”.

 

Preghiera Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.  Amen.

 

Santo del giorno

S. VINCENZO di SARAGOZZA diacono e martire e PATRONO SECONDARIO di BERGAMO

 

Parola di dio Marco 3,7-12

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.

Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

 

Riflessione Card. Ratzinger e Vittorio Messori

La Chiesa presume da sempre che chiunque celebri l’eucarestia abbia bisogno di dire: “Io ho peccato; non guardare, Signore, ai miei peccati”. È stata l’invocazione obbligatoria di ogni sacerdote: i vescovi, il papa stesso alla pari dell’ultimo prete dovevano pronunciarla nella loro celebrazione quotidiana della Messa. E anche i laici, tutti gli altri membri della Chiesa, erano chiamati a unirsi a quel riconoscimento di colpa. Dunque “tutti” nella Chiesa, senza alcuna eccezione, dovevano confessarsi peccatori, invocare il perdono, mettersi quindi sulla via della loro vera riforma. Ma questo non significava affatto che fosse peccatrice la Chiesa in quanto tale.

La Chiesa è una realtà che supera, misteriosamente e insieme infinitamente, la somma dei suoi membri. Infatti, per ottenere il perdono di Cristo, si opponeva “il mio peccato alla fede della sua Chiesa”. Oggi questo sembra dimenticato da molti teologi, da molti ecclesiastici, da molti laici. Non si è verificata solo un’oscillazione, quasi uno slittamento dall’ “io” al “noi”, dalla responsabilità personale alla sottolineatura di quella collettiva.

Si ha addirittura l’impressione che alcuni, magari inconsciamente, rovescino l’invocazione, intendendola come: “Non guardare ai peccati della Chiesa ma alla mia fede”. Se davvero avviene questo, le conseguenze sono gravi: le colpe dei singoli diventano le colpe della Chiesa e la fede è ridotta a un fatto personale, al “mio” modo di comprendere e riconoscere Dio e le sue richieste…Non dimentichiamo mai per nessun motivo che il cristiano è un povero peccatore, ma la Chiesa, in quanto corpo di Cristo è in sé stessa Una, Santa, Cattolica, Apostolica.  

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per la nostra diocesi di Bergamo perché nella testimonianza di S. Vincenzo trovi forza e ispirazione per l’oggi.  

 

Don’t Forget! S. Vincenzo diacono patrono di Bergamo