Riflessione del giorno

Giovedì 24 settembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

September 23, 2026

 

25.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 24 settembre…

622 – Maometto completa la sua Egira dalla Mecca a Medina

1180 – Alessio II Comneno a 11 anni eletto imperatore bizantino alla morte del padre Manuele

1493 – Seconda spedizione di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo

1664 – I Paesi Bassi cedono Nuova Amsterdam all’Inghilterra

1961 – Su iniziativa di Aldo Capitini si svolge la prima Marcia per la pace da Perugia ad Assisi

 

Aforisma dal libro del Qoelet

“Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, che nell’amore a te e al prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti possiamo giungere alla vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Luca 9,1-6

In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elia», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

 

Riflessione don Arturo commenta don Bepo

«La partecipazione attiva alla S. Messa. l’orario settimanale Premessa. 2) La visita quotidiana 3) il digiuno … e opere suppletive.  L’offerta materiale e il suo valore».  Don Bepo Vavassori (14/3/1965).

 Don Bepo nelle sue catechesi sta sempre sul concreto. Non bastano le enunciazioni di principio pur necessarie e indispensabili. Senza pratica tutto resta sospeso a mezz’aria. Nelle sue note don Bepo accenna all’orario, alla visita al SS. Sacramento, al digiuno e all’offerta o elemosina. Il nostro vescovo nell’introduzione alla lettera pastorale scrive: «mi soffermerò semplicemente su alcune parole, segni, gesti della celebrazione dell’Eucaristia che donano e comunicano la Pace che viene da Dio…».

E scorrendo il suo testo istruttivo sotto il profilo liturgico alto, vien da chiedersi come in concreto migliorare le celebrazioni, come coinvolgere tutti i partecipanti così che la partecipazione sia piena, attiva e consapevole. Mi sono venute alla mente le raccomandazioni di mia mamma, dei preti della mia infanzia e dei superiori del seminario.

  1. Riscoprire per sé e insegnare ai ragazzi le posizioni da assumere in chiesa: il segno di croce, la genuflessione, i tre segni di croce sul corpo all’inizio del Vangelo per comprenderne il valore e il significato. E come uscire dalla chiesa, salutando Gesù presente nel Tabernacolo
  2. Valorizzare, la domenica, le processioni: all’inizio della Messa con la croce e il libro dei Vangeli. Accompagnare coi ceri il celebrante che si reca all’ambone a proclamare la Parola di Dio e la processione offertoriale, che esprime la partecipazione all’offerta da parte dei fedeli. Inoltre educare ad accostarsi alla comunione in modo composto e consapevole.
  3. Evitare applausi, per il loro carattere di partecipazione emotiva indistinta e perché il loro abuso in tutti i contesti pubblici e profani li rende equivoci nella liturgia.
  4. Negli ultimi tempi si è creata in buona fede un’inflazione di segni che ha generato confusione. Non è opportuno proporre segni diversi per ogni domenica. Serve invece dare giusto rilievo alla presentazione del pane e del vino e riscoprire il valore dell’incenso, che esprime la nostra lode al Signore, profuma la sua casa e invita i fedeli a diffondere nella vita il buon profumo di Cristo.
  5. In Avvento la corona sia posta in evidenza nella navata della Chiesa o a Natale non manchi il presepio o l’immagine di Gesù Bambino. In quaresima, tempo di penitenza l’altare sia privo di ornamentazione floreale Nel tempo pasquale il cero sia posto accanto all’ambone e si compia il rito dell’aspersione al posto dell’atto penitenziale in memoria del battesimo.
  6. Non venga trascurata la cura dei fiori, legata ai tempi liturgici e alle solennità.
  7. Vi sia attenzione a educare al valore dei luoghi principali nei quali si svolge l’azione liturgica. Anzitutto all’altare, che sta al centro della chiesa in senso sacramentale e verso il quale converge tutta la vita sacramentale. L’altare «è segno permanente di Cristo sacerdote e vittima ed è mensa del sacrificio del convito pasquale». Poi all’ambone, il luogo della proclamazione della Parola di Dio, diversa da tutte le altre parole, perché è quella che Dio ci rivolge. L’ambone indica la preminenza della parola di Dio rispetto a qualsiasi atto verbale nel contesto della Messa. Infine la Sede della presidenza è il luogo che occupa chi presiede la celebrazione liturgica a nome di Cristo e indica il luogo dal quale il sacerdote guida e presiede l’assemblea liturgica.
  8. Poi occorre rispettare qualche momento di silenzio dopo la Comunione, ma senza eccedere e avendo cura di aiutare i ragazzi a ringraziare, domandare e custodire il motivo dominante del vangelo per tutta la settimana. Andrebbe valorizzato anche il breve silenzio di preghiera dopo la Comunione
  9. Per ultimo ma non per ultimo: dare la giusta importanza al canto: musica e testi e prediligere canti con un ritornello semplice, facili da imparare.

 La bellezza del rito, il canto, i gesti, aiutano tutti, a scoprire quanto la vita di ognuno sia preziosa non solo agli occhi di Dio, ma anche per i fratelli. Sono modesti richiami, che trovo utili almeno per me.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché genitori ed educatori sappiano rivestirsi dei sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia, e testimonino ai giovani la speranza. 

 

Don’t Forget! Parrocchie della Bergamasca

I primi segni della presenza umana sul territorio di Almé risalgono alla preistoria con i resti di palafitte rinvenute sulle sponde del Brembo. In seguito il territorio fu interessato da piccoli insediamenti stabili di popolazioni Liguri, a cui subentrarono gli Etruschi nell’età del bronzo ed i Galli Cenomani tra il V ed il IV secolo a.C. Con la conquista dell’Impero romano, i nuovi abitanti si fusero con quelli di origine celtica ed ebbero notevole sviluppo gli insediamenti grazie all’importante via di comunicazione che collegava Bergamo con Lecco, da cui poi si raggiungeva il nord Europa.