Riflessione del giorno

giovedì 25 aprile ’19

By Patronato S. Vincenzo

April 24, 2019

 

 

Proverbio del Giorno

Lo straniero è come un fratello che non hai mai incontrato. (Sudan)

 

Iniziamo la Giornata Pregando

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco con il dono della predicazione apostolica, fa’ che alla scuola del Vangelo, impariamo anche noi a seguire fedelmente il Cristo Signore. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

MARCO EVANGELISTA

Ebreo di famiglia benestante, fu discepolo di Pietro che lo chiama “figlio mio” e che accompagnò in Oriente e a Roma, dove scrisse il Vangelo. Vanta una comunità di vita anche con S. Paolo, che incontrò nel 44. Nel 66 Paolo dà un’informazione su Marco, scrivendo dalla prigione a Timoteo: «Porta con te Marco. Posso aver bisogno dei suoi servizi». Morì nel 68 ad Alessandria d’Egitto. Secondo la leggenda alcuni mercanti veneziani nell’828 avrebbero portato il corpo del Santo nella loro città e da allora è diventato simbolo stesso di Venezia.

 

Parola di Dio del giorno (Mc 24,35-48)

In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.

 

Riflessione Per Il Giorno (Papa Francesco dal Campidoglio).

«Roma è la patria di una originale concezione del diritto, modellata sulla sapienza pratica del suo popolo e attraverso la quale ha irraggiato il mondo con i suoi principi e le sue istituzioni. È la Città che ha riconosciuto il valore e la bellezza della filosofia, dell’arte e in genere della cultura prodotta dall’Ellade antica e l’ha accolta e integrata al punto che la civiltà che ne è scaturita è stata giustamente definita greco-romana. Al tempo stesso, per una coincidenza che è difficile non chiamare disegno, qui hanno coronato col martirio la loro missione i santi Apostoli Pietro e Paolo, e il loro sangue, unito a quello di tanti altri testimoni, si è trasformato in seme di nuove generazioni di cristiani. Essi hanno contribuito a dare all’Urbe un nuovo volto».

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per il nostro paese perché ritrovi quei valori che l’hanno portato alla liberazione

 

 

In questo dipinto che racconta il famoso episodio dell’incredulità di S. Tommaso (Giovanni 20,24-29) sono presenti quattro personaggi. Come in una moderna fotografia, la scena è dipinta su una grande tela orizzontale: tutti i protagonisti sono disposti in primo piano e il fondo, oscuro com’è, ci dà possibilità di concentrarci direttamente sui personaggi. Gesù scosta la veste dal costato e, con mano ferma, spinge la destra di Tommaso. Con una fisicità esasperata, Tommaso viene invitato da Gesù a infilare il dito fin sotto la pelle, ben dentro la ferita nel costato. L’espressione di Tommaso è sconvolta e stupefatta: si sta verificando in lui l’invito di Gesù a “non essere più incredulo, ma credente”. Gli apostoli partecipano con apprensione alla scena, come se a loro volta avessero bisogno della stessa conferma richiesta da Tommaso. Si noti come il pittore abbia avvicinato a tal punto le quattro teste di Gesù e dei tre discepoli da comporre di fatto una croce. Il gesto drammatico, i volti fortemente espressivi, coinvolgono l’osservatore, rendendolo partecipe all’evento che Caravaggio con tanta sapienza descrive sulla tela.