Riflessione del giorno

Giovedì 25 giugno 2026

By Patronato S. Vincenzo

June 24, 2026

 

XII Settimana Tempo Ordinario

 

Avvenne il 25 giugno…

841 – Ludovico II e Carlo il Calvo sconfiggono Lotario I e Pipino II nella battaglia di Fontenay.

1183 – Dopo la sconfitta di Legnano e la pace di Costanza F. Barbarossa riconosce la Lega Lombarda

1530 – I prìncipi luterani presentano all’imperatore Carlo V la Confessione augustana coi punti fermi della Riforma Protestante.

1876 – Durante la battaglia del Little Bighorn muore il generale George Armstrong Custer.

1950 – Scoppia la guerra di Corea.

1991 – Slovenia e Croazia dichiarano l’indipendenza dalla Jugoslavia.

 

Aforisma di S. Tommaso Moro 

“Alcuni pensano che la terra sia rotonda, altri che sia piatta. È un argomento passibile di discussione. Ma se è piatta, la renderà rotonda il comando del re? E se è rotonda, il comando del re la renderà piatta? No, io non firmo”.

 

Preghiera Colletta

Donaci, o Signore, di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Santo del Giorno

 

Parola di Dio del giorno Lc 1,57-66.80

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demoni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”.

Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi. 

 

Riflessione Dagli scritti di Tommaso Moro

Servi, operai e perfino contadini, cittadini insomma di tutte le classi, manifestano gusti stravaganti nel cibo e nel vestire. Pensate a quanti bordelli ci siano, inclusi quelli che si celano dietro le insegne di taverne e birrerie, e a quale spreco di denaro conducano i giochi d’azzardo, i dadi, le carte, le bocce, il tennis, gli anelli e così via. Non è anche questo un incentivo a rubare? Liberatevi dunque da questi mali rovinosi e ordinate che i centri rurali vengano ricostruiti da chi li distrusse, o siano comunque affidati a gente che voglia riattivarli.

Impedite che la corsa dei ricchi all’accaparramento possa continuare, ponete fine a questo loro privilegio. Riscattate la gente dall’ozio rilanciando l’agricoltura e riformando il mercato della lana. Date agli sfaccendati qualcosa di utile da fare. La miseria rende ladri, e quelli che per ora sono soltanto dei disoccupati saranno presto anche ladri.

È inutile, se non sradicate tali mali, punire i ladri ricorrendo a una giustizia più eclatante che giusta o efficace. In definitiva, voi lasciate che crescano fin da ragazzi in condizioni tali da essere fatalmente destinati ad una vita criminale, poi li punite. In altre parole, punite quei ladri che voi stessi avete creato. 

 

Intenzione di preghiera

Per i giudici e quanti operano nel campo della giustizia, perché svolgano la loro azione con onestà e retta coscienza, cercando sempre la verità e il rispetto di ogni uomo. Preghiamo. 

 

Don’t Forget! Santi e Beati della carità

S. JOSÉ GREGORIO HERNÁNDEZ CISNEROS

Venezuela 1864-1919

José Gregorio Hernández Cisneros nacque il 26-10-1864 ad Isnotú (Trujillo) in Venezuela, primo dei sei figli di Benigno M. Hernández e Josefa A. Cisneros.  Ricevette il Battesimo il 30-1-1865 e il 6-12-1867 la Cresima. Rimasto orfano della madre a otto anni, a 14 anni, fu inviato dal padre a studiare presso il collegio Villegas di Caracas e nel 1882, a 18 anni, si iscrisse all’Università di Caracas, per il corso di Medicina, laureandosi a pieni voti, il 29-6-1888. Nel 1889 il Presidente del Venezuela, Paul Rojas lo scelse per mandarlo a Parigi e Berlino, a perfezionare i suoi studi scientifici. Rimase 2 anni all’estero, specializzandosi in Microbiologia e Batteriologia, Istologia normale e patologica e Fisiologia sperimentale e fu apprezzato da docenti e colleghi, non solo per la sua intelligenza e per l’impegno nello studio, ma anche per le sue virtù cristiane di carità, rettitudine e purezza.

A 27 anni, nel 1891, ritornò in Venezuela e intraprese la carriera universitaria, come professore e ricercatore. Nell’esercizio della professione medica, privilegiò i poveri: non solo non prendeva compensi, ma spesso dava loro i soldi per le medicine; lo chiamavano “il medico dei poveri”. Non aveva remore nel professare apertamente la fede e partecipava ogni mattina alla celebrazione della Messa. Il 7-12-1899 divenne Terziario Francescano e da Francesco d’Assisi imparò come riconoscere Gesù sofferente nelle persone più povere.  Nel 1907 però decise di abbandonare la docenza per diventare religioso.

Il suo direttore spirituale lo mise in contatto con il priore della Certosa di Farneta, in provincia di Lucca, dove fu ammesso alla vita monastica che però non durò molto: ebbe un crollo fisico, dovuto al rigore della Regola certosina e dopo nove mesi dovette tornare in patria, contro la sua volontà: i superiori avevano deciso così per la sua salute. In patria José Gregorio riprese la sua attività, continuando a sognare il momento della consacrazione e quando l’Università di Caracas venne chiusa, chiese e ottenne di essere ammesso nel Collegio Pio Latino Americano a Roma, dove rimase per otto mesi, impegnato nello studio della teologia e nel perfezionamento del latino. Tuttavia, di nuovo per motivi di salute, dovette lasciare il Collegio e rientrare a Caracas nell’agosto 1914.

Tutti questi imprevisti gli fecero capire che Dio gli chiedeva di rinunciare all’ideale del sacerdozio e a quello di monaco certosino. La sua missione doveva consistere nell’esercizio della professione medica, specie a favore dei poveri e di quanti erano bisognosi di cure materiali e spirituali.  Nei cinque anni successivi si dedicò agli studi scientifici e all’attività caritativa. Nel gennaio 1916 fondò la Scuola di Medicina Ufficiale, la prima nel Venezuela. Vero medico delle anime e dei corpi, si prodigò oltre ogni limite nell’assistere gli ammalati colpiti dall’epidemia della “spagnola” che imperversò nel mondo in quell’anno. 

Il 29-6-1919, il dottor Hernández andò in una farmacia di Caracas per comprare delle medicine a un’anziana paziente visitata poco prima. Appena uscito dal negozio, fu investito da una delle poche automobili in circolazione a quel tempo. Trasportato in ospedale, ricevette l’Unzione degli Infermi e spirò invocando la Beata Vergine Maria. I suoi funerali videro la partecipazione commossa di autorità civili e religiose, accademiche e scientifiche e di una folla innumerevole, in segno di gratitudine e di venerazione. I suoi resti mortali, sepolti nel Cimitero Generale del Sud, sono stati poi traslati nella chiesa di Nostra Signora della Candelaria a Caracas.