Riflessione del giorno

Giovedì 26 marzo 2026

By Patronato S. Vincenzo

March 26, 2026

 

V Settimana di quaresima

 

Avvenne il 26 marzo…

1812 – Un terremoto distrugge quasi del tutto la città di Caracas, in Venezuela, con 20.000 morti.

1871 – Fondazione della Comune di Parigi;

1889 – Etiopia: incoronazione del Negus Menelik II a Entotto;

1930 – Sul suo yacht Elettra, a Genova G. Marconi accende le lampade del municipio di Sydney con un segnale radio.

1942 – Giungono ad Auschwitz, in Polonia, le prime donne deportate.

1958 – Federico Fellini riceve il premio Oscar per Le notti di Cabiria.

 

Aforisma dalla lettera agli Ebrei

“Cristo è mediatore di una nuova alleanza, perché, nella sua morte, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna.” 

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

Ascolta, o Padre, coloro che ti supplicano e custodisci con amore quanti ripongono ogni speranza nella tua misericordia, perché, purificati dalla corruzione del peccato, permangano in una vita santa

e siano fatti eredi della tua promessa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Parola di Dio Giovanni 8,51-59

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”.

Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola.

Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

Riflessione Di Gioele Cima

La psicologizzazione della realtà quotidiana si è ormai estesa a qualsiasi ambito sociale, dalla descrizione del comportamento infantile sino alla senilità, dagli stati patologici a quelli normali, dalla condizione del singolo individuo fino a interi gruppi e comunità. Le etichette diagnostiche circolano indiscriminatamente nell’atmosfera, applicandosi a situazioni molto generiche, che riguardano la vita di tutti e di tutti i giorni.

L’immaginario terapeutico ha oltrepassato i suoi confini clinico-specialistici plasmando una nuova cultura, che ci sprona a reinterpretare ciascun evento, dal più insolito al più ordinario, in chiave psicopatologica. ‘Trauma’ è divenuto l’ingombrante sinonimo per etichettare ogni sorta di avvenimento spiacevole. Un’attività che prima sarebbe stata definita semplicemente come impegnativa è oggi ‘stressante’.

La comune tristezza che scandisce l’esistenza di ciascuno è precipitata nell’imbuto semantico della ‘depressione’. Una mansione che ci impegna più delle altre o che comporta costi di tempo, denaro e dedizione si traduce in ‘dipendenza’. Il lutto ha perduto il suo aspetto di esperienza inesorabile, di processo difficile quanto comune, per imporsi come una fase di allarmante esposizione al disturbo mentale, che non può essere in nessun modo affrontata con mezzi propri.           

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per i missionari, sacerdoti, suore e laici martiri in ogni parte del mondo (più di 600 negli ultimi 5 anni) perché non siano dimenticati dalla Chiesa e riconosciuti anche dalla comunità civile.

 

Don’t Forget! Storia   dei   martiri   cristiani

40 martiri di SEBASTE

La storia dei martiri di Sebaste ha inizio nella seconda metà del IV secolo, quando l’Armenia era una provincia dell’impero, e i cristiani erano una minoranza religiosa perseguitata. L’imperatore Licinio Valerio associato nel 313 da Costantino per l’impero d’Oriente, che era stato educato nella tradizione pagana, aveva ordinato la persecuzione dei cristiani e aveva emanato diverse leggi che vietavano il culto cristiano.

Nel 320 quaranta soldati provenienti da diversi luoghi della Cappadocia, ma tutti appartenenti alla XII Legione veloce di stanza a Melitene, furono arrestati perché cristiani. Il martirio avrebbe avuto luogo il 9/3, nel cortile del ginnasio annesso alla Terme della città di Sebaste in Armenia (odierna Siwas in Turchia), su uno stagno gelato; sul luogo era stato preparato anche un bagno caldo per coloro che avessero voluto tornare sulla loro decisione. Posti di fronte all’alternativa di apostatare o subire la morte, tutti rimasero fermi nella fede e furono condannati a essere esposti al freddo invernale e morire per assideramento.

Nell’attesa in carcere, scrissero il “Testamento”, dove chiedevano di essere sepolti insieme, a Sareim, villaggio dell’odierna Kyrklar in Turchia, il cui nome significa appunto ‘40’, perché non fossero dispersi i loro resti; stabilirono che il giovane servo Eunoico, se risparmiato da morte, fosse adibito alla custodia del sepolcro e, dopo le esortazioni di rito ai fratelli cristiani, salutavano parenti ed amici.

I nomi dei 40 martiri sono: AEZIO, EUTICHIO, CIRIONE, TEOFILO, SISINNIO, SMARAGDO, CANDIDO, AGGIA, GAIO, CUDIONE, ERACLIO, GIOVANNI, FILOTTEMONE, GORGONIO, CIRILLO, SEVERIANO, TEODULO, NICALLO, FLAVIO, XANTIO, VALERIO, ESICHIO, EUNOICO (il servo che evidentemente non fu risparmiato), DOMIZIANO, DOMNO, ELIANO, LEONZIO detto TEOCTISTO, VALENTE, ACACIO, ALESSANDRO, VICRAZIO detto VIBIANO, PRISCO, SACERDOTE, ECDICIO, ATANASIO, LISIMACO, CLAUDIO, ILE, MELITONE ed EUTICO o AGLAIO.