22.a settimana tempo ordinario
Avvenne il 3 settembre…
301 – Tradizionale data di nascita della comunità del Monte Titano, poi Repubblica di San Marino;
568 – Alboino, re dei Longobardi, conquista Milano dando origine al Regno dei Longobardi in Italia.
1189 – Riccardo I d’Inghilterra viene incoronato a Westminster.
1939 – Francia, Australia e Regno Unito dichiarano guerra alla Germania.
1943 – A Cassibile, l’Italia firma con gli alleati la resa incondizionata.
1982 – Il generale Carlo Alberto dalla Chiesa viene ucciso in un attentato mafioso.
Aforisma di S. Gregorio Magno
“Non preoccupatevi tano di quel che avete, ma piuttosto di quel che siete.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che guidi il tuo popolo con la soavità e la forza dell’amore, per intercessione del papa san Gregorio Magno dona spirito di sapienza a coloro che hai posto a guida della Chiesa, perché il progresso del tuo santo gregge sia gioia eterna dei pastori.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 5,1-11
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennesaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Riflessione di Silvano Petrosino
La nota affermazione di don Milani: “Finché ci sarà uno che conosce 2000 parole e uno che ne conosce 200, questi sarà oppresso dal primo. La parola ci fa uguali” è del tutto condivisibile; essa ha, infatti il grande merito di alludere in modo chiaro e diretto a uno degli snodi fondamentali che sempre si incontrano sulla strada del sapere, quello che intreccia quest’ultimo con il potere.
Tuttavia, in riferimento all’attuale situazione, suggerisco di riscrivere questa affermazione sostituendo al termine “parola” la nozione “ragionamento”, e per chiarire il senso di tale sostituzione propongo di fermarci sulla distinzione tra l’avere e l’esprimere un parere e l’avere e sviluppare un pensiero. Ognuno di noi ha un parere su qualsiasi argomento; questo non solo non è male, ma è addirittura inevitabile: si reagisce a ciò che ci circonda e di continuo ci si “fa un’idea” su questo e su quest’altro, non esitando un istante a volerla comunicare agli altri.
Per avere un parere non è necessario riflettere, vale a dire indagare con attenzione e pazienza ciò su cui ci si esprime; è sufficiente reagire e parlare, dando voce a ciò in cui si crede. È quanto accade nei bar o dal parrucchiere: si trascorre il tempo parlando di questo e di quest’altro, esprimendo giudizi su questo e su quest’altro, senza preoccuparsi troppo di giustificare ciò che si afferma e di motivare il proprio giudizio. In tutto questo non c’è nulla di male, ma al tempo stesso non c’è neppure nulla che ha a che fare con un’autentica riflessione, con un vero ragionamento.
Non c’è da stupirsi: la continua insistente circolazione di pareri che attraversa la Rete e il mondo dei media è infatti da collocare all’interno del più ampio fenomeno della chiacchiera. Ora, è proprio questa “tranquillizzante presunzione” ciò che porta a confondere, spesso inavvertitamente, il proprio parere con un autentico pensiero. Ecco il punto: oggi c’è un’abbondanza di parole, di informazioni, di immagini, di messaggi che si diffondono in tutto il mondo, anche nelle zone del pianeta più sfortunate e povere; oggi non sono certo le parole che mancano, ma è esattamente questa abbondanza ad essere confusa con una ricchezza, vale a dire con un autentico sapere, anche perché, è bene riconoscerlo, la chiacchiera è sempre fonte di una certa soddisfazione: c’è del godimento nel comunicare un parere che non a caso, dando consistenza e forza al proprio narcisismo, alimenta l’illusione di avere un sapere e di manifestare un pensiero. In altre parole: sembra che tutto favorisca l’accontentarsi del parere rinunciando al pensiero.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per le vittime, i feriti e i dispersi della spaventosa frana e inondazione che ha colpito le regioni di confine fra la Cina e il Nepal.
Don’t Forget! Santi della carità
BEATO MARTINO BERTRANNI DA BISIGNANO Laico Francescano
1440 -1502
Nato a Bisignano intorno al 1440, in un’epoca segnata da profondi fermenti spirituali nel Mezzogiorno d’Italia, scelse di abbracciare la regola del Terz’Ordine Francescano, dedicando l’esistenza alla preghiera, alla penitenza e al servizio dei poveri. La sua figura si colloca nel solco di quella spiritualità osservante che caratterizzò il francescanesimo del XV secolo, orientata verso un ritorno alle fonti evangeliche e alla povertà radicale di san Francesco.
Rifiutando gli agi e le comodità, Martino optò per una forma di vita eremitica che non lo allontanò tuttavia dalla sua comunità: stabilì la sua dimora in una grotta presso Bisignano, trasformando quel luogo in un centro di irradiazione spirituale. La sua esistenza fu scandita dalla contemplazione, dal digiuno e dalle opere di carità, esercitate con quella semplicità che contraddistingue i veri discepoli del Poverello d’Assisi. Visitava i malati, assisteva i moribondi, soccorreva i poveri, riconciliava i nemici. Martino li accoglieva tutti con carità, offrendo consigli illuminati dal Vangelo e dalla sua esperienza di vita interiore.
In più non si limitò ad aiutare i poveri, ma condivise la loro vita vivendo da povero egli stesso La sua reputazione di uomo santo crebbe rapidamente a Bisignano e nei paesi limitrofi. Molti ricorrevano alla sua intercessione nei momenti di difficoltà, certi di trovare in lui non solo un intercessore presso Dio, ma anche un consigliere saggio e discreto. La morte lo colse il 6-9-1502.
Immediatamente dopo la scomparsa, si sviluppò intorno alla sua memoria un culto spontaneo e duraturo, alimentato dalla fama di santità di vita e da eventi prodigiosi attribuiti alla sua intercessione. Le sue reliquie, conservate nella chiesa di Santa Maria della Pietà a Bisignano, divennero meta di pellegrinaggi e oggetto di venerazione ininterrotta per oltre cinque secoli.