XVIII Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 6 agosto…
1284 – Dopo quasi 2 secoli di dominio nel Mar Tirreno a spese soprattutto di Genova ed Amalfi, i Pisani subiscono una rovinosa sconfitta ad opera dei genovesi nella battaglia della Meloria
1538 – Gonzalo Jiménez de Quesada fonda la città di Bogotà nella futura Colombia
1806 – Con l’abdicazione di Francesco II (che resta imperatore d’Austria) ad opera di Napoleone Bonaparte, finisce il Sacro Romano Impero
1890 – New York, per la prima volta la sedia elettrica è usata sull’omicida William Kemmler
1945 – Seconda guerra mondiale, bombardamento atomico di Hiroshima: 80.000 morti + 60.000 in seguito e l’80% della città distrutta.
1993 – Papa Giovanni Paolo II pubblica l’enciclica Veritatis Splendor
Aforisma dal Vangelo di Matteo
“Nella nube luminosa apparve lo Spirito Santo e si udì la voce del Padre: «Questi è il mio Figlio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
Preghiera Colletta
O Dio, che nella gloriosa Trasfigurazione del tuo Figlio unigenito hai confermato i misteri della fede con la testimonianza di Mosè ed Elia, nostri padri, e hai mirabilmente preannunciato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa’ che, ascoltando la parola del tuo amato Figlio, diventiamo coeredi della sua gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio
Matteo 17,1-9
Riflessione commento al Vangelo
L’esperienza della trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor è una di quelle esperienze così difficili da capire in astratto ma che diventano immediatamente chiare quando le paragoniamo a qualcosa della nostra esperienza. Infatti il racconto di oggi si riferisce a quei momenti della vita, forse anche solo a pochi attimi, in cui la luce di alcune situazioni è talmente entrata in noi da lasciare un segno indelebile. Ad esempio un periodo della nostra infanzia particolarmente felice, oppure l’abbraccio con una persona significativa per noi, o il cielo stellato in una notte d’estate quando tutto in quel momento sembrava perfetto. Questi istanti di luce sono l’esperienza del Tabor.
Dio ci dona questi momenti perché la loro memoria ci aiuti ad attraversare il buio. È così che fa con Pietro, Giacomo e Giovanni: lì immerge nella luce di questa visione perché così potranno sopportare poi il buio nell’orto degli ulivi. C’è però una cosa che dobbiamo accettare: non possiamo trattenere la luce all’infinito. “Pietro, rivoltosi a Gesù, disse: «Rabbì, è bello stare qua; facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia». Infatti non sapeva che cosa dire, perché erano stati presi da spavento.
Poi venne una nuvola che li coprì con la sua ombra; e dalla nuvola una voce: «Questo è il mio diletto Figlio; ascoltatelo». E a un tratto, guardatisi attorno, non videro più nessuno con loro, se non Gesù solo”. Quando si spegne la luce non è vero che c’è solo il buio. Noi sappiamo che c’è Gesù con noi in quel buio (“guardatisi attorno, non videro più nessuno con loro, se non Gesù solo”). È la Sua Presenza la cosa che più ci illumina quando intorno a noi è notte fonda e ci sentiamo perduti.
Intenzione di preghiera
Preghiamo il Dio della gloria, che chiama ogni uomo a vivere alla sua presenza, affinché ci aiuti a coltivare lo spirito di contemplazione, per pregustare la gioia che ci attende nel cielo.
Santo del giorno
Il Volto Santo di Manoppello è un sottile velo di bisso marino (fibra pregiata ricavata da molluschi marini) che misura 17 x 24 cm. Che reca impressa l’immagine di un volto maschile con barba e capelli lunghi, ritenuto l’immagine autentica di Gesù. Una caratteristica affascinante è che l’immagine è visibile su entrambi i lati del tessuto, senza tracce di pigmenti o pitture, il che fa pensare a un’immagine “acheropita”, cioè non realizzata da mano umana.
Da 400 anni si venera nel santuario abruzzese di Manoppello (in provincia di Pescara e nella diocesi di Chieti). La tradizione popolare lo ha sempre considerato una reliquia, ma gli studi storici mancavano, fino a quando hanno cominciato a occuparsene il gesuita Heinrich Pfeiffer, docente nell’Università gregoriana di Roma e suor Blandina Paschalis Schlömer. Quest’ultima ha riconosciuto nel volto di Manoppello la quasi perfetta sovrapponibilità col volto della Sindone.