V Settimana di Pasqua
Avvenne il 7 maggio….
558 – A Costantinopoli crolla la cupola dell’Hagia Sophia e Giustiniano I ne ordina la ricostruzione.
1809 – Napoleone Bonaparte annette lo Stato Pontificio.
1942 – In Italia tutti gli ebrei fra i 18 e i 55 anni sono precettati per il servizio civile.
1954 – Guerra d’Indocina: la battaglia di Dien Bien Phu, iniziata il 13/3, finisce con sconfitta francese
1978 – L’alpinista Reinhold Messner raggiunge, senza l’ausilio dell’ossigeno, la vetta dell’Everest.
Aforisma di Alessandro Manzoni
“L’uomo caduto nella colpa ha pur troppo una tendenza a persisterci ed è cosa riconosciuta che il reo aggiunge spesso colpa a colpa per estinguere il rimorso.”
Preghiera Colletta
O Dio, che per tua grazia da peccatori ci fai giusti e da infelici ci rendi beati, compi in noi le tue opere e sostienici con i tuoi doni, perché a noi, giustificati per la fede, non manchi la forza della perseveranza. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Santo del giorno
Parola di Dio del Giorno Giovanni 15,9-11
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Riflessione Don Arturo commenta don Bepo
«L’ora propizia per incominciare la vera vita. S. Paolo sulla via di Damasco. – Il Signore ti offre la sua forza, anzi mette in te la sua vita». Don Giuseppe Vavassori (10/5/ 1965, dialoghi domenicali).
Don Bepo ci ricorda che ogni fase della vita è costellata di passaggi che possono essere vissuti come evento di traumatici o come eventi che trasformano la nostra vita interiore. Come accaduto a San Paolo. Vivere questi passaggi richiede tempi di ascolto, e coraggio di affidarsi.
Giacomo di Sarug (451-521), poeta e teologo siriaco, soprannominato “flauto dello Spirito Santo”, ha scritto: «Avvicinati alla Scrittura amando[la], e vedrai la sua bellezza, perché se non [ti avvicini] con amore, non ti permetterà di vedere il suo volto. Se tu la leggi senza amore, non ne trarrai [alcun] profitto, perché l’amore è la porta per la quale si entra nella sua comprensione.
La Scrittura, dunque, ti chiede, quando la prendi [in mano], che se non la ami più di te stesso, tu non la legga. E ti dice: “se mi leggi in modo fiacco, anch’io sarò fiacca nel rivelarti i miei significati. O mi ami, e allora aprimi e leggimi, e guarda le mie bellezze, o non leggermi, perché non trarrai alcun beneficio se non mi ami. A chi mostra amore per me quando mi legge, io mostrerò amore; e se me [lo] chiede, gli consegnerò tutti i miei tesori”». Nel suo diario don Giò scrive: «È questa la bellezza della Scrittura: ogni parola, ogni riga ne richiama un’altra. Tutte insieme ci danno la grandezza di Dio». Il Salmo 1 è definito da molti commentatori il «portale» del Salterio.
È molto breve, ma è di una straordinaria intensità: delinea con una certa precisione, il ritratto dell’uomo felice: colui che non prende parte o non si lascia invischiare nel «modo d’essere» di coloro che vivono senza Dio, ma medita la parola divina giorno e notte. Il testo ebraico del Salmo designa l’atto del meditare con un verbo che, alla lettera, indica il mormorare a bassa voce — vale a dire: ripetere a bassa voce una parola divina per poterla interiorizzare, memorizzare e, poco alla volta, comprendere.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché la nostra carità sia sempre generosa, ma umile e soprattutto rimanga segreta come ci ha invitato a fare Gesù nel Vangelo, affinché la nostra ricompensa sia Dio stesso.
Don’t Forget! Storia dei Martiri Armeni
Il genocidio armeno
24-aprile: Giorno della memoria
100 anni fa si consumava uno dei più sanguinosi eccidi dei tempi moderni che costò la vita a 1 milione e mezzo di cristiani armeni. La Chiesa Apostolica Armena ha canonizzato in massa uomini, donne e bimbi e ha fissato al 24-4 la “giornata della memoria”. Il 24-4-2015 il patriarca armeno Karekin II ha detto: “ogni giorno di quest’anno sarà giorno di ricordo e devozione al nostro popolo, viaggio spirituale al memoriale dei nostri martiri. Riponendo la nostra speranza in Te, Signore, il nostro popolo è illuminato e rafforzato.
La tua luce ha acceso l’ingegno del nostro spirito. La tua forza ci ha orientati alla vittoria. Abbiamo creato quando altri avevano distrutto le nostre creazioni. Abbiamo continuato a vivere quando altri ci volevano morti”. Anche la Chiesa Cattolica Armena ha già avviato le pratiche per la beatificazione di 43 suoi figli vittime del genocidio.