19. a settimana tempo ordinario
Avvenne il 10 agosto…
612 a.C. – Con l’uccisione del Re Sin-shar-ishkun e la distruzione di Ninive termina l’impero Assiro
1258 – Incoronazione di Manfredi di Sicilia nella Cattedrale di Palermo
1500 – L’esploratore Diogo Dias scopre il Madagascar
1519 – Le cinque navi di Ferdinando Magellano salpano da Siviglia per circumnavigare il globo
1792 – Rivoluzione francese, assalto alle Tuileries: Luigi XVI viene arrestato e imprigionato
2010 – La Pandemia influenzale del 2009-2010 è dichiarata conclusa dall’OMS
Aforisma da S. Paolo lettera ai Corinzi
“Chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà. Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, l’ardore della tua carità ha reso san Lorenzo fedele nel ministero e glorioso nel martirio: fa’ che amiamo ciò che egli ha amato e viviamo ciò che ha insegnato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Riflessione
«Un giorno di raccoglimento e insieme di grandi propositi in un’atmosfera di grosse difficoltà. Mezzi che arrivano, persone che sono indifferenti, e che sono tentate di lasciare l’Opera. Tanto fuoco di amore nella Santa Eucaristia e attorno legna verde che non prende fuoco. Mi sento un capitano senza soldati. Ma non è Dio che conduce l’Opera. Non fu sempre così?». Don Bepo (BOLLETTINO 1950)
Don Bepo mette a confronto l’amore di Dio e il cuore chiuso dell’uomo. È un grido di dolore perché l’amore non è amato, e prova dolore nel vedere l’amore divino sprecato a causa della freddezza umana. Due le immagini. La prima è centrata sul fuoco dell’amore nella S. Eucaristia: cioè sull’amore ardente, caldo e appassionato di Gesù, pane spezzato. L’Eucaristia è come fuoco: vorrebbe scaldare e trasformare tutto ciò che tocca. La seconda immagine è la legna verde che non prende fuoco perché umida, ancora piena di vita. Nella metafora, rappresenta il cuore umano quando è pieno di egoismo, distrazioni, peccato o chiusure. Anche se il fuoco dell’Eucaristia è caldissimo, la legna bagnata non si accende e non brucia d’amore a sua volta. Il pensiero del Fondatore del Patronato ci insegna che l’Eucaristia offre sempre una grazia immensa, ma per riceverla abbiamo bisogno di un “cuore ben disposto” (legna secca). Se il nostro cuore è rigido o indifferente, l’amore di Dio non riesce a penetrare e a cambiare la nostra vita «In un piccolo villaggio – racconta Bruno Ferrero – viveva un giovane sarto di nome Pietro. Pietro era noto per la sua abilità nel creare bellissimi vestiti, ma era ancora più famoso per il suo cuore gentile.
Ogni domenica, Pietro andava in chiesa e ascoltava con attenzione le parole del parroco, specialmente quando parlava della carità e dell’aiuto verso il prossimo. Un inverno particolarmente freddo, molti abitanti del villaggio non avevano abbastanza vestiti per tenersi al caldo. Pietro, vedendo la loro sofferenza, decise di fare qualcosa. Con il poco tessuto che aveva, iniziò a cucire un grande mantello. Mentre cuciva, pregava Dio di guidare le sue mani affinché il mantello potesse portare calore e conforto a chi ne aveva bisogno. Una sera, mentre lavorava fino a tardi, Pietro sentì una voce dolce e rassicurante che gli diceva: “Pietro, il tuo cuore puro e le tue mani laboriose stanno facendo un’opera meravigliosa. Continua a seguire il cammino dell’amore e della carità.” Terminato il mantello, Pietro decise di donarlo al vecchio Antonio, un anziano che viveva da solo e soffriva il freddo più di chiunque altro.
Quando Antonio ricevette il mantello, i suoi occhi si riempirono di lacrime di gratitudine. Da quel giorno, il mantello divenne un simbolo di speranza e generosità nel villaggio. Ispirati dall’azione di Pietro, gli abitanti del villaggio iniziarono a condividere ciò che avevano, aiutandosi l’un l’altro durante l’inverno rigido. Pietro capì che il suo semplice gesto, nato dalla fede e dall’amore, aveva toccato i cuori di molti e aveva reso il villaggio un luogo più caldo, non solo nel corpo, ma anche nello spirito».
Intenzione di preghiera
Perché i cristiani sappiano vegliare e tenere accesa la speranza in un mondo che ha smesso di attendere e vegliare.
Don’t Forget! Angolo della memoria