Riflessione del giorno

Lunedì 12 gennaio 2026

By Patronato S. Vincenzo

January 12, 2026

 

I Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 12 gennaio…

475 – Basilisco viene incoronato augusto dell’Impero bizantino.

1709 – Francia inizia un periodo di gelo che durerà due mesi causando 24.000 morti.

1872 – Giovanni IV viene incoronato imperatore d’Etiopia.

1945 –  L’Urss inizia una vasta offensiva strategica in Europa orientale contro le forze dell’Asse.

1948 – a Mogadiscio vengono uccisi decine di italiani rimasti a vivere nella ex colonia somala

1970 – Termina, con la capitolazione del Biafra, la guerra civile nigeriana.

 

Aforisma di S. Aelredo di Rielvaux

“Quaggiù nel mondo non c’è nulla di più santo da desiderare, nulla di più utile da cercare, nulla più difficile da trovare, niente più dolce da provare, niente più fruttuoso da conservare dell’amicizia.”

 

Preghiera Colletta

Ispira nella tua paterna bontà, o Signore, i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

 

Riflessione frammenti di vita

Si sa che “errare, humanum est”, ma come mai tanti non imparano dai loro errori? Al Patronato gli esempi non mancano: così un tale che abita provvisoriamente nella casa-container con altri 2 o 3, protesta perché, dopo il cellulare, i documenti, le scarpe…gli hanno rubato il portafoglio. Eppure lo si era invitato a mettere i soldi al sicuro nella cassaforte dell’ufficio educatori. Un altro si lamenta di essersi beccato l’influenza “perché la stanza è fredda” ed è a letto con la stufetta elettrica a pochi centimetri dalla faccia, mentre la porta della stanza è spalancata sull’esterno.

Un terzo rischia la multa per non aver effettuato la raccolta differenziata: “Ma io il sacchetto l’ho gettato nel bidone della plastica” protesta e lo toglie dal contenitore esibendolo come prova. “Va bene: aprila” e si scopre che di plastica è solo il sacchetto: dentro c’è di tutto, vetro, carta, umido, pezzi di legno, di ferro ecc. Un altro ancora, incaricato della pulizia di una scala esterna, svolge il suo compito con scrupolo, ma alla fine i gradini sono più sporchi che all’inizio: il problema è che lui pulisce, ma lascia che tutti salgano e scendano, annullando il lavoro.

Nelle prime settimane di adorazione perpetua, c’è infine un tale che si alza alle 4 e va in chiesa, tornandovi verso le 5 per chiedere ai due preti qualche spicciolo per la colazione. Poi va a dormire fino a tardi. Di fronte all’assurdità del comportamento, si è deciso che prima delle 7,00 non riceverà nulla…ma non è detto che funzioni. Forse aveva ragione Benjamin Franklin che definiva la stupidità umana come fare sempre la stessa cosa, aspettandosi ogni volta risultati diversi.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché per intercessione di Maria SS. Dio ci conceda un anno di pace e di benedizione.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

GEORGE BELLOWS: STAG AT SHARKEY’S

1909 –pittura a olio su tela – 92 x 122,6 cm – The Cleveland Museum of Art Usa

L’opera di Georges Bellows “Stag at Sharkey’s” (Addio al celibato da Sharkey che era poi il club sportivo privato situato di fronte allo studio del pittore) del 1909, è il suo quadro più celebre ed è ancora facile capire perché all’epoca fu trovato scioccante e perché regalò al giovane artista celebrità istantanea.

È un’opera assolutamente originale e di grande dinamismo, che coglie i due pugili seminudi nell’attimo in cui si lanciano uno contro l’altro, mentre l’arbitro perde quasi l’equilibrio. Le due figure centrali sono illuminate, circondate da figure losche nella penombra del locale. Non a caso Bellows disse che “l’atmosfera intorno ai pugili è molto più immorale dei pugili stessi.” Bellows ha usato pennellate rapide per creare un’immagine sfocata, simulando i due combattenti in movimento.

Il pittore ha scelto un punto di vista basso per collocare lo spettatore tra la folla che guarda il match, creando un senso di “coinvolgimento espressivo” nell’azione e l’ha così commentato: “Non so nulla di boxe, sto solo dipingendo due uomini che cercano di uccidersi a vicenda”.