XV Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 12 luglio…
1814 – Viene fondata, con il nome di Carabinieri Reali dell’Armata Sarda, l’Arma dei Carabinieri.
1900 – Ribellione dei Boxer: Tientsin viene strappata dagli alleati europei ai boxer in rivolta.
1908 – Le donne competono per la prima volta nei giochi olimpici moderni.
1920 – I fascisti danno alle fiamme il Narodni dom di Trieste, centro culturale degli Sloveni in Italia
1914 – Camerata Cornello (BG): Simone Pianetti uccide in poche ore sette persone sfuggendo alla cattura della polizia e non verrà più ritrovato
Aforisma dal Libro del Profeta Isaia
“Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio del giorno Matteo 10,34-11,1
Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
Riflessione Frammenti di vita
Col tempo mi sono convinto che la colpa più grave di oggi sia quella segnalata dal filosofo ateo Nietzsche: “con l’ultimo uomo (=noi) la terra è diventata piccola e su di lei saltella l’ultimo uomo che rende tutto più piccolo”. 200 anni prima di lui un altro tedesco, il poeta e mistico Angelus Silesius diceva che “Il mondo è troppo stretto e il cielo è troppo piccolo. Dove troverò spazio per l’anima mia?”. La società moderna infatti all’uomo dotato di anima e creato da Dio, ripete come un mantra che ciò che vede, tocca, possiede è tutto ciò che c’è ed è inutile cercare altro.
Ai bimbi, i pochi che ancora nascono, non si insegna più che sono figli di Dio e cittadini del mondo, che crescendo sono chiamati ad ampliare i confini e abbattere le barriere perché la loro anima per respirare ha bisogno dell’intero universo, perché la loro mente può abbracciare l’infinito, perché nel loro cuore c’è posto per tutta l’umanità, perché il loro corpo è in piccolo, ciò che la terra è in grande.
Se a Dio non è bastato il cielo tanto da voler prendere dimora in noi, vuol dire che solo facendo spazio dentro di noi a Dio e all’intera creazione, stiamo bene. Quello che oggi è chiamato disagio giovanile è solo la conseguenza del fatto che, mentre i giovani sono riempiti di beni, si nega loro la totalità del Bene e così soffrono perché sentono di star soffocando in un mondo così rimpicciolito. Loro ancora non se ne accorgono, ma la loro anima sì e prima o poi si farà inevitabilmente sentire.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quanti sono provati dalla malattia, dalla solitudine e dall’angoscia: siano confortati dalla fede nel Cristo crocifisso e risorto, sola speranza dell’uomo.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
ALBERT ANKER: FLEISSIG – APPLICAZIONE
1886, Pittura a olio su tela 61,5 x 50 cm, Collezione privata
La pittura svizzera fra il 1750 e il 1850 conobbe un periodo di grande vitalità, ma gli artisti anche quelli bravi, preferirono espatriare: a Parigi quelli di lingua francese, a Berlino quelli di lingua tedesca a Roma e Firenze quelli di lingua italiana. Albert ANKER (1831-1910) si trasferì a Parigi nel 1854: nella capitale francese la sua pittura venne a contatto con l’impressionismo e apprese le novità di un mondo in rapido cambio. Ma non rinunciò alla pittura di genere alla quale diede però nuova dignità.
Ne presentiamo due: il quadro sopra rappresenta una ragazzina (probabilmente Rosa Stucki, del villaggio svizzero di Ins) seduta e ritratta di profilo: la piccola è concentrata sui compiti e scrive sulla lavagnetta tenendo il quaderno aperto nella mano sinistra: si noti il contrasto fra il nero della lavagna e il bianco del quaderno. Gli strumenti del sapere occupano il centro della scena mentre la bimba dai capelli biondi e dal vestito azzurro si inarca ad eseguire con tutta la diligenza e la concentrazione possibile i compiti di scuola. Non potrebbe esserci immagine più vera e simbolica insieme dell’importanza dell’istruzione e dello studio di cui la splendida figura della bimba sembra il modello perfetto. Anche il 2° dipinto rientra nell’ambito dei dipinti di “genere” cari ad Anker:
ALBERT ANKER: IL SARTO DEL VILLAGGIO
1894, Pittura a olio su tela 53 x 42 cm, Museo d’arte di Solothurn, Svizzera
Nella stanza scura emerge il profilo di un anziano sarto al lavoro. L’uomo seduto al tavolo dove si notano gli attrezzi del mestiere, tiene sulle ginocchia un vestito che è intento a cucire. Dal giaccone che il sarto indossa, si intuisce come il suo lavoro consista più che altro nel rammendare e rattoppare. La qualità pittorica in ambedue i casi è molto elevata e ci dice l’amore dell’artista per la povera gente alla quale restituisce la dignità e l’onore.