Riflessione del giorno

Lunedì 16 febbraio 2026

By Patronato S. Vincenzo

February 15, 2026

 

VI Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 16 febbraio…

1923 – Aperto, alla presenza del suo scopritore Howard Carter, il sarcofago del faraone Tutankhamon.

1943 – Strage di Domenikon: soldati italiani della Divisone “Pinerolo” uccidono per rappresaglia 150 civili greci nella zona del villaggio di Domeniko, in Grecia.

1959 – Fidel Castro prende il potere a Cuba dopo aver rovesciato il presidente Fulgencio Batista.

1978 – Il primo Bulletin board system viene creato a Chicago;

2005 – In Italia entra in vigore il protocollo di Kyoto con l’obiettivo di ridurre, entro il 2010, le quote di emissione dell’anidride carbonica del 6,5% rispetto al 1990.

 

Aforisma dei Padri del deserto

«Colui che preferisce i beni terreni ai beni spirituali, perderà gli uni e gli altri. Colui che desidera i beni spirituali, otterrà anche tutti i beni terreni».

 

Preghiera Colletta

O Dio, che hai promesso di abitare in coloro che ti amano con cuore retto e sincero, donaci la grazia di diventare tua degna dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

Nacque intorno al 285 a Nicomedia, oggi Izmit, in Turchia. Nella sua famiglia d’origine era l’unica cristiana. Suo padre in particolare era un seguace zelante delle divinità pagane. All’età di nove anni, sarebbe stata promessa in sposa al prefetto della città, un pagano di nome Eleusio. Secondo gli accordi raggiunti dalle due famiglie, le nozze si sarebbero celebrate quando Giuliana avesse compiuto 18 anni.

Ma quel giorno la giovane disse che avrebbe accettato solo se Eleusio si fosse fatto battezzare. Venne quindi denunciata dal suo fidanzato come cristiana praticante. Imprigionata, non tornò sulla sua decisione neppure dopo la condanna a morte. Venne quindi decapitata verso il 305, al tempo di Massimiano.

L’iconografia la rappresenta spesso insieme ad un diavolo che la tormenta, ma non mancano le raffigurazioni delle torture da lei subite in vita, come l’essere appesa per i capelli o tormentata con il fuoco.

 

Parola di dio Marco 6,45-52

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva».

 

Riflessione Frammenti di vita

Da bambini siamo stati educati da proverbi del tipo: “Una sola mela marcia rovina il cesto”. Questo a parole, perché poi capitava che la maestra di 5.a elementare assegnando i posti in classe mettesse l’alunno a modo e diligente nel banco insieme alla “mela marcia” del ripetente svogliato e manesco…

Decisione discutibile che un risultato però lo produceva: l’allievo bravo per sopravvivere, si ingraziava il bullo permettendogli di copiare e aiutandolo a fare i compiti, col risultato che a fine anno era finalmente promosso e lasciava la scuola con sollievo generale di maestri, genitori e compagni.

Qualcosa del genere sta capitando in Patronato dove un bravo giovane africano ha preso sul serio l’adorazione continua, rimanendo quotidianamente in preghiera da mezzanotte alle 4,00 a.m. Il suo compagno di stanza, vedendolo rientrare a quell’ora insolita, gli ha chiesto spiegazioni e, colpito dalla sua decisione, pur essendo tutt’altro che devoto, ha deciso di imitarlo; così alle 4,00 lo sostituisce rimanendo in chiesa fino alle 5,30.

Altri 5 o 6 ospiti africani, senza nessuna pressione esterna, si sono lasciati “contagiare” dal comportamento dei due, col risultato che i turni di adorazione da mezzanotte alle 7,30 ora sono tutti coperti. In questi casi (e non solo grazie a Dio) il proverbio della mela marcia vale solo per le mele, non per le persone.   

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché la Chiesa testimoni la verità di Cristo rinunciando alla potenza esteriore, e, sostenuta dall’amore, cammini con gioia nella via dell’umiltà e della povertà.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli…

JOHN SINGER SARGENT: SORGENTE ALPINA  

1907 – 69,9 x 96,5 cm – olio su tela – Metropolitan Museum of Art New York

Il pittore statunitense John Singer Sargent (Firenze 1856 – Londra 1925) è considerato uno dei artisti più significativi dell’800 e il più importante ritrattista americano del suo tempo. A cavallo del XX secolo, era il più ricercato e celebrato al mondo, oltre che il più costoso. L’opera che oggi presentiamo fa parte di una serie di dipinti raffiguranti un ruscello alpino, dipinti che Sargent realizzò durante il suo soggiorno nel piccolo villaggio di Purtud, in Val d’Aosta, Italia.

In questo dipinto, l’artista tentò di registrare da vicino l’effetto della luce solare sull’acqua limpida e immobile che si estende tra un bordo di rocce e fogliame. L’acqua che scorreva metteva alla prova il suo instancabile interesse nel catturare gli effetti della luce solare. In “Alpine Pool”, adottò un punto di osservazione ravvicinato e diresse lo sguardo verso il basso, verso l’acqua scintillante – esplorandone le qualità trasparenti e riflettenti – così come verso le rocce e il fogliame lungo le rive. Il risultato è una disposizione quasi astratta di forme e colori.

Dipinti come questi ci permettono di riflettere sul nostro rapporto con la natura, forse riecheggiando la ricerca di conforto e bellezza dell’artista stesso in un mondo in continua e rapida evoluzione.