Riflessione del giorno

lunedì 17 maggio ’21

By Patronato S. Vincenzo

May 16, 2021

 

Settima Settimana di Pasqua

 

Proverbio del giorno

Chi è svelto a mangiare è svelto a lavorare.

 

Preghiera del giorno

Donaci coraggio, Signore. Il coraggio dell’iniziativa e della disciplina. Più amore, Signore, più verità. Il coraggio di agire e agire senza timore.

Più coerenza, Signore, più slancio. Il coraggio della continuità e il coraggio di un costante adattamento.

Più generosità, Signore, più comprensione. Il coraggio di saper stare soli e di ricominciare ogni volta. Più sincerità, Signore, più amicizia. Il coraggio di non irritarci e rimanere sempre padroni di sé.

Più delicatezza, Signore, più carità. Il coraggio di trovare il tempo per meditare e pregare. Più fede, Signore, più luce.

Amen.

 

Santo del giorno

 

La Parola di Dio del giorno – Giovanni 16,29-33

Dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato.

Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».

Rispose Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

 

Riflessione del giorno (detti e fatti dei padri del deserto)

Il discepolo di un filosofo aveva peccato e poiché voleva essere perdonato, il filosofo gli disse: Non ti perdono se per tre anni non porterai i pesi degli altri.

Quando ritornò dopo tre anni dopo aver scontato la sua colpa, il filosofo gli disse: Non ti perdono ancora, se per altri tre anni non pagherai coloro che ti oltraggiano e ti insultano.

Una volta che il giovane ebbe adempiuto anche a questo, e gli furono rimesse le sue colpe, il maestro gli disse: Ora vieni ed entra in Atene, per impararvi la sapienza.

Là c’era un vecchio saggio, che sedeva presso la porta e insultava tutti quelli che entravano per metterli alla prova. Ma quando fece la stessa cosa con il giovane che entrava in quel momento, questi si mise a ridere di cuore.

Allora il vecchio gli disse:” Che fai? Io ti insulto e tu ridi?” Il giovane gli rispose: “Non vuoi che rida, dopo che per tre anni ho pagato la gente per subire quel che oggi subisco da te gratis?”.

Allora il vecchio gli disse: “Entra dunque in città, poiché ne sei degno”. L’Abate Giovanni era solito raccontare questa storia e vi aggiungeva di suo: “Questa è la porta di Dio, attraverso la quale, fra molte tribolazioni e oltraggi, i nostri Padri sono entrati lietamente nella Sua città, in cielo”.

 

Intenzione di Preghiera del giorno

Preghiamo per l’immediata cessazione delle ostilità fra Ebrei e Palestinesi in Terra Santa.

 

Don’t Forget! Foto che hanno fatto la storia

BUENOS AIRES, PLAZA DE MAYO, 30.04.1977. FOTO DI ADRIANA VESTIDO.

Tra il 1976 ed il 1983 una feroce dittatura militare terrorizzò l’Argentina. Migliaia di giovani furono prelevati dalle loro case e, di loro, nessuno seppe più nulla.

Fu così che il 30-4-1977 le madri e le mogli dei desaparecidos si raccolsero per protesta a Plaza De Mayo chiedendo notizie dei propri cari. La protesta proseguì negli anni successivi e fu creata l’Asociación Madres de Plaza de Mayo.

Fra le coraggiose donne della prima ora parecchie finirono a loro volta nelle prigioni segrete, come Azucena Villaflor de De Vincenti, arrestata il 10.12.77.

Ricordiamo che il simbolo di quelle coraggiose donne era un fazzoletto bianco annodato in testa (originariamente si utilizzava lo stesso pannolino in tela servito ai loro figli).