Riflessione del giorno

Lunedì 19 gennaio 2026

By Patronato S. Vincenzo

January 19, 2026

 

III Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 19 gennaio…

1764 – John Wilkes viene espulso dalla camera dei comuni per diffamazione e sedizione.

1915 – Zeppelin tedeschi bombardano le città di Great Yarmouth e King’s Lynn, nel Regno Unito, facendo più di 20 vittime. Si tratta del primo bombardamento aereo su obiettivi civili della storia.

1939 – La Camera dei fasci e corporazioni, sostituisce la Camera dei deputati del Regno d’Italia.

1966 – Indira Gandhi eletta primo ministro dell’India.

2000 – Muore ad Hammamet Bettino Craxi, segretario del Partito Socialista Italiano dal 1976 al 1993

 

Aforisma di S. Macario il grande

“Quando pecchiamo, Dio ci tende la mano, aspettandosi il pentimento; e quando cadiamo, non si vergogna di riprenderci.”

 

Preghiera Colletta

Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Marco 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.

Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

 

Riflessione frammenti di vita

«La pace sia con tutti voi: verso una pace “disarmata e disarmante”» è stato l’auspicio del Papa per il 1° gennaio 2026, ma quel che è successo nei primi giorni del nuovo anno non è incoraggiante. Molto più che nelle guerre avviene come negli incendi dei boschi: diventano incontrollabili quando il sottobosco è secco e altamente infiammabile e il sottobosco in questo caso è il linguaggio sempre più aggressivo di troppe persone.

Così un anziano stimato per l’impegno nel volontariato e la dedizione al prossimo, ha affermato di fronte a tutti: “Spiace che Hitler non sia riuscito a completare la sua opera di sterminio degli ebrei…lo avesse fatto avremmo finalmente risolto il problema di Gaza”. Così ancora un giornale francese noto per cinismo e provocazione non ha trovato di meglio che irridere i poveri ragazzi morti di Crans Montana con l’orrenda vignetta “Les brulés font du Ski”.

Non andiamo oltre, ma non si può negare che le parole spesso esplodono come proiettili e che con questo andazzo c’è da aspettarsi che la pace rimanga a lungo un miraggio. È giusto chiedere ai grandi della terra che si impegnino contro le guerre, ma ancor più urgente è darsi da fare affinché si diffonda un modo di pensare, parlare e agire “disarmato e disarmante” a partire dagli anziani per arrivare fino ai giovani e ai bambini, ricordando che “una nazione si corrompe, quando si è corrotto il suo linguaggio”.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per don Mario Marossi del quale oggi alle 15 saranno celebrati i funerali.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

JOHN SINGER SARGENT EL JALEO 

1882, olio su tela 232 x 348 cm, Museo Isabel Stewart Gardner – Boston USA

EL JALEO del pittore americano JOHN SINGER SARGENT (1856-1925) è opera vibrante del 1882, un capolavoro dell’Ispanismo allora di moda, che cattura l’energia e la passione del flamenco gitano, con una ballerina al centro in posa dinamica, scialle ricamato e braccia estese, circondata da un’atmosfera carica di suono (clapping, chitarre, voci) e movimento, creando un’immersione totale dello spettatore nel ritmo e nell’esuberanza della performance, un’esplosione di vita e sensualità in scena. 

La tela trasmette un forte senso di dinamismo attraverso la posa asimmetrica della ballerina, suggerendo un’azione in corso ed è una rappresentazione del fascino americano per la cultura spagnola, con influenze dell’impressionismo e del realismo. L’assenza di barriere fa sentire l’osservatore parte della scena, quasi potendo sentire i rumori (castagnette, voci, chitarre) e percepire il calore.

Più che un ritratto statico, EL JALEO è un’istantanea della “Vita medesima”, nel suo dinamismo, erotismo e pienezza. Dettagli: Il grande scialle ricamato, la posa canonica del flamenco, e la scritta “olé” sul muro contribuiscono alla teatralità.