Riflessione del giorno

Lunedì 2 maggio 2022

By patronatoADM

May 01, 2022

 

Terza settimana di pasqua

 

Aforisma del giorno di dante alighieri

Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.

 

Preghiera del giorno di Michel Evdokimov

Rallegriamoci perché Cristo bagna della sua chiarezza quelli rapiti dalle tenebre dell’inferno. Rallegriamoci nella primavera della vita, perché la speranza sboccia tra le vittime di guerre, dei terremoti, tra gli afflitti nel corpo e nell’anima. Rallegriamoci perché, per mezzo della Croce, ogni dolore è abolito, e la gioia inonda il mondo.

Rallegriamoci perché il Signore è sceso nelle profondità della terra, sceso nelle profondità del cuore umano, dove l’ansia è in agguato; Egli li ha visitati, li ha illuminati, e il tormento, l’angoscia, l’inferno sono distrutti, sepolti nell’abisso dell’amore aperto nel fianco trafitto del Signore. Rallegriamoci, perché egli è risuscitato il Cristo, gioia eterna. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di Dio del giorno Giovanni 6,22-29

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberiade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbi, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

 

Riflessione del giorno

Sabato 30 aprile: al santuario della S. Famiglia sul Monte Linzone si danno appuntamento i parenti e gli amici del giovane Enea nel 1° anniversario della scomparsa e alle 10,30 una folla di coppie coi loro bimbi (tanti…uno spettacolo insolito di questi tempi) occupa lo spazio esterno della chiesetta.

Il cielo è coperto, ma il colpo d’occhio sulla pianura è spettacolare così come lo è la fioritura di narcisi nel grande prato che avvolge la cima, mentre ci pensano i parapendii a dare colore al grigio del giorno. Inizia la Messa e poco a poco cresce la sensazione che a prendervi parte non siano solo donne, uomini e bambini, ma anche i fiori, la montagna, il cielo, i paesi e la pianura che svanisce in lontananza: basta un po’ di cuore per sentire infatti che “tutto canta e grida di gioia” e per comprendere che la pace è una forza insopprimibile e i guerrafondai sono obbligati a scatenarle contro tutta la peggiore ferocia per vincerla.

Durante la Messa le allusioni al conflitto in corso non mancano: ma quella piccola folla coi suoi bimbi e tutto ciò che li circonda sono il messaggio di speranza più rassicurante -e il più misterioso- che possiamo inviare alle vittime della violenza in tutto il mondo.         

 

Intenzione di preghiera per il giorno

Perché non rinunciamo mai a combattere la violenza e la sopraffazione, promuovendo la pace in ogni relazione, pensiero, parola e azione della nostra vita.

 

Don’t forget! Anno di S. Giuseppe

Il dubbio di Giuseppe

In questo quadro conservato alla National Gallery of Art (Washington USA) e dipinto dall’artista francese Nicolas Poussin nel 1648, è rappresentata una insolita S. Famiglia seduta sui gradini della scala che conduce al Tempio (quello di Gerusalemme). La Madonna tiene in braccio Gesù bambino che sta prendendo la mela offertagli dal piccolo Giovanni Battista sostenuto a sua volta dalla mamma Elisabetta.

Ai loro piedi il cestino di mele allude al frutto proibito che è stato all’origine del peccato di Adamo ed Eva: il dialogo fra le mamme e i figlioletti è intimo e commovente e i personaggi sono investiti in pieno dalla luce. Dietro di loro dalla fontana l’acqua trabocca e l’albero è carico di frutti e fa da pendant con il bel vaso di fiori che sovrasta la colonna: tutti simboli della vita e della gioia che il Cristo ha portato nel mondo.

Non così S. Giuseppe che dà le spalle al gruppetto ed è tutto concentrato a scrivere qualcosa su una tavoletta: il padre putativo di Gesù non solo è vestito di scuro ma è anche immerso nell’ombra: solo la spalla destra e il piede sono illuminati da un raggio di luce. Ai suoi piedi la coppa (di incenso?) e lo scrigno (d’oro?) alludono ai doni dei Re Magi mentre sopra la sua testa si innalza la nube che da luminosa si scurisce man mano avanza e che contrasta col cielo sereno che fa da sfondo a Maria e al Bambino.

Cosa voleva esprimere il pittore con questo strano quadro? È probabile che volesse esprimere i dubbi di Giuseppe riguardo sia al misterioso Bambino e alla sua identità sia alla giovane moglie e alla sua sorprendente maternità. Ma Giuseppe fa comunque blocco col resto della composizione e si appoggia a Maria, dimostrando che la fede nelle promesse divine conta per lui più delle evidenze. B. Pascal scrisse nei suoi Pensieri: “Dio non costringe nessuno a credere. Infatti c’è luce sufficiente per chi vuol credere; ma c’è buio sufficiente per chi non vuol credere”. E Giuseppe ha creduto.