Riflessione del giorno

lunedì 2 novembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

November 01, 2026

Commemorazione di tutti i fedeli defunti

 

Avvenne il 2 novembre… 1889 – Dakota del Nord e Dakota del Sud sono ammessi come 39º e 40º stato degli USA. 1930 – Hailé Selassié è incoronato imperatore d’Etiopia 1975 – Viene ucciso all’Idroscalo di Ostia Pier Paolo Pasolini 1976 – Jimmy Carter sconfigge Gerald Ford ed è il 1° candidato proveniente dagli stati secessionisti a vincere le elezioni dai tempi della guerra di secessione americana. 1983 – Ronald Reagan firma la legge che istituisce la festività federale in memoria di Martin L. King 2000 – Il primo equipaggio giunge sulla Stazione spaziale internazionale.

Aforisma dal Libro di Giobbe

“Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non da straniero”.

Santo del giorno

Preghiera Colletta

Nella tua bontà, o Padre, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo, perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli risorgeranno a vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Parola di Dio Matteo 25,31.46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».».

Riflessione sul giorno dei defunti

La visione cristiana offre un modo tutto suo di considerare il fatto inevitabile della morte che in sé stessa, non è certo desiderabile, né è un avvenimento che si possa abbracciare con animo tranquillo, senza superare la naturale ripugnanza. Nella visione cristiana, la morte, pur essendo un fatto naturale, è contro la volontà di Dio (Sapienza 1, 13-14; 2, 23-24) e, quindi una conseguenza del peccato: “il salario del peccato è la morte” (Romani 6, 23). Il cristiano può superare il timore della morte, appoggiandosi su virtù fondamentali come la fede e la speranza, che aprono un diverso orizzonte alla stessa morte. La morte accettata con fede e nella fede di “abitare presso il Signore” (2Cor 5, 8) realizza il desiderio di comunione con Cristo, e giunge anche a lodare il Signore per la morte, non in sé stessa, ma in quanto realizza la speranza di possedere il Signore. Tale è la convinzione espressa da Francesco d’Assisi nel famoso Cantico delle creature e diventa, per il credente, come la porta che conduce alla comunione con Cristo. Questo sentimento positivo della fine, la trasforma in “morte nel Signore”, che conduce alla beatitudine: “beati coloro che muoiono nel Signore: riposeranno dalle loro fatiche perché le loro opere li accompagnano” (Apocalisse 14, 13). In questo modo, la vita terrena è collegata alla comunione finale con Cristo che è un valore superiore alla vita terrena. Questo modo di concepire la morte diventa una partecipazione al mistero pasquale di Cristo, di cui il battesimo, nel quale si muore misticamente al peccato, partecipa della risurrezione di Cristo (Romani 6, 3-7), e l’Eucaristia ne è la garanzia, il fondamento e la perfezione.  Oltre alla “morte nel Signore”, c’è anche la possibilità della morte fuori del Signore, che conduce alla morte seconda come ricorda l’Apocalisse (20, 14) e anche il Cantico delle creature. In questa seconda accezione, la forza del peccato a causa del quale la morte entrò nel mondo (Romani 5,12), manifesta, in grado sommo, la sua capacità di separare da Dio. Ed è proprio questa la morte che va temuta ed evitata con tutte le nostre forze.

Intenzione di preghiera

Per tutti i nostri familiari, parenti, amici e benefattori defunti e per quei defunti per i quali nessuno in questi giorni pregherà, perché sono dimenticati da tutti.   

Don’t Forget! 2 novembre

Nella Chiesa grande del Patronato in via Gavazzeni 3 a Bergamo saranno celebrati 3 momenti:

  1. Ore 7,30: S. Messa in suffragio di tutti i defunti
  2. Ore 11,00: momento di preghiera per gli alunni della scuola AFP

Ore 18,00: S. Messa in suffragio di tutti i defunti del Patronato S. Vincenzo