Riflessione del giorno

Lunedì 23 febbraio 2026

By Patronato S. Vincenzo

February 23, 2026

 

II Settimana di quaresima

 

Avvenne il 23 febbraio…

1455 – Pubblicata la Bibbia di Gutenberg, 1° libro occidentale stampato con caratteri mobili.

1548 – I rappresentanti dei comuni appartenenti al marchesato di Saluzzo, dopo aver deposto il marchese Gabriele, si sottomettono alla Francia.

1893 – L’ingegnere tedesco Rudolf Diesel brevetta il motore Diesel.

1903 – Cuba affitta la baia di Guantanamo agli Stati Uniti “a tempo indeterminato”.

1904 – Gli USA, per 10 milioni di dollari, ottengono il controllo della zona del canale di Panama.

 

Aforisma dei Padri del deserto

«L’albero della vita è in alto; l’uomo lo raggiunge grazie alla scala dell’umiltà».

 

Preghiera Colletta

Convertici a te, o Dio, nostra salvezza, e formaci alla scuola della tua sapienza, perché l’impegno quaresimale porti frutto nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Matteo 25,31-46

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”.

E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».».

 

Riflessione Frammenti di vita

Un ospite africano mi fa notare: “Io non so come fai…”. “A far cosa?” chiedo. “A scrivere a mano così tanto, poi a interrompere per rispondere al telefono e a ricominciare subito dopo…io non ci riesco. A riempire un foglio mi ci vuole una settimana, mentre a te bastano pochi minuti”. Quell’osservazione mi ha fatto riflettere su un fatto solo in apparenza banale e cioè che il passaggio dalla parola detta a quella scritta è molto complesso, più di quanto si pensi.

Tradurre cioè il pensiero o la parola in scrittura non è facile: occorre chiarire anzitutto a sé stessi il contenuto e poi renderlo comprensibile a chi lo leggerà. E non ho potuto fare a meno di pensare a come siamo stati fortunati noi ad avere maestri e insegnanti che ci hanno fatto fare i pensierini, i dettati, i riassunti, i temi, le ricerche, le tesi…Che ci hanno insegnato le regole di grammatica e sintassi, ci hanno tormentato con l’analisi grammaticale e logica e ci hanno obbligato a leggere libri e a parlare in modo appropriato correggendo strafalcioni e facendoci ripetere i compiti fatti male.

Il giovane africano più o meno sa leggere e scrivere, ma il suo stupore davanti a uno che scrive di getto senza copiare da altri testi e si interrompe per rispondere al telefono per riprendere subito dopo a scrivere, la dice lunga riguardo alla qualità della nostra formazione. E da allora nella preghiera quotidiana è entrato anche il ricordo riconoscente a Dio nei confronti dei miei insegnanti, dall’asilo fino alla teologia.  

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché la pratica della preghiera e del digiuno ci conceda il dono del discernimento.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli…

HARALD SLOTT-MØLLER: PRIMAVERA

1901 – 69,2 x 119 cm – olio su tela – Museo arte moderna Kunsten di Aalborg Danimarca

Il pittore danese Harald Slott-Møller (1864-1937) è considerato uno dei più grandi talenti del naturalismo e allo stesso tempo uno dei precursori del movimento sociale, politico e letterario dei paesi scandinavi. Nel quadro che oggi presentiamo il sole primaverile tramonta sulle montagne di Fiesole, a nord di Firenze. Una giovane coppia è seduta a un tavolo in attesa che venga servita la cena. La donna offre all’uomo un sorso dal suo calice di vino, e lui la guarda rapito.

Tuttavia, il dipinto non racconta solo l’amore che appare a prima vista. Si riferisce all’antico mito della Caduta, la storia di Adamo ed Eva, in cui la donna tenta l’uomo e diventa così la causa dell’infelicità umana. L’artista danese Harald Slott-Møller infatti è noto per i suoi dipinti simbolisti e la sua filosofia è che l’arte dovrebbe mettere in collegamento la spiritualità e la vita quotidiana.