Riflessione del giorno

lunedì 24 agosto 2026

By Patronato S. Vincenzo

August 23, 2026

Avvenne il 24 agosto…

79 – L’eruzione del Vesuvio ricopre di ceneri e lapilli Pompei, Ercolano, Stabia e Oplontis. 410 – I Visigoti di Alarico I entrano da Porta Salaria: inizia il Sacco di Roma, durato tre giorni 1349 – Circa 6000 ebrei vengono uccisi a Magonza poiché incolpati dell’epidemia di peste bubbonica 1456 – Prima data certa sul completamento della prima edizione della Bibbia di Gutenberg 1572 – Notte di San Bartolomeo: gli Ugonotti sono massacrati su ordine del re Carlo IX di Francia 1849 – La Repubblica di San Marco (Venezia) si arrende agli austriaci 1991 – L’Ucraina dichiara l’indipendenza dall’Unione Sovietica 2016 – Terremoto del Centro Italia del 2016 (Amatrice-Norcia-Visso).

Aforisma di William Shakespeare

“Amami oppure odiami, entrambe le cose sono a mio favore. Se mi ami, io sarò sempre nel tuo cuore. Se mi odi, io sarò sempre nella tua mente.”

Santo del giorno

Preghiera Colletta

Rafforza in noi, o Padre, la fede che spinse il santo apostolo Bartolomeo ad aderire con animo sincero a Cristo tuo Figlio, e per sua intercessione fa’ che la tua Chiesa sia per tutti i popoli sacramento di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Parola di Dio – Matteo 22,34-40

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nazareth». Natanaele gli disse: «Da Nazareth può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».».

Riflessione Frammenti di vita – don Davide Rota

“Se fra i vizi capitali (superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia) non c’è l’odio, vuol dire che non è un vizio e che non è capitale” conclude il tizio dopo aver elencato con cura tutto ciò che odia (e non è poco!): gli ebrei per come trattano i palestinesi, chi rovina la natura, gli avversari politici, i vicini molesti, chi ce l’ha su con stranieri e diversi, chi non rispetta gli animali ecc. Lui è convinto di credere in Dio (ma non nella chiesa) di essere seriamente impegnato nel sociale e di avere un carattere “passionale”. Dopo averlo ascoltato con pazienza, arriva il mio turno e con calma cerco di chiarirgli le idee: “L’odio non è nell’elenco del sette vizi capitali perché non è un singolo vizio, ma una combinazione di vizi: se infatti tu mescoli superbia, ira, invidia e accidia e shakeri tutto con cura, il cocktail che ne esce è l’odio. Chi odia pertanto non commette un solo peccato capitale, ma ben quattro”. E lui confuso chiede: “In che senso?”. Rispondo: “Per accendersi, l’odio ha bisogno della superbia che ti fa credere di essere il migliore e ti induce a disprezzare gli altri, soprattutto quelli che non la pensano come te. Ma l’odio è una fiamma che ha bisogno di essere alimentata e per questo occorre l’invidia che ti fa star male, ti fa rodere il fegato se il tuo avversario sta bene: perciò sei costretto ad eliminarlo dal tuo orizzonte visivo (“non posso vederlo!”). L’odio però come l’amore è insaziabile e incontenibile e così prima o dopo fa scattare l’ira che fa perdere a tal punto il controllo, da convincerti che solo con la violenza potrai risolvere certi problemi. Queste 3 forze combinate insieme sono così potenti che ti tolgono le energie vitali e ti fanno cadere nell’accidia che ti induce a fare ciò che è sbagliato (perché è più facile) e ad evitare ciò che è giusto (perché è più difficile)”. Il tipo non appare più così sicuro e taglia corto dicendo: “Ci penserò su” prima di andarsene. Ma non si è più fatto vedere.            

Intenzione di preghiera

Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

MAX LIEBERMANN: GESÙ DODICENNE NEL TEMPIO 1879 Pittura a olio su tela Hamburger Kunsthalle Amburgo Germania

Considerato inizialmente personaggio controverso, MAX LIEBERMANN (1847-1935) divenne uno dei pittori di spicco del suo tempo esercitando un notevole influsso sull’arte tedesca. Nata da ricca famiglia ebraica, in un periodo di persecuzioni antisemite. Liebermann era già adulto quando nel 1871 le leggi  garantirono agli ebrei gli stessi diritti di tutti i cittadini tedeschi.

Il Parlamento tedesco però giudicò blasfema e anticristiana la tela Gesù dodicenne nel tempio che oggi presentiamo poiché il Cristo aveva un aspetto “troppo ebreo”. In realtà la figura di Gesù qui rappresentata è quella di un ragazzo biondo, con tunica bianca e sandali ai piedi, con una espressione diligente e rispettosa nei confronti dei dottori della legge che loro sì hanno invece tratti ebrei spiccati.