Riflessione del giorno

Lunedì 24 marzo 2025

By Patronato S. Vincenzo

March 24, 2025

 

3 Settimana di Quaresima

 

Avvenne il 24 marzo…

1603 – Giacomo I d’Inghilterra viene proclamato re.

1882 – Robert Koch annuncia la scoperta del batterio responsabile della tubercolosi.

1944 – Eccidio delle Fosse Ardeatine: vengono trucidati dai nazisti 335 prigionieri.

1999 – In Jugoslavia iniziano i bombardamenti da parte delle forze NATO.

1999 – Italia/Francia – Nel tunnel del Monte Bianco un incidente scatena un incendio: 39 morti

 

Aforisma dal Prefazio di Quaresima

“Ogni anno tu, o Dio, doni ai tuoi fedeli di prepararsi alla celebrazione della Pasqua, perché, assidui in preghiera e carità operosa, attingano ai misteri della redenzione la pienezza della vita nuova”.

 

Preghiera

Nella tua continua misericordia, o Padre, purifica e rafforza la tua Chiesa, e poiché non può vivere senza di te, guidala sempre con la tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Santo del giorno

 

Parola di Dio del giorno Luca 4,24-30

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nazareth:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarèpta di Sidone.

C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

 

Riflessione Dal Blog di Costanza Miriano.

Un prefetto romano chiese a un certo imputato sottoposto al suo giudizio “Cos’è la verità”? A quel prefetto, di nome Pilato, quell’imputato avrebbe potuto rispondere “Sono io”. L’aveva già affermato in passato, aggiungendo di essere anche la via e la vita. Ma al suddetto prefetto in fondo la risposta non interessava. La sua era una domanda retorica. Cosa fosse la verità lo sapeva, o quantomeno lo intuiva: “Quest’uomo è innocente”; il punto era applicarla agli avvenimenti, e non lo fece.

Non ho dubbi che parecchi politici, giudici, giornalisti e quant’altro abbiano la stessa consapevolezza di cosa sia vero e cosa no, e la stessa volontà di dimenticarsene per farsi i propri affari. Anzi, se vogliamo, con una variante che rende i loro atti ancora più pericolosi per chi sta attorno: fare coincidere questi affari con una ideologia. Un uomo che fa i propri affari ragiona in piccolo, ti lascerà stare nel caso tu non abbia a che fare con essi.

Un uomo che si mette al servizio di una ideologia pensa che chiunque abbia a che fare con i suoi affari. L’ideologia è esattamente questo: il lasciare che il discorso su un’idea abbia il sopravvento sulla realtà che quell’idea dovrebbe rappresentare. Il filosofo Hegel, tanto per dirne una, affermava che “Gli uomini sono così sciocchi da dimenticare, nel loro entusiasmo per la libertà di coscienza e la libertà politica, la verità che risiede nel potere”.

In altre parole è chi ha il potere, è il governo (o chi per esso) che fabbrica la verità: “La verità è l’unità della volontà universale e soggettiva; e l’universale si trova nello Stato, nelle sue leggi, nelle sue disposizioni universali e razionali”. Per lui non ha senso opporsi allo Stato, perché è lo Stato che decide le regole del gioco. Chi si ribella allo stato è un bugiardo. Si sa che fine fanno i bugiardi. Se lo Stato si regge su una ideologia, chi la rigetta è pazzo, mentitore, un nemico. Scegliete l’aggettivo squalificante che preferite, così evitate di pensare.

Quando l’Unione Europea, l’Australia, la Gran Bretagna, la Cina, la Russia e quanti altri, l’elenco è lungo, decidono che alle notizie false deve essere messo un freno e si mettono ad arrestare chi, secondo loro, le diffonde, rientrano esattamente in quest’ottica. La sola tenue differenza è la maniera in cui chi diffonde le notizie “vere” è pagato. Soldi, potere, stare fuori dal carcere. Tutto ciò, ovviamente, non incide su quella verità oggettiva che si può conoscere lasciando da parte l’ideologia. L’ho detto all’inizio, il punto non è conoscerla, è applicarla.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché lo Spirito Santo faccia fiorire nella Chiesa l’integrità della fede, la santità della vita, la carità fraterna, perché, stretta alla croce, innalzi i suoi germogli fino al cielo.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo  

WILLIAM-ADOLPHE BOUGUEREAU: FLAGELLAZIONE di CRISTO

1880, Pittura a olio su tela 309 x 212 cm, Musée des Beaux-Arts, de La Rochelle, Francia

La pittura dell’artista francese William-Adolphe Bouguereau (1825 –1905) è caratterizzata da una perfetta padronanza sia della forma che della tecnica, con una finitura di alta qualità che riesce a ottenere grandi effetti di realismo. In termini di stile, era un pittore accademico, ma di alta qualità.

La tela gigante di 3 per 2 metri che oggi presentiamo è uno dei suoi capolavori e si trova nel Battistero della Cattedrale di La Rochelle, in Francia. Si tratta di uno dei migliori dipinti di flagellazione mai realizzati. Cristo è legato a una colonna e rimane semplicemente appeso, con i piedi appoggiati a terra e la testa inclinata all’indietro. In piena umiltà e completa ubbidienza alla volontà del Padre, si abbandona al suo destino nelle mani dei suoi persecutori, i due uomini che lo frustano sul dorso.

Il terzo uomo inginocchiato a intrecciare rametti di betulla per la fase successiva della tortura, fa capire che per Gesù ci saranno altri dolori e sofferenze. Ma a differenza degli altri due flagellatori, l’uomo inginocchiato rivela già un sussulto rimorso per le sue azioni. Gli occhi di Cristo sono privi di espressione. La sua pelle pallida, ne fa presagire la morte ormai prossima.

Tra la folla che assiste muta alla tortura, un uomo barbuto guarda direttamente noi spettatori: si pensa che sia un autoritratto dell’artista… proprio come lo spettatore che guarda ciò che Cristo ha fatto per tutti.