VIII Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 25 maggio…
1787 – A Filadelfia i delegati si riuniscono per scrivere la Costituzione degli Stati Uniti d’America.
1940 – Inizia la battaglia di Dunkerque.
1961 – Il presidente John Fitzgerald Kennedy annuncia il suo obiettivo di mandare un uomo sulla Luna prima della fine del decennio.
1995 – Giovanni Paolo II pubblica la lettera enciclica “Ut Unum Sint” sull’ecumenismo
2008 – Atterraggio su Marte della sonda spaziale Phoenix
Aforisma di Ivan S. Turgenev
«La felicità è come la salute: se non te ne accorgi, vuol dire che c’è».
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Dio, Padre di misericordia, il tuo Figlio unigenito, morente sulla croce, ci ha donato la sua stessa Madre, la beata Vergine Maria, come nostra Madre; concedi che la tua Chiesa, sorretta dal suo amore, sia sempre più feconda nello Spirito, esulti per la santità dei suoi figli e raccolga nel suo grembo l’intera famiglia degli uomini. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 19,25-34
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Riflessione Frammenti di vita
Ha una bella famiglia, è stata una brava insegnante (ora in pensione), è innamorata di suo marito ed è credente convinta e praticante fedele. I figli vogliono bene a lei che ne vuole ancora di più a loro, ma uno la fa soffrire per i comportamenti trasgressivi e inconcludenti. Nell’ennesimo sfogo è arrivata a lamentarsi del Padre Eterno: “Perché non mi ascolta e non aiuta mio figlio, lui che può tutto?”.
A questo punto le ho proposto: “Sei docente di matematica, vero? Allora per un momento sforzati di immaginare che R. non sia tuo figlio, ma un alunno a cui devi dare i voti e ragiona da maestra, non da mamma. Voto in condotta?” e lei “Sei, ma solo per non farlo bocciare”. Le chiedo poi che voto da 1 a 10 gli darebbe in “materie” del tipo: maturità, responsabilità, disciplina, ordine e pulizia, fede in Dio, rispetto del prossimo, capacità di portare a termine un impegno…C’è da dire che è obiettiva e alla fine contiamo le sufficienze: due o tre in tutto.
Sommiamo i voti e dividiamo la somma per 11 (il numero delle materie) e il risultato è 4 ½. Il metodo è rozzo, ma con una donna in gamba come lei me lo posso permettere e alla fine le leggo una frase del romanziere russo Ivan S. Turgenev: “(Quasi) ogni nostra preghiera si riduce a questo: “Dio onnipotente, fa’ che due per due non faccia quattro”. E concludo: “L’unico che si può permettere di ignorare a volte la matematica è Dio. Lascia fare Lui, ma anche tu ogni tanto cerca di fare lo stesso”.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i tentativi di dialogo fra Stati belligeranti producano qualche risultato in vista di una pace stabile e duratura in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli …
GIOVANNI BOLDINI: LA MARCHESA CASATI
1914, olio su tela 136 x 186 cm, Galleria Nazionale d’arte moderna Roma
Giovanni Boldini nacque a Ferrara nel 1842 e studiò a Firenze dove si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti ed entrò in contatto con i pittori “macchiaioli” il cui influsso realistico è molto evidente nelle sue opere. L’artista in seguito si specializzò nel ritratto e nei tre anni trascorsi a Londra gli furono commissionate numerose tele. Nel 1872 si trasferì a Parigi dove il suo stile affascinò le donne più in vista della città e dove strinse amicizia con Edward Degas: nella “ville lumière” eseguì ritratti di artisti del suo tempo come John Singer Sargent e James McNeill Whistler ecc.
La marchesa Casati è un’opera di intensa e sconvolgente bellezza caratterizzata da pennellate rapide e impressionistiche che evocano l’energia vitale di una donna esuberante ed eccentrica. La protagonista del dipinto infatti era una ricca ereditiera italiana che esibiva apertamente la sua bisessualità, organizzava feste sontuose e passeggiava spesso per Venezia in compagnia di due ghepardi al guinzaglio.
In questa tela la marchesa sembra emergere dalle linee vorticose del suo abito e dello sfondo, mentre il suo viso, in contrasto con il resto del dipinto è raffigurato con cura in ogni dettaglio. Boldini che godette di un enorme successo per la sua vivace ritrattistica adulatoria, i colori brillanti e la raffigurazione sensuale della borghesia inglese e francese, passò i suoi ultimi anni in Francia e morì a Parigi nel 1931.