Riflessione del giorno

Lunedì 27 aprile 2026

By Patronato S. Vincenzo

April 27, 2026

 

IV Settimana di Pasqua

 

Avvenne il 27 aprile….

33 – Possibile data della morte di Gesù, secondo i Vangeli sinottici

1124 – Davide I di Scozia viene incoronato re

1521 – Ferdinando Magellano viene ucciso da nativi filippini

1960 – Il Togo ottiene l’indipendenza dalla Francia

1961 – La Sierra Leone ottiene l’indipendenza dal Regno Unito

1990 – In protesta contro le invasioni dei nazionalisti ebrei, sono chiuse al pubblico per 24 ore la Basilica del S. Sepolcro, le chiese di Nazareth e Betlemme e le Moschee della Roccia e di al-Aqsa

2014 – Papa Francesco in P.za San Pietro, dichiara santi Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII

 

aforisma dalla 1.a lettera di Pietro

“Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.”.

 

Preghiera Colletta

O Dio, luce perfetta dei santi, che ci hai donato di celebrare sulla terra i misteri pasquali, fa’ che possiamo godere nella vita eterna la pienezza della tua grazia. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Santo del giorno 

 

Parola di Dio del Giorno Giovanni 10,11-18

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore.

E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

 

Riflessione Frammenti di vita

Dopo 20 settimane di Adorazione ininterrotta c’era da aspettarsi che qualcuno lo facesse notare: “Abbiamo pregato tanto per la pace…come si spiega che nel frattempo le guerre siano aumentate?” Mi sono preso il tempo di riflettere prima di rispondere e ho pensato a Mosè che sul monte pregava con le mani alzate, ma intanto i suoi combattevano contro gli Amaleciti. O a Davide che ha invocato Dio prima di sfidare Golia, ma la fionda e i cinque sassi li ha usati.

Noi siamo in centinaia, è vero, e a disposizione abbiamo solo la preghiera: ma basta la sola preghiera a far scoppiare la pace? A un certo punto a sorpresa è arrivata la risposta: in tanti hanno cominciato a ringraziarci per l’iniziativa dell’adorazione “che -dicevano- fa star bene…fa sentire in pace…aiuta a ritrovare la calma…fa tornare a casa sereni…riaccende la voglia di vivere”.

Allora mi è tornato in mente ciò che S. Bernardo raccomandava ai monaci: “Pacem multa in cella. Foris autem plurima bella” che tradotto liberamente significa: “Se sei in pace con te stesso (nella tua cella) riuscirai a far fronte ai tanti conflitti (plurima bella) fuori di te”. Chi ringraziava cioè ci aiutava a comprendere che la preghiera fa radicare dentro di noi la pace di Dio, che produce prima in noi e poi nel mondo frutti di pace per ogni persona di buona volontà.  

     

Intenzione di preghiera

Preghiamo il buon Dio affinché non faccia mancare al popolo cristiano preti e religiosi che donino ogni giorno la Parola divina, il pane di vita eterna e il perdono dei peccati.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

JOHN FRENCH SLOAN :  IL BAR MCSORLEY’S

1912 – olio su tela – 66,1 x 81,3 cm – Detroit Institute of Arts – Detroit – USA

“MCSORLEY’S BAR” di JOHN FRENCH SLOAN (1871-1951) è un’opera iconica della ASHCAN SCHOOL un movimento pittorico statunitense attivo fra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo che celebrava la vita quotidiana della classe operaia di New York. Il dipinto cattura l’atmosfera autentica e fumosa del famoso pub irlandese (che esiste tuttora a New York) aperto da John McSorley sulla East Seventh Street nel 1854, che per mezzo secolo servì una clientela tutta maschile composta da conciatori, carpentieri, muratori, macellai, carrettieri e birrai.

Il pittore infatti descrive uomini comuni intenti a bere, socializzare e discutere ed evidenzia l’interesse dell’artista per la vita urbana reale. Sloan, infatti era noto per le sue simpatie socialiste, per questo ritrae il bar che allora era riservato esclusivamente agli uomini come un luogo di aggregazione democratica, come un rifugio per l’uomo comune.

L’uso di toni caldi e terrosi e la luce morbida creano un’atmosfera intima e accogliente, quasi nostalgica, concentrandosi sui dettagli autentici dell’interno del locale. Dipinto durante il periodo del Proibizionismo, il quadro rappresenta un atto di resistenza culturale e la celebrazione di una tradizione newyorkese che sopravviveva.