XVII Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 27 luglio…
1214 – Filippo II di Francia sconfigge Giovanni d’Inghilterra nella battaglia di Bouvines.
1549 – La nave del gesuita spagnolo Francesco Saverio raggiunge le coste del Giappone
1794 – La Convenzione nazionale ordina l’arresto di Maximilien de Robespierre.
1953 – Stati Uniti, Cina, Corea Nord, e Corea Sud firmano un armistizio nella guerra di Corea.
1993 – Nella notte 3 attentati terroristici mafiosi, 1 a Milano e 2 a Roma, con 8 vittime.
2014 – Vincenzo Nibali vince il Tour de France; è il settimo italiano a riuscire a vincere il Tour
Aforisma di Miguel de Unamuno
“La libertà è un bene comune, e se di essa non godono tutti, non saranno liberi neppure coloro che si reputano tali.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, nostra forza e nostra speranza, senza di te nulla esiste di valido e di santo; effondi su di noi la tua misericordia perché, da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo13,31-35
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata». Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Aprirò la mia bocca con parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
Riflessione Frammenti di vita
“Mi chiamo SAWANEH e sono nato in Sierra Leone. Secondo gli usi di un’antica legge tribale, ero destinato a essere abbandonato nella foresta già da bambino. Mio padre, per ottenere prestigio e credibilità nella comunità, aveva deciso di rispettare la tradizione; mia madre, però, non accettò e per salvarmi, mi affidò a un tale che, dietro compenso, mi portò oltre confine insieme ad altri bambini destinati a quella sorte. Così, a 9 anni, arrivai da solo in Guinea Conakry e dovetti da subito imparare a sopravvivere: la strada fu la mia casa e conobbi fame, sete, solitudine e paura.
Vissi per anni da clandestino, subendo violenze e soprusi, anche della polizia. Ma in me cresceva una forza che non sapevo di possedere e che mi impedì di arrendermi. Quando divenni un giovane uomo, decisi di affrontare il “viaggio della speranza” lo stesso percorso intrapreso da migliaia di giovani africani in cerca di un futuro migliore. Attraversai il deserto del Sahara, passando dal Mali, camminando sotto il sole implacabile e razionando ogni goccia d’acqua. Fui derubato e picchiato da ladri e predoni, ma anche da uomini in uniforme.
In Mauritania conobbi la fede cristiana e decisi di farmi battezzare. La tappa più dura fu la Libia dove venni arrestato e gettato in prigione, incatenato ai polsi e ai piedi per 3 lunghissimi anni. Poi venni trasferito in una casa privata, dove vivevo da servo; da lì guardavo le colonne di persone che si dirigevano alla costa dove gli scafisti organizzavano le partenze vero l’Italia e decisi di tentare anch’io la traversata. Il gommone su cui viaggiavo si trovò presto in difficoltà, ma venni soccorso dalla Marina Militare italiana.
In seguito raggiunsi il Nord Italia e arrivai a Bergamo, dove ad accogliermi fu il Patronato S. Vincenzo”. Questa la testimonianza di Sawaneh, alla quale aggiungiamo una breve nota conclusiva: lui ha trovato in noi una possibilità di futuro. Ma noi abbiamo trovato in lui un vero uomo e un bene per la nostra comunità.
Intenzione di preghiera
Per tutti i profughi del mondo affinché possano riuscire con l’aiuto di Dio a trasformare un’esperienza tragica, in un’opportunità di crescita umana e cristiana.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
IGNACIO ZULOAGA: EL CRISTO DE LA SANGRE
1911 – Pittura ad olio su tela – 250 x 300 cm – Centro de Arte Reina Sofía – Madrid
Figura di spicco della Scuola pittorica Basca, IGNACIO ZULOAGA (1870-1945) raggiunse l’apice della fama all’inizio del XX secolo grazie ai suoi caratteristici paesaggi, ritratti e scene di genere. In queste ultime opere, le sue innovazioni compositive riflettono le conquiste dei nuovi movimenti artistici dell’epoca, come si può notare nel Cristo del Sangue (1911), dove il soggetto principale condivide la preminenza con i motivi di sfondo, concepiti come una scenografia o una rappresentazione fotografica.
Zuloaga ambienta la scena in un paesaggio castigliano, con la città fortificata di Ávila visibile sullo sfondo. Il pittore sceglie le tonalità scure e bluastre tipiche del crepuscolo, accentuando la drammaticità del momento. A dominare la scena è una figura barocca di Cristo, con il volto parzialmente celato dai lunghi capelli. All’estrema sinistra del dipinto, un prete dall’aspetto emaciato — figura tipica dei villaggi castigliani dell’epoca — legge il breviario. Il resto della scena è composto da contadini nelle vesti di membri di una confraternita; essi reggono grandi ceri e sono ritratti in atteggiamenti di devozione.
Un forte contrasto è offerto dalla figura che indossa un ampio mantello rosso, la cui tonalità vivace risalta nettamente sui colori grigi del resto dell’opera e cattura lo sguardo dell’osservatore, suggerendo un collegamento immediato tra il sangue di Cristo e il rosso del mantello. Nel Cristo del Sangue, il riferimento allo stile di El Greco è evidente, mentre le candele, il Cristo livido e sanguinante, i confratelli e il prete sono l’immagine abbastanza fedele della religione mistica e sensuale che sottende le credenze di una Spagna in cui si celebravano (e si celebrano tuttora) processioni di flagellanti e dove la gioia del dolore poteva ancora rapire le anime come ai tempi di Santa Teresa.