Riflessione del giorno

Martedì 1° settembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

September 01, 2026

 

22.a settimana tempo ordinario

 

Avvenne il 1° settembre…

1715 – Luigi XIV, re di Francia, muore dopo 72 anni di regno, il più lungo di tutti i regni 

1897 – Viene inaugurata la metropolitana di Boston, la prima del Nord America.

1914 – San Pietroburgo cambia nome in Pietrogrado.

1923 – Un terremoto devasta Tokyo e Yokohama facendo circa 100.000 vittime.

1939 – La Germania nazista invade la Polonia. Inizia la seconda guerra mondiale.

1969 – Un colpo di Stato in Libia porta al potere il colonnello Muʿammar Gheddafi.

 

Aforisma di S. Agostino

“I ricchi: si vede bene quello che hanno, non si vede quello che loro manca.”

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

Dio onnipotente, unica fonte di ogni dono perfetto, infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome, accresci la nostra dedizione a te, fa’ maturare ogni germe di bene e custodiscilo con vigile cura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Luca 4,31-3

Gesù scese a Cafarnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità. Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!».

E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male. Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

 

Riflessione frammenti di vita

«[Umiltà]. Degli opposti: l’orgoglio Vanità. Orgoglio nelle opere: predicazione, confessionale, distinzioni ecclesiastiche». don Bepo Vavassori (11/6/1935 prediche riflessioni quaresimali).

 Don Bepo mette a confronto umiltà e orgoglio che può insinuarsi anche nelle cose più sante nella forma della vanità. la vanità è un vizio profondo, ridicolo e tipico della natura umana, La descrive con linguaggio colorito il poeta romano Trilussa. “La Lumachella de la Vanagloria / ch’era strisciata sopra un obelisco / guardò la bava e disse: — Già capisco / che lascerò un’impronta ne la Storia”. Tra le passioni che affliggono l’anima umana, la vanagloria è una delle più insidiose.

Evagrio Pontico, monaco e teologo del IV secolo, la descrive come un male che si insinua nelle opere di virtù e le corrompe dall’interno. Nel suo trattato Gli 8 spiriti della malvagità, Evagrio dedica un’attenzione particolare a questo vizio, mostrandone i pericoli e suggerendo come combatterlo. La vanagloria è l’amore per la lode umana, il desiderio di essere ammirati per le proprie azioni virtuose. Essa è come l’edera che, avvinghiandosi a un albero, sembra sostenerlo ma in realtà lo soffoca.

Allo stesso modo, la vanagloria cresce insieme alle virtù, ma alla fine le distrugge, privandole del loro vero valore. Evagrio utilizza immagini potenti per descrivere l’azione distruttiva della vanagloria: come l’edera si attacca all’albero e ne dissecca le radici, così la vanagloria si nutre delle virtù fino a svuotarle di significato.

Il grappolo d’uva marcio: una virtù esposta alla vanagloria perde la sua freschezza, marcendo come un frutto gettato a terra. La borsa bucata: i meriti delle buone opere si disperdono se compiute per vanagloria, come monete che cadono da una sacca rotta. Il monaco vanaglorioso è come un lavoratore senza salario: si affatica, ma non riceve alcuna ricompensa spirituale, perché il suo cuore è rivolto alla gloria umana anziché a Dio. Ottimi suggerimenti per l’esame di coscienza.”. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per quegli infelici che confondono l’indignazione con l’odio; lo sdegno col disprezzo; l’ironia col sarcasmo; la verità con l’intolleranza; la giustizia con la violenza…sono malati e hanno urgente bisogno di 2 medicine che solo Dio può concedere: l’umiltà e la misericordia.  

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

KITTY LANGE KIELLAND: NOTTE D’ESTATE

1886 – Olio su tela – 100 x 135 cm – Nasjonalgalleriet  Oslo – Norvegia

Un lago tranquillo giace circondato da colline boscose e ombrose. È il crepuscolo e il sole sta per scomparire all’orizzonte. Un debole riflesso di luce è visibile sulla superficie dell’acqua, insieme al riflesso delle nuvole, delle colline e al luccichio madreperlaceo del cielo. In lontananza, nella penombra, si scorge una piccola barca con una persona che rema verso l’orizzonte.

In primo piano, vicini all’osservatore, si ergono sottili canne verdi; immobili nella calma della sera, come le delicate ninfee sparse sul lago come stelle nel cielo. Il dipinto raffigura il crepuscolo incantato, caratteristico dei boschi nordici nelle notti d’estate. L’atmosfera serena dell’opera suggerisce atemporalità e permanenza, evocando le misteriose ed eterne leggi della natura. Il legame con il misticismo naturale è accentuato dall’oscurità che avvolge il lago e dai riflessi sulla superficie dell’acqua, che fanno apparire cielo e terra intrecciati.

Fu un lago locale (Dælivannet) a Fleskum, nella provincia di Bærum, a ispirare KITTY KIELLAND (1843-1914) nella creazione di questo dipinto. Insieme ad altri artisti, trascorse l’estate del 1886 presso la fattoria di Fleskum; l’estate di Fleskum è considerata l’inizio del neoromanticismo nell’arte norvegese, e Kielland fu una seguace di questo movimento fino agli anni ’90 del XIX secolo.