Riflessione del giorno

martedì 13 ottobre ’20

By Patronato S. Vincenzo

October 12, 2020

 

nell’immagine un dipinto di Alex Colville 

 

 

XXVIII Settimana t. Ordinario

 

Proverbio del giorno

Meglio il ladro di chi è avvezzo alla menzogna, ma la sorte di entrambi è la perdizione

 

Preghiera del giorno (Preghiera)

O Dio, fonte della vita temporale ed eterna, fa’ che nessuno di noi ti cerchi solo per la salute del corpo: ogni fratello in questo giorno santo torni a renderti gloria per il dono della fede, e la Chiesa intera sia testimone della salvezza che tu operi continuamente in Cristo tuo Figlio. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

TEÓFILO VESCOVO DI ANTIOCHIA

uomo di grande cultura, fu il 6° Vescovo della chiesa antiochena dopo S. Pietro e scrisse un’opera contro l’eretico Marcione per difendere la retta via.

Oggi sono celebrate anche altre figure di santi e beati. Tra i primi si possono citare S. Chelidonia di Subiaco e S. Geraldo D’Aurillac; tra i secondi Beata Maddalena Panattieri e i Beati Francesco da Torquemada e Alfonso de Ossorio.

 

La Parola di Dio del giorno Lc 11,37-41

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

 

Riflessione Per Il Giorno (Frammento di vita)

“Ma che razza di bilancio preventivo è?” fa scandalizzato l’amministratore. In effetti se uno segnala che le entrate certe sono circa il 25% del totale e accanto al 75% mancante scrive il proprio nome a garanzia del pareggio di bilancio, c’è da dubitare che i revisori dei conti lo diano per buono. Il fatto è che quel tale il pareggio lo ottiene davvero e i suoi sgangherati bilanci consuntivi alla fine danno risultati ineccepibili. Siccome si tratta di somme rilevanti, l’amministratore vuol vederci chiaro e sottopone l’altro a un vero e proprio interrogatorio: “Si può sapere da dove prendi tutti quei soldi?”. Lui si schermisce, divaga, la tira per le lunghe, ma alla fine messo alle strette rivela il suo segreto: “Siccome quel che facciamo è per i poveri, chiedo al Padreterno di aiutarmi e finora la Provvidenza non mi ha mai fatto mancare nulla”. Al che l’amministratore gli obietta: “Va bene, ma veniamo al dunque e parliamo seriamente: non ti pare che sia arrivato il momento di garantire introiti meno incerti o pensi di continuare a rischiare tu e di far rischiare noi?”. L’indagato è morto da anni: era un prete in missione, povero come i suoi poveri e non gli è mai mancato nulla finché è campato. Anche l’amministratore è morto ed era un prete pure lui…   

 

Intenzione del giorno

Preghiamo perché sappiamo condividere i nostri beni con il prossimo bisognoso

 

Don’t Forget! “1.000 quadri più belli del mondo”

 

Prima di recarsi a Roma e a Firenze l’artista veneziano Bernardo Bellotto (1721-1780) si formò con lo zio, il grande Canaletto: i due collaborarono a varie opere e Bellotto si firmò spesso Canaletto. Tuttavia, sebbene quest’ultimo avesse già eseguito una propria visione dell’ingresso al Canal Grande e i paralleli siano evidenti, l’interpretazione di Bellotto è del tutto personale e il suo stile si discosta notevolmente da quello dello zio. Questa magnifica veduta del Canal Grande, tipica del primo stile di Bellotto, rivela una sontuosa accuratezza, un’attenta prospettiva e una profonda attenzione per il dettaglio. L’artista si concentra in particolare sulla qualità della luce, non tanto per ottenere un effetto emotivo o di atmosfera, quanto piuttosto per raggiungere una resa realistica del paesaggio. Qui tuttavia l’influenza di Canaletto è riconoscibile nell’inserimento delle figure che lavorano lungo il canale e nell’enfasi posta sulla rappresentazione delle attività quotidiane. Bellotto si trasferirà a

Dresda nel 1747 e poi a Varsavia, per lo più prestando la sua opera nelle varie corti europee. Le sue vedute di Dresda e quelle di Varsavia furono utilizzate per la ricostruzione delle 2 città rase al suolo nella seconda guerra mondiale e costituiscono il suo lascito più prezioso.