XV Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 14 luglio…
1099 – Termina la Prima crociata con la conquista di Gerusalemme
1789 – Parigi insorge e assalta la prigione della Bastiglia: inizia la Rivoluzione francese
1902 – Venezia: in P.za S. Marco crolla il Campanile (X secolo): verrà ricostruito “com’era, dov’era” con un accurato restauro che si concluderà nel 1912
1933 -In Germania sono messi fuori legge tutti i partiti politici a eccezione del Partito Nazista
1948 – A Roma, l’universitario Antonio Pallante spara a Palmiro Togliatti: si sfiora la guerra civile
2016 – Nizza: un attentatore con un tir si scaglia contro la folla che assisteva allo spettacolo per la festa nazionale francese sulla Passeggiata degli Inglesi, causando 86 morti e 458 feriti
Aforisma dal Libro del Profeta Isaia
“Dio abita in una luce cui strada non conduce: chi luce non diventa, non lo vedrà in eterno.”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio del giorno Matteo 10,34-11,1
Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sodoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodoma sarà trattata meno duramente di te!».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
Oggi è il 2° giorno del mio ritiro, mi sento meglio e, grazie a Dio, anche più raccolto. Uno sguardo al passato: dagli ultimi esercizi ad oggi mi trovo in diverse condizioni: ho due campi ove si compie immenso bene, il giornalismo e l’educazione dei giovani. Il primo contro le mie inclinazioni, il secondo in tutto rispondente». don Giuseppe Vavassori (2/9/1930 – ritiri 1926-1930).
Don Bepo aveva ricevuto un incarico di prestigio in seminario, ma in questa nota spirituale rivela di non essere tagliato a fare il giornalista. Da padre spirituale dei preadolescenti e adolescenti don Bepo fu confessore, confidente, consigliere, padre autorevole, punto di riferimento. Lasciato il seminario per servire il giornale in obbedienza al vescovo in un ruolo prestigioso vide un immenso campo di lavoro, ma sentì anche che quello non era il suo posto. Trovò invece perfettamente in sintonia col suo spirito il campo educativo: accogliere e accompagnare ragazzi e adolescenti «a scoprire non solo come vivere, ma anche perché vivere».
Si è messo a scuola di grandi educatori: dai monaci del medioevo ai all’esperienza di S. Giuseppe Calasanzio con le scuole gratuite per i poveri, di S. Giovanni Battista de La Salle, con l’attenzione ai figli di contadini e operai a cui si sarebbero dedicati i Fratelli delle Scuole Cristiane, di San Giovanni Bosco con il suo “metodo preventivo”. L’educazione cristiana – ha ricordato recentemente papa Leone – è opera corale. Ci tiene molto, il Papa, a sottolineare l’importanza del “noi”, a ribadire che “nessuno educa da solo”: nella comunità educante il docente, lo studente, la famiglia, il personale amministrativo e di servizio, i pastori e la società civile convergono per generare vita.
Nel mettere in risalto la vivacità da alimentare negli ambienti educativi, il Papa ricorda anche che non si devono separare il desiderio e il cuore dalla conoscenza: significherebbe spezzare la persona. La scuola cattolica è luogo dove le domande non vengono tacitate, e il dubbio non è bandito ma accompagnato. Educare è un compito d’amore è “un mestiere di promesse” giacché si promette tempo, fiducia, competenza, giustizia, misericordia, coraggio della verità, balsamo della consolazione. Nella Lettera apostolica “Disegnare nuove mappe di speranza”, Leone XIV mette in guardia da ogni riduzione dell’educazione ad “addestramento funzionale o strumento economico” e ribadisce che “una persona non è un profilo di competenze’, non si riduce a un algoritmo prevedibile, ma è un volto, una storia, una vocazione”.
Mi ha sempre colpito la confessione del professore Leo Buscaglia, scrittore e docente universitario noto a livello mondiale come il “professore dell’amore, il quale rivela che si è costruito la sua morale sulle parole che il padre lasciava cadere a tavola, durante la cena. “Se stai solamente con chi la pensa come te, tanto vale vivere con i pappagalli!”. “Non lasciarti imbottigliare dal vino!”. È meglio mostrare la testa che l’ombelico”. “Chi vince gli altri è muscoloso. Chi vince sé stesso è forte”. “Non c’è niente d’intelligente a esser triste”. “Non curarti dei commenti, se in regola ti senti”. “Grinta e coraggio ci mantengono in vantaggio”. “Dove entra il bere, esce il sapere».
Intenzione di preghiera
Preghiamo per quanti sono provati dalla malattia, dalla solitudine e dall’angoscia: siano confortati dalla fede nel Cristo crocifisso e risorto, sola speranza dell’uomo.
Don’t Forget! PARROCCHIE BERGAMASCHE
10) PARROCCHIA di ALMENNO S. BARTOLOMEO (2.a parte)
Oltre alla Parrocchiale, ad Almenno S. B. esistono anche altri edifici sacri di grande importanza: a una certa distanza dal centro c’è il meraviglioso tempietto romanico (la rotonda) di S. Tomé, mentre in centro al paese c’è la chiesa e l’ex convento di S. CATERINA DI TREMOZIA. Quest’ultimo edificio sacro apparteneva all’antico monastero delle monache Agostiniane e risale al 1503. Esternamente presenta una facciata molto semplice in pietra a vista, al centro della quale si trova il portale d’ingresso in pietra, rialzato di quattro gradini rispetto alla quota stradale e sormontato da uno sfondato ad arco (vedi 1.a foto da sinistra).
Internamente la chiesa presenta un’unica navata a pianta rettangolare, con copertura a falde in legno a due spioventi. Il presbiterio, anch’esso a pianta rettangolare, è coperto da volta a crociera, a sinistra un ingresso posto conduce ad un piccolo ripostiglio. Le pareti interne sono intonacate e decorate da affreschi del 1400/1500: sopra l’arco del presbiterio è rappresentata la Crocifissione, ubicata tra la Deposizione dalla croce e le Mistiche nozze di S. Caterina (2.a foto da sinistra). Sulla parete destra si trova un ciclo rappresentante il racconto della vita di S. Caterina d’Alessandria in sei scene (3.a foto da sinistra) opera del pittore Jacopino de’ Scipioni della famiglia Baschenis di Averara e immagini mutili di S. Monica e S. Nicola; in alto sono presenti affreschi sovrapposti di S. Francesco d’Assisi. Fatta eccezione per gli affreschi rappresentanti S. Francesco, gli altri risalgono ai primi tempi del convento e, pur essendo coevi, sono di vari autori.