Riflessione del giorno

Martedì 17 febbraio 2026

By Patronato S. Vincenzo

February 17, 2026

 

VI Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 17 febbraio…

1390 – Diventa imperatore bizantino Manuele II Paleologo

1448 – Concordato di Vienna fra Federico III d’Asburgo e papa Niccolò V resta in vigore fino al 1806

1600 – Giordano Bruno viene condannato al rogo in piazza Campo dei Fiori, a Roma.

1848 – Carlo Alberto con le lettere patenti riconosce ai Valdesi diritti civili e politici

1979 – La Cina invade il Vietnam

1992 – Milano con l’arresto per tangenti del socialista Mario Chiesa comincia l’inchiesta Mani pulite

 

Aforisma dei Padri del deserto

«Di aver parlato mi sono pentito molte volte, mai di aver taciuto».

 

Preghiera Colletta

O Dio, che hai promesso di abitare in coloro che ti amano con cuore retto e sincero, donaci la grazia di diventare tua degna dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Marco 8,14-21

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!».

Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?».

Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».».

 

Riflessione Riflessioni di un sacerdote su sé stesso

Il sacerdozio non si perde di colpo. Si consuma quando, senza accorgercene, iniziamo a guardare più spesso fuori che dentro di noi! Quando lo sguardo altrui diventa più familiare dello sguardo di Dio. Quando l’urgenza di dire qualcosa supera il bisogno di stare in silenzio davanti al Signore. Non sono i social il problema! Il problema è quando diventano il luogo dove cerchiamo conferme, identità, respiro.

Quando l’algoritmo conosce i nostri tempi meglio dell’altare di Gesù. Quando la visibilità prende il posto della fedeltà nascosta. Il Sacerdozio non è un profilo da far crescere. Non è un brand, non è una narrazione accattivante, non è una performance spirituale. È una vita consegnata! È restare quando nessuno ti guarda. È celebrare anche quando non c’è nessuno. È pregare anche a letto quando non produce nulla di condivisibile. Il Vangelo purtroppo non promette applausi.

Promette una croce che non fa rumore, una fedeltà che non diventa virale, un amore che non chiede di essere visto per essere vero. E quando un prete, senza cattiveria, senza malizia, inizia a pensare più all’ immagine che all’anima, più a che a Dio, l’esito non è scandaloso anzi è prevedibile. Si svuota il silenzio. Si chiude il confessionale.

La chiesa resta aperta, resta vuota. Un prete non è chiamato a essere influencer, né opinion leader, è chiamato a essere uomo di Eucarestia, che non ha bisogno di dire sempre tutto. La Chiesa non è sopravvissuta duemila anni perché ha comunicato bene ma perché ha amato in profondità! Ricordati chi sei sacerdote di Gesù, ricordati sempre per chi hai detto sì. Ricordati che non devi brillare per amare: ma devi restare!

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per i sacerdoti tentati di credere più all’opinione pubblica che alla Parola di Dio e messi in difficoltà da un mondo che sembra non aver più bisogno né di Dio, né della Chiesa, né dei preti.

 

Don’t Forget!