Riflessione del giorno

martedì 18 agosto 2026

By Patronato S. Vincenzo

August 17, 2026

Avvenne il 18 agosto…

293 a.C. – Viene fondato il più antico tempio romano dedicato a Venere. 1868 – L’astronomo francese Jules Janssen scopre l’elemento chimico dell’elio. 1903 – L’ingegnere tedesco Karl Jatho realizza il 1° modello di aeroplano a motore 4 mesi prima dei fratelli Wright 1971 – Australia e Nuova Zelanda ritirano le loro truppe dalla guerra del Vietnam. 1993 –Lucerna (CH) brucia il Kapellbrücke, il più antico ponte coperto d’Europa costruito in legno nel 1333

Aforisma di S. Ireneo

“Il nostro servizio non apporta nulla a Te o Signore, perché tu non hai bisogno del servizio degli uomini: ma a coloro che ti servono e ti seguono, tu doni la rettitudine, la vita e la gloria eterna.”

Santo del giorno

Preghiera Colletta

O Dio, che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi nei nostri cuori la dolcezza del tuo amore, perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi, che superano ogni desiderio. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

Parola di Dio – Matteo 19,23-30

Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

Riflessione Parere e Pensiero

La nota affermazione di don Lorenzo Milani: «Finché ci sarà uno che conosce 2000 parole e uno che ne conosce 200, questi sarà oppresso dal primo. La parola ci fa uguali», è del tutto condivisibile; essa ha, infatti il grande merito di alludere in modo chiaro e diretto a uno degli snodi fondamentali che sempre si incontrano sulla strada del sapere, quello che intreccia quest’ultimo con il potere. Tuttavia, in riferimento all’attuale situazione, suggerisco di riscrivere questa affermazione sostituendo al termine “parola” la nozione “ragionamento”, e per chiarire il senso di tale sostituzione le propongo di soffermarci sulla distinzione tra l’avere e l’esprimere un parere e l’avere e sviluppare un pensiero. Ognuno di noi ha un parere su qualsiasi argomento; questo non solo non è male, ma è addirittura inevitabile: si reagisce a ciò che ci circonda e di continuo ci si “fa un’idea” su questo e su quest’altro, non esitando un istante a volerla comunicare agli altri. Per avere un parere non è necessario riflettere, vale a dire indagare con attenzione e pazienza ciò su cui ci si esprime; è sufficiente reagire e parlare, dando voce a ciò in cui si crede. È quanto accade nei bar o dal parrucchiere: si trascorre il tempo parlando di questo e di quest’altro, esprimendo giudizi su questo e su quest’altro, senza preoccuparsi troppo di giustificare ciò che si afferma e di motivare il proprio giudizio. In tutto questo non c’è nulla di male, ma al tempo stesso non c’è neppure nulla che ha a che fare con un’autentica riflessione, con un vero ragionamento. Non c’è da stupirsi: la continua insistente circolazione di pareri che attraversa la Rete e il mondo dei media è infatti da collocare all’interno del più ampio fenomeno della chiacchiera. Ora, è precisamente questa “tranquillizzante presunzione” ciò che porta a confondere, spesso inavvertitamente, il proprio parere con un autentico pensiero. Ecco il punto: oggi c’è un’abbondanza di parole, di informazioni, di immagini, di messaggi che si diffondono in tutto il mondo, anche nelle zone del pianeta più sfortunate e povere; oggi non sono certo le parole che mancano, ma è esattamente questa abbondanza ad essere confusa con una ricchezza, vale a dire con un autentico sapere, anche perché, è bene riconoscerlo, la chiacchiera è sempre fonte di una certa soddisfazione: c’è del godimento nel comunicare un parere che non a caso, dando consistenza e forza al proprio narcisismo, alimenta l’illusione di avere un sapere e di manifestare un pensiero. In altre parole: sembra che tutto favorisca l’accontentarsi del parere rinunciando al pensiero.      

Intenzione di preghiera

Preghiamo per le vittime (i morti, i feriti e chi ha perso tutto) dei terremoti che in questi giorni hanno sconvolto la Colombia e l’Indonesia

Don’t for get!

Nel territorio di Almenno S. Salvatore oltre alla parrocchiale ci sono altri edifici sacri importanti dal punto di vista artistico, storico e religioso. Iniziamo presentando LA PIEVE DI S. SALVATORE che è tra le più antiche pievi bergamasche (attestata per la 1.a volta da un documento dell’anno 975) e si presenta oggi nella forma assunta all’inizio del XVI secolo quando fu inglobata nel nuovo santuario della Madonna del Castello (1.a foto a sin.). L’edificio che si colloca su uno sperone roccioso a picco sul Brembo, è il risultato di varie fasi costruttive, stratificatesi nei secoli, dall’alto Medioevo fino al Cinquecento. La facciata a capanna, austera con un elegante portale centrale in marmo, introduce al santuario ad aula unica, la cui parete di fondo è costituita dalla facciata della chiesa medievale. A quest’ultima si accede attraverso una porta aperta a destra dell’altare.

L’antica pieve, (foto 2.a da sinistra) che si sviluppa oltre il santuario, configurato quindi come chiesa doppia, appare oggi nella sua veste romanica con modifiche apportate nel XVI secolo. Ha un impianto basilicale a tre navate separate da arcate a tutto sesto, con presbiterio tripartito e coperto da una volta a crociera al centro e da due voltine a botte ai lati. In quest’area affreschi della fine del XII secolo ricoprono le pareti con un Cristo Pantocratore circondato dai simboli degli Evangelisti, simboli che appaiono anche nel fronte del pulpito in arenaria, unico nel suo genere in area bergamasca, con scene di caccia sul fianco, della stessa epoca. La chiesa conserva altri dipinti ad affresco databili tra il XIV e il XVI secolo. Attraverso due scalette collocate nelle navate laterali della pieve si accede inoltre al piccolo ambiente sotterraneo della cripta (3.a foto da sinistra), divisa in cinque navatelle da colonne di riuso e decorata in epoca barocca.

Abbiamo detto finora che quella che comunemente è detta «Madonna del Castello» o con definizione più corretta «Pieve di S. Salvatore in Lemine» è un complesso di ben tre ambienti sacri: il primo anteriore all’anno mille poi ristrutturato in stile romanico come chiesa a tre navate con pitture del XII secolo fra cui un pregevole «Cristo Pantocratore» (2.a foto da sinistra) e altre parti affrescate nella volta a crociera del presbiterio (3.a foto da sinistra) e con un bellissimo ambone in pietra con sculture rappresentanti i simboli dei 4 evangelisti (1.a foto da sinistra). La seconda è la cripta alla quale si accede tramite due scalette, forse un ambiente battesimale (le pievi erano le sole chiese in ambito rurale dove si potevano celebrare i battesimi). La cripta e la chiesa soprastante sono ambienti di grande suggestione e ci suggeriscono l’importanza della zona di «Lemine» in età romana e poi medievale. Infine il Santuario della Madonna del Castello edificio ecclesiale cinquecentesco costruito davanti alla Pieve di S. Salvatore che risulta di fatto inglobata in esso. Del santuario realizzato in seguito al ritrovamento di un’antica immagine della Madonna col Bambino e della sua vicenda storica parleremo nella prossima diapositiva.