VII Settimana di Pasqua
Avvenne il 19 maggio…
1536 – Anna Bolena, seconda moglie di Enrico VIII d’Inghilterra, è decapitata per adulterio.
1698 – L’arcivescovo di Milano Federico Caccia benedice il colosso di S. Carlo Borromeo ad Arona.
1802 – Napoleone Bonaparte istituisce la Legion d’onore, la massima onorificenza francese.
1944 – Strage del Turchino: le SS uccidono in rappresaglia 59 civili prelevati dal carcere di Genova.
2004 – Dopo la rinuncia di Sonia Gandhi, Manmohan Singh diventa primo ministro dell’India.
Aforisma di F. Dostoevskij
«Il segreto dell’esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive».
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, fa’ che lo Spirito Santo venga ad abitare in noi e ci trasformi in tempio della sua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Giovanni 17,1-11
Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare.
E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro.
Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Riflessione don Arturo commenta don Bepo
«La vita è dono che Dio mette nelle nostre mani come un tesoro e noi dobbiamo usarla per meritarci il premio nell’altra vita». Don Giuseppe Vavassori (22 -10 1962#diario1962-1969).
“OGNI ORA UN DONO DI DIO”
Questa annotazione di don Bepo riflette assai bene la sua visione spirituale. Per lui la vita è un dono prezioso e responsabile, affidatogli da Dio per essere coltivato e valorizzato con generosità e consapevolezza. “Ogni ora un dono di Dio” ha fatto scrivere sulla torretta dell’orologio del Patronato a permanente richiamo a valorizzare il tempo come talento prezioso da mettere nella buca della pigrizia, della banalità o del fanno tutto così. Pensiamo a Geppetto nel racconto di Pinocchio.
Dio ci dona l’intelligenza per capire ciò che ci fa crescere come suoi figli e ciò che ci porta lontano da lui; ci dà la libertà per decidere di trafficare i suoi doni, oppure di lasciarli inattivi o di dissiparli; ci dà la volontà per fare ciò che abbiamo capito e deciso. A nessuno è chiesto di produrre ciò che non è in grado di produrre, ma ciò che è nelle sue possibilità. Ha detto papa Francesco: “Il Signore, non dà a tutti le stesse cose e nello stesso modo: ci conosce personalmente e ci affida quello che è giusto per noi; ma in tutti ripone la stessa, immensa fiducia. Dio si fida di noi; Dio ha speranza in noi. Non deludiamolo!”.
Ho letto, non ricordo dove, che una donna ammalata e da lungo tempo confinata nella sua camera, aveva un vaso di rose sul davanzale della finestra. Un giorno notò che le rose erano girate verso la luce. E lei fece girare il vaso verso il suo letto per godere la bellezza dei fiori. Il giorno seguente, dopo il levar del sole le rose erano nuovamente girate verso il sole. E ne trasse una lezione di vita per i suoi nipoti.
Segui l’esempio delle rose: guarda la luce, cammina verso la luce. Vivi orientato verso il sole. Non lasciarti ingabbiare dalla depressione, dal vuoto esistenziale, dalla malinconia. La gioia è più preziosa del dolore. Tutti noi stiamo volentieri con quelli che hanno un sano ottimismo e sono allegri. L’uomo che vive il suo lavoro sereno lavora meglio e vive più a lungo.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i tentativi di dialogo fra Stati belligeranti producano qualche risultato in vista di una pace stabile e duratura in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo.
Don’t Forget! Parrocchie bergamasche
3) ADRARA SAN ROCCO
Adrara San Rocco è una Parrocchia della diocesi di Bergamo e un Comune italiano della provincia di Bergamo in Lombardia (le due realtà coincidono). Posto a un’altitudine di 431 metri s.l.m. occupa 9,23 km² di superficie con 913 abitanti e si trova a circa 22 chilometri ad est dal capoluogo orobico. Situato nella piccola valle del torrente Guerna si dirama dall’alta Val Calepio fino ai colli di San Fermo. È circondato a ovest dal Monte di Grone (1192 mt.) e Col Forca (1049 mt.), a est dal Monte Bronzone (1.334 mt.) a nord dal Colle di Bondo (983 mt.) e dal versante est dei Colli di San Fermo (1.175 mt.).
BREVI CENNI DI STORIA
Per quanto riguarda la storia di Adrara S. Rocco si legga quanto già scritto per S. Martino: le vicende dei due paesi sono infatti parallele e corrispondenti. Solo due note:
All’epoca della divisione, nel 1776, Adrara San Martino contava 425 abitati, Adrara San Rocco 260. Per ambedue l’apice demografico fu nel 1911, prima della Grande Guerra: in S. Martino v’erano ben 2.643 abitanti, in S. Rocco 1.050.
LA PARROCCHIA
Si sa che ad Adrara S. Rocco venne edificata una chiesa nel 1539, ma nel 1575 l’edificio era descritto come inservibile e mal ridotto. Nella prima metà del Seicento la chiesa fu riedificata come “filiale” della Chiesa di S. Martino, ma nel 1685 iniziarono da parte della popolazione le richieste che S. Rocco divenisse parrocchia autonoma da S. Martino il cui parroco però era contrario. Si fece ricorso alla Curia di Bergamo che risolse la diatriba nel 1687 con l’erezione della parrocchia di San Rocco. Il parroco di Adrara S. Martino si era rivolto però alla nunziatura apostolica in Venezia affinché fosse dichiarata nulla l’erezione della nuova parrocchia: il ricorso fu accolto e la causa vinta. Così, il 4-12-1697, la parrocchia di S. Rocco fu soppressa, salvo poi essere eretta di nuovo nel 1735. L’attuale parrocchiale fu costruita nel 1739 e il campanile edificato tra il 1770 ed il 1777. Nel 1821 fu collocato il nuovo organo e, tra il 1898 ed il 1900 venne rifatto l’interno della chiesa. Infine, tra il 2008 ed il 2009 la chiesa fu completamente ristrutturata.
La chiesa, sopraelevata rispetto alla piazza del paese, è circondata dal sagrato sostenuto da muri di contenimento cui si accede tramite due scalinate e dalla strada adiacente. La facciata è divisa in tre parti: nella parte a basso si apre un portichetto sopra il quale un cartiglio reca scritto: DOM ET DIVO ROCHO CONF. A.D. MCMLXII. Il settore centrale della parte superiore della facciata è occupato da una grande finestra con cornice; nei settori laterali due nicchie contengono le statue di S. Rocco e di un altro santo. Il timpano triangolare corona la facciata con tondo centrale.
All’interno la chiesa si presenta a una navata, suddivisa in cinque campate, di dimensioni differenti. La volta è a botte, decorata da tre grandi affreschi raffiguranti S. Rocco. Il presbiterio, sopraelevato è di molto più stretto della navata ed al centro presenta l’altare maggiore in marmi grigi e rossi; esso è preceduto dall’arco trionfale ai lati del quale si trovano gli ingressi, rispettivamente, a destra del campanile ed a sinistra della sacrestia. Ai lati dell’altare centrale si trovano il banco dei parati e la mensa degli arredi, sopra i quali si trovano le 2 cantorie con l’organo. Nell’abside dietro al presbiterio, si trova il coro a pianta semicircolare con 17 stalli lignei. Nella controfacciata, a lato della bussola lignea dell’ingresso, è murata una lapide che ricorda la consacrazione della chiesa: posta la 1.a pietra il 16 ottobre 1539, restaurata nel 1630, eretta parrocchia l’11 agosto 1690 questa chiesa fu poi il 26 febbraio 1867 da Mons. Luigi Speranza solennemente consacrata.
Altre chiese della parrocchia di Adrara S. Rocco sono:
Oltre a questi edifici sacri, il paese offre la possibilità di belle escursioni e ben tracciati percorsi da trekking sui monti vicini fino ai colli di S. Fermo. Il Sindaco di Adrara S. R. è TIZIANO PICCIOLI CAPPELLI. Il parroco è don LUCIO DONGHI. La parrocchia appartiene alla CET (Comunità ecclesiale territoriale) SEBINO-VALLE CALEPIO. Fraternità presbiterale 2.a.