IX Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 2 giugno…
455 – Sacco di Roma da parte dei Vandali.
1924 – Il governo degli USA dà la cittadinanza a tutti i nati all’interno dei confini nazionali.
1946 – Italia: referendum istituzionale per la scelta fra monarchia e repubblica. L’esito è a favore della repubblica: 12 717 923 voti contro 10 719 284.
1953 – Incoronazione della regina Elisabetta II del Regno Unito, la prima trasmessa per televisione.
1979 – Giovanni Paolo II visita la Polonia, diventando il 1° Papa a visitare una nazione comunista.
Aforisma di Cechov
“Per quanto stupide siano le parole di uno sciocco a volte bastano a confondere un uomo intelligente.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, ascolta la nostra umile preghiera: allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Marco 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui.
Riflessione del giorno
Discorso di papa Leone XIV all’università “Sapienza” di Roma
«Vi immagino a volte spensierati, lieti della vostra stessa giovinezza, dell’inquietudine esiste però anche un volto triste: non dobbiamo nasconderci che molti giovani stanno male. Oggi questo dipende sempre più dal ricatto delle aspettative e dalla pressione delle prestazioni. A voi giovani questo malessere chiede: “Chi sei?” Essere noi stessi, infatti, è l’impegno caratteristico della vita di ogni uomo e di ogni donna.
È la domanda cui possiamo rispondere solo noi, per noi stessi, ma alla quale non possiamo mai rispondere da soli. Per questo è vitale che gli anni dell’università siano il tempo dei grandi incontri. Insegnare è una forma di carità quanto deve esserlo soccorrere un migrante in mare, un povero per la strada, una coscienza disperata. La mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta.
La semplificazione che costruisce nemici va corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria. Il grido “mai più la guerra!” dei miei Predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale. Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza».
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché i battezzati non dimentichino che la confessione, oltre a perdonare i peccati, spiana il cammino di fronte a difficoltà e problemi e ristabilisce la pace.
Don’t Forget! Parrocchie bergamasche
4) Parrocchia di ALBEGNO
Una chiesa dedicata a S. Cristina in Albegno è citata in una bolla di papa Alessandro III del 1116: da un documento del 1260 risulta che essa doveva versare un censo alla chiesa di Roma e dipendeva dal primicerio di Lallio. In una pergamena del 1220 è citata un’altra chiesa ad Albegno già dal 1187, intitolata a S. Giovanni Battista, come parte dei possedimenti del monastero di S. Grata di Bergamo. Un documento del 22-7-1332 conferma che questa 2.a chiesa era la parrocchiale in quanto ne indica come rector (=parroco) il presbitero Jhoannes de Albenio. Solo nel 1543 con bolla di papa Paolo III la chiesa di S. Cristina fu unita alla parrocchiale, amministrate entrambe dal monastero di S. Grata, che aveva il diritto di beneficio e nomina del parroco. Nel 1555 la chiesa fu visitata dal vescovo Vittore Soranzo il quale, constatando che la comunità era così povera da non avere la possibilità economica di acquistare l’olio per la lampada e quindi conservare il SS. Sacramento, ordinò che la spesa per l’olio fosse divisa tra i parrocchiani e il monastero benedettino.
Nel XVII secolo venne costruito il campanile (l’attuale) e nel 1624 la chiesa parrocchiale riedificata fu consacrata dal vescovo Federico Cornaro. Nel 1781, ai tempi della visita pastorale del vescovo Dolfin, in parrocchia erano erette le scuole del SS. Sacramento, del Rosario, della dottrina cristiana e la confraternita dei disciplini bianchi. In questo periodo la cura della comunità era affidata al parroco, eletto dal monastero di S. Grata e presentato al vescovo di Bergamo, e da un prete forestiero. Vi erano inoltre due maestri, uomo e donna, che insegnavano ai fanciulli a leggere e scrivere. All’inizio del XIX sec. infatti operava in paese la Pia Istituzione Zucchi che aveva come finalità l’ammaestramento elementare per i fanciulli poveri di ambo i sessi. Il numero delle anime era allora di 614 e la parrocchia continuava a fare riferimento alla vicaria di Lallio. La vecchia chiesa fu demolita nel Novecento e nel 1943 il vescovo A. Bernareggi consacrò quella nuova intitolandola a S. Giovanni Battista. La particolarità della chiesa è il protiro convesso della facciata (vedi foto) con le colonne in granito di Baveno e la statua di Cristo Re sul fastigio. All’interno affreschi di G. Piccinini e N. Nespoli e quadri di buona fattura, ma incerta attribuzione. Attualmente la comunità è di 2.700 persone e dal 2025 parroco è don LUCA MORO, affiancato da don GIUSEPPE DELPRATO.
ALTRI LUOGHI DI INTERESSE
Ad Albegno la peste del 1630 aveva mietuto 180 vittime su 277 abitanti. Sul luogo della loro sepoltura, un terreno comunale adibito a pascolo, venne edificata una cappella (vedi foto in alto al centro) demolita nel 1854 e ricostruita gli anni seguenti e dedicata al Beato bergamasco Alberto da Villa d’Ogna per il patronato sui lavoratori della campagna. Il castello di Albegno è citato già nel XII secolo, in occasione dell’occupazione del paese da parte dei Suardi, di fazione ghibellina. Nel 1405 lo scontro con i Colleoni di fazione guelfa si fece aspra, vennero distrutte molte case e uccisi molti abitanti; solo il dominio veneto nel 1428 rimise equilibrio tra le famiglie. Dopo la pace di Ferrara, il castello tornò di proprietà della famiglia Solza, fino ai primi anni del XIX secolo. Oggi del castello si vedono solo alcuni resti: la porta e la torre.