Riflessione del giorno

Martedì 22 settembre 2026

By Patronato S. Vincenzo

September 21, 2026

 

25.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 22 settembre…

66 – L’imperatore Nerone arruola la Legio prima Italica.

1692 – Ultima impiccagione per stregoneria negli Stati Uniti d’America;

1961 – Fondazione dei Corpi della Pace su iniziativa del presidente Usa J. F. Kennedy

1980 – L’Iraq invade l’Iran dando inizio alla guerra Iran-Iraq.

1981 – In Francia viene inaugurato il servizio TGV.

 

Aforisma dal libo dei Proverbi

“Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta.”.

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti possiamo giungere alla vita eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Luca 8,19-21

Andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».».

 

Riflessione don Arturo commenta don Bepo

«La S. Messa: fu e sarà sempre la S. Messa Dalla 1° S. Messa alle forme di oggi. Alla S. Messa nelle catacombe Come la S. Messa si rimasta legata a cerimonie venerande ma che ora dicono di non comprendere per la lingua per il rito».  Don Giuseppe Vavassori (14/2/65) 

Nelle catacombe la Messa non aveva un orientamento fisso a oriente, ma si celebrava direttamente sopra la tomba di un martire. L’altare primitivo coincideva con il sepolcro del martire.  La costruzione di altari rivolti a oriente è cominciata dopo l’Editto di Costantino (313 d.C.), quando i cristiani hanno costruito le grandi basiliche all’aperto e non più nei luoghi di sepoltura sotterranee. Agli inizi del secolo scorso papa san Pio X (1903-1914) diede chiari orientamenti per avvicinare i fedeli alla Liturgia, così che potessero assimilare il «vero spirito cristiano», attingendo alla «sua indispensabile fonte, che è la Liturgia e la partecipazione attiva alla Messa.

Alla scuola del magistero di Pio X si è formato don Bepo Vavassori e in questo solco le comunità cristiane del Novecento. Con il Concilio la celebrazione eucaristica viene ricompresa in tutti i suoi aspetti e celebrata in lingua italiana per favorirne la comprensione. Il nostro vescovo – nella lettera pastorale 2026/2027- ripercorre la celebrazione eucaristica come convocazione – saluto – riconoscimento dei peccati e invocazione di perdono – annuncio e ascolto della Parola di Dio – presentazione dei doni – Preghiera eucaristica – comunione – congedo. Perché questo ripasso? Ai nostri giorni qualcosa è profondamente mutato nella mentalità.

La Messa non è più compresa e partecipata. Perché questo ripasso? Perché ai nostri giorni qualcosa è profondamente mutato nella mentalità. La Messa non è più compresa e partecipata. Occorre pertanto riscoprire l’Eucaristia, sacramento della fede e mistero che esprime il vertice dell’amore. S. Francesco d’Assisi si chiede quale sia la differenza tra il vangelo e la vita dei santi.

E risponde: è la differenza che c’è tra una musica scritta e una musica cantata; cioè la vita dei santi è un vangelo vissuto, una vita nella quale si ascolta e si ammira con commozione la bellezza del vangelo. Tutte le parole di un santo manifestano agli occhi della gente il suo vissuto. Fate in modo che il vostro Salvatore divenga il cuore del vostro cuore. Questo è l’insegnamento da custodire e da vivere: perché la vita cristiana è una questione di cuore e di amore: è un innamoramento che caratterizza l’intera esistenza. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché genitori ed educatori sappiano rivestirsi dei sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia, e testimonino ai giovani la speranza. 

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

GRACE COSSINGTON SMITH (1892-1984)

DONNA CHE LAVORA A MAGLIA

1915, Olio su tela 61 x 51 cm, Art Gallery of New South Wales, Sidney – Australia

Grace Cossington Smith divenne una delle pittrici australiane di spicco del primo ‘900 proprio grazie al successo ottenuto da questo ritratto che fu considerato il 1° quadro post-impressionista australiano. Nonostante raffiguri una tranquilla scena domestica, esso ha un legame indiretto con gli orrori della 1.a guerra mondiale: infatti la modella che posò per la tela era la sorella dell’artista, mentre confeziona calze per i soldati che combattono al fronte in Europa. La struttura del dipinto è basata sulle singole pennellate di color vivaci accumulate fino a formare blocchi che danno forma alla composizione: una tecnica questa ereditata dai post-impressionisti europei. L’uso audace del colore e l’allungamento delle linee però sono indice dello stile distinto e peculiare dell’artista che esercitò un profondo influsso sui modernisti australiani. La Smith si trovava in Inghilterra allo scoppio delle ostilità belliche così come tante delle famiglie i cui figli erano partiti per combattere.