Riflessione del giorno

martedì 23 febbraio ’21

By Patronato S. Vincenzo

February 22, 2021

 

 

nell’immagine un dipinto di Alexei Isupov

 

 

II. Settimana Tempo di Quaresima

 

Aforisma del giorno – Pascal Blaise

 Gli uomini, non avendo nessun rimedio contro la morte, la miseria e l’ignoranza, hanno stabilito, per essere felici, di non pensarci mai.

 

 

 

 

 

imparare a dire grazie e vedere le cose non solo dal ns punto di vista – durata 5 minuti circa  ma vale la pena –

 

 

 

Riflessione del giorno – Roberto Mussapi –

«L’amore dona a chi ama un occhio così acuto / che se un’aquila lo fissa ne è abbacinata. / L’orecchio che ama ode ogni impercettibile suono, / quello che elude anche l’orecchio del ladro. / Il tatto di chi ama diviene delicato e sensibile / come le antenne di una lumachina. / Il palato di chi ama è più fine di quello di Bacco, / e il suo valore eguaglia quello di Ercole». “Tutti li miei pensier parlan d’amore” dice un leggendario verso dello Stil Novo, veritiero. L’amore è al centro del mondo e quindi dell’opera che artisti e poeti creano a felice imitazione del mondo, nel suo splendore e nella sua realtà tragica. Shakespeare ci ha insegnato tutto sull’amore, ma non solo nelle tragedie supreme, come Romeo e Giulietta, bensì, fatto ancor più prodigioso, nelle commedie. E in una leggerissima, fatata commedia come “Pene d’amor perdute”, un giovane fino a ieri scanzonato e ora di colpo innamorato, recita parole smaglianti sull’amore come felice passione, che supera ogni dote, talento, virtù, ogni visione o sogno. Meravigliosamente Shakespeare ci svela, sorridendo, come l’amore renda infallibilmente acuta la vista, sensibilissimo l’udito, inarrivabile il tatto… L’amore non acceca, come recita un luogo comune. Esalta, come recita Shakespeare.

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per i giornalisti e gli scrittori: perché siano coscienti del loro influsso sulla società.

 

Don’t forget!  – I “1.000 quadri più belli del mondo”

 

Il pittore tedesco JOHANN ZOFFANY (1733 –1810) apparteneva a una famiglia ebraica di origini boeme. Dopo essersi formato come scultore, si accostò agli studi artistici a Regensburg. Nel 1750 si recò a Roma e nel 1760 si trasferì in Inghilterra, dove si conquistò la benevolenza della famiglia reale, della quale godette la protezione e rimase in Inghilterra per il resto della vita. Dopo la notorietà acquisita a Londra, J. Zoffany si reca a Firenze nell’estate del 1772 e vi resta fino al 1779 per dipingere la Galleria degli Uffizi su incarico della regina Carlotta moglie di Giorgio III, mai stata in Italia. Il prezzo pattuito per il dipinto è pari a 300 sterline, somma ingente per l’epoca. Il dipinto riproduce le opere d’arte esposte presso la Tribuna degli Uffizi a Firenze, identificabili per la maggior parte, anche se poi molte saranno collocate in altri ambienti della stessa galleria o addirittura presso altri musei.

Tutti i conoscitori d’arte, i diplomatici e i visitatori ritratti del quadro sono identificabili e rendono il dipinto una combinazione tra la conversation piece, cioè il ritratto inglese di genere, e la tradizione fiamminga del XVII secolo con gli scorci delle gallerie e le Wunderkammer. Nel dipinto Pietro Bastianelli, curatore della Galleria degli Uffizi, mostra la Venere di Urbino a John Gordon. Di fronte al quadro della Venere di Tiziano si trovano Thomas Patch, in piedi, e Felton Hervey, seduto, in conversazione con Sir John Taylor e Sir Horace Mann. In particolare Felton Hervey, detentore di una prestigiosa collezione d’arte, è fra gli inglesi ammessi a corte e viene ritratto in primo piano. Zoffany è uno di quei pittori noti quasi esclusivamente per un’opera diventata di culto, come espressione di un’epoca, come questo quadro magnifico e continuamente riprodotto, considerato l’emblema del Grand Tour e del fascino esercitato dall’arte, dalla bellezza di cui l’Italia è depositaria sui viaggiatori stranieri. Si tratta di un dipinto stupefacente, un unicum nella storia dell’arte, per la capacità di rappresentare e racchiudere nello spazio di una tela di medie dimensioni tutto un mondo.