Riflessione del giorno

Martedì 23 giugno 2026

By Patronato S. Vincenzo

June 22, 2026

 

XII Settimana Tempo Ordinario

 

Avvenne il 23 giugno…

79 – Tito succede al padre Vespasiano sul trono dell’Impero romano.

1713 – Ai residenti francesi della regione dell’Acadia viene dato un anno per decidere se dichiarare fedeltà al Regno Unito o lasciare la Nuova Scozia (Canada).

1894 – Alla Sorbona, grazie a Pierre de Coubertin, si costituisce il Comitato Olimpico Internazionale.

1977 – Douai: ghigliottinato Jérôme Carrein, criminale reo di tentato stupro e omicidio di una bimba.

1994 – Il Sudafrica, dopo aver abolito l’Apartheid, è riammesso all’ONU;

2016 – Il Regno Unito sceglie la “Brexit” nel Referendum sulla permanenza nell’Unione europea. 

 

Aforisma di S. Tommaso Moro 

“I governanti sono sempre intenti a produrre nuove leggi, senza riuscire con questo a far chiarezza”.

 

Preghiera Colletta

Donaci, o Signore, di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome, poiché tu non privi mai della tua guida coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Santo del Giorno

 

Parola di Dio del giorno Matteo 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi. Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti. Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».».

 

 Riflessione Dal blog di Costanza Miriano

Ho visitato la Sagrada Familia, qualche anno fa, mentre la sua costruzione si avviava alla conclusione. Ne fui stupito e indignato. Che voleva dire tutto quello? Com’era possibile? Come mai la Sagrada Familia era unica, e non c’erano altre dieci, cento, mille chiese e basiliche del genere in giro per il mondo? Perché non potevi entrare lì dentro senza percepire qualcosa di immensamente bello, potente, ricco di significato, e bello e potente proprio grazie a quel significato.

Com’è possibile che gli architetti non lo capiscano? Com’è possibile che vescovi e cardinali non lo capiscano e continuino a costruire e far costruire chiese che sembrano garage, sottoscala, capannoni industriali, sale assemblea dei soviet? Eppure non lo possono non vedere. Le facce di chi entra e le facce quando escono. C’è stato il romanico, c’è stato il gotico, c’è stato il barocco, ora che abbiamo? Vi dirò che abbiamo: è un’idea che costruisce, è un amore, non è una tecnica.

Lo diceva Gaudì, l’architetto che la Sagrada Familia l’ha pensata. E aveva ragione. Il nostro guaio è che non amiamo. Non amiamo più, non amiamo abbastanza. Non amiamo più Dio, e quindi non amiamo più gli uomini. Non amiamo Dio, e quindi non amiamo neanche la Sua creazione. Non amiamo Dio, e quindi pensiamo che un garage vada bene lo stesso a uno così grande che ci ha dato l’intero Universo. 

 

Intenzione di preghiera

Per i giudici e quanti operano nel campo della giustizia, perché svolgano la loro azione con onestà e retta coscienza, cercando sempre la verità e il rispetto di ogni uomo. Preghiamo. 

 

Don’t Forget! Parrocchie Bergamasche

8) PARROCCHIA RONCOLA (Comune TREVIOLO)

La storia della località Roncola di Treviolo è documentata fin dal ‘400 con l’amministrazione retta da due sindaci: faceva parte della comunità posta sul versante destro della Valle Imagna. Una piccola cappella risulta essere presente, ma solo dal 1773 e non aveva abbastanza entrate per potere tenere accesa la lampada a olio e potervi conservare il SS. Sacramento.

La cappella campestre era sicuramente insufficiente quando iniziò ad aumentare la popolazione, e l’incremento demografico portò l’amministrazione cittadina a decidere nei primi anni del 1900 di edificare un nuovo edificio di culto. La posa della prima pietra fu benedetta l’11 marzo 1922 da don Pietro Dolci arciprete di Lallio. L’edificazione fu veloce, l’anno dopo la chiesa era ultimata e il 16-9-1923, in occasione delle solennità padronali celebrate a Treviolo, si procedette alla solenne benedizione dell’edificio da parte dei vescovi Pietro Calchi Novati, ordinario di Bobbio e Giuseppe Rovetta titolare della Diocesi di Cassano all’Jonio.

La chiesa fu elevata a parrocchia il 16-10-1956 con decreto del vescovo Giuseppe Piazzi. La parrocchiale è dedicata al S. Cuore e non presenta opere di particolare pregio. La comunità è composta da poco più di 800 persone e il parroco è don Luca Moro. 

Nel territorio della parrocchia c’è un’altra chiesetta intitolata a S. Spiridione e a S. Maria nascente che fa parte del complesso di Villa Volpi ed è di proprietà privata; è molto più antica della parrocchiale e per molto tempo fu punto di riferimento per la gente della zona per le celebrazioni liturgiche. Nel corso dei secoli i proprietari per abbellirla si rivolsero a pittori come i Baschenis, il Ceresa e altri. Questa chesa era amata anche da Giovanni XXIII prima di divenrtar Papa che vi si recò molte volte.