Riflessione del giorno

martedì 26 maggio ’20

By Patronato S. Vincenzo

May 25, 2020

 

nell’immagine un dipinto di Otto Mueller

 

 

VII. settimana tempo Pasquale

 

Proverbio del Giorno

L’esempio degli antenati è come una bisaccia per il giovane viandante. (Egitto)

 

Iniziamo la Giornata Pregando (Orazione colletta)

O Dio, che hai promesso di stabilire la tua dimora in quanti ascoltano la tua parola e la mettono in pratica, manda il tuo Spirito, perché richiami al nostro cuore tutto quello che il Cristo ha fatto e insegnato e ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere. Per il nostro Signore…

 

FILIPPO NERI

Figlio di un notaio fiorentino, ricevette buona istruzione e fece pratica dell’attività del padre; ma a 18 anni abbandonò gli affari e andò a Roma dove si guadagnò da vivere facendo il precettore, scrisse poesie, studiò filosofia e teologia: nel 1538 cominciò a lavorare coi giovani e fondò una confraternita di laici che si incontravano per adorare Dio, dare aiuto a pellegrini e convalescenti e che diedero vita al grande ospizio della Trinità. Nel 1551 Filippo fu ordinato prete e gli fu attribuito il dono di saper leggere nei cuori. Ma l’occupazione principale era il lavoro tra i giovani. Filippo era assistito da altri chierici che aveva organizzato nella Congregazione dell’Oratorio; per la quale costruì la Chiesa Nuova, a S. Maria “in Vallicella”. La sua influenza sui romani del tempo fu incalcolabile

 

La Parola di Dio del giorno (Gv 17,1-11)

Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

 

Riflessione Per Il Giorno (Parabole moderne)

Un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi e un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose: “Niente che non fosse vero – ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”, sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’è scritto: “Oggi è primavera… ed io non la posso vedere”. Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: spesso, ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per tutti i disoccupati, i precari e le persone –soprattutto giovani- alla ricerca di lavoro

 

Don’t Forget! “1000 quadri più belli del mondo”

BERNARDO CAVALLINO: L’OMBRA DI SAMUELE EVOCATA DA SAUL

1650-1656 – Olio su rame – 61 x 86,5 cm – Museo J. Paul Getty

Sulla formazione artistica del pittore napoletano Bernardo Cavallino (1616 –1656) poco si sa, sebbene alcuni dei suoi dipinti emergano come lavori tra i più espressivi del suo tempo. Il Cavallino è riconosciuto per composizioni narrative su piccola scala su rame e tela, come quello che presentiamo oggi e dei circa 80 dipinti a lui attribuiti, poco più di dieci portano la sua firma e fra i quali il nostro: le iniziali del pittore sono inserite sul gradino di pietra a sinistra della composizione. Il quadro ritrae l’episodio biblico in cui il re Saul, in procinto di entrare in battaglia contro i Filistei, chiede alla strega di Endor di evocare lo spirito di Samuele, ultimo dei giudici di Israele e morto da poco. Stagliato contro la luce brillante che emana dalla porta spalancata sull’esterno, l’ombra di Samuele ha un colore cadaverico cioè ‘cenere e grigio’ come si addice a un fantasma. Il profeta si rivolge al Re inginocchiato con sguardo penetrante e gli fa sapere che non solo i Filistei avrebbero sconfitto l’esercito di Israele, ma che lo stesso Saul con i suoi figli sarebbero caduti in battaglia. Il Cavallino riesce a trasmettere in pieno l’interazione emotiva tra Samuele che dà al Re la triste notizia e Saul che la riceve. Fra i due la strega di Endor –che ha appena evocato il fantasma, ma sembra non vederlo- scruta perplessa il Re inginocchiato, così come il gruppetto alla destra del quadro dove cinque personaggi commentano intimoriti la scena. L’atmosfera è carica di tensione e il dramma che Samuele irritato dall’evocazione annuncia già incombe sui presenti. Quanto allo stile, la superficie liscia e uniforme del supporto in rame contribuisce a facilitare l’applicazione delle vernici con pennellate fini, com’è evidenziato da contorni definiti con accuratezza e dai dettagli minuti, come i ciuffi di peli nella barba di Saul.