Riflessione del giorno

martedì 26 novembre ’19

By Patronato S. Vincenzo

November 26, 2019

 

 

Aforisma del giorno

Vivere con Gesù è vivere con i poveri. Vivere con i poveri è vivere con Gesù (Jean Vanier)

 

Preghiera del giorno

O Padre, che hai posto il tuo Figlio come unico re e pastore di tutti gli uomini, per costruire nelle tormentate vicende della storia il tuo regno d’amore, alimenta in noi la certezza di fede, che un giorno, annientato anche l’ultimo nemico, la morte, egli ti consegnerà l’opera della sua redenzione, perché tu sia tutto in tutti. Amen

 

GIACOMO ALBERIONE

nacque nel 1884 in provincia di Cuneo, da povera e laboriosa famiglia contadina. Nel 1900 entrò in Seminario ad Alba. Nella notte che segnava il passaggio al nuovo secolo, mentre pregava gli venne dall’Ostia, l’invito di Gesù: “Venite ad me omnes…” (Mt 11, 28) che lo incitò a fare qualcosa per gli uomini e le donne del suo secolo. Nel 1914 iniziò la “Pia Società S. Paolo”, il 1° dei 10 rami della Famiglia Paolina. La morte lo colse a Roma nel 1971.

 

Ascoltiamo la Parola di Dio del giorno Luca 21,5-11.

Mentre alcuni parlavano del tempio, ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo».

 

La Riflessione del giorno

Un giorno alcuni monaci uscirono dal monastero per visitare gli eremiti nel deserto. Giunsero da uno che li ricevette con gioia; vedendo che erano stanchi, li invitò a mangiare prima dell’ora stabilita e mise davanti a loro tutto il cibo che aveva a disposizione. Ma quella notte l’eremita udì i monaci che parlavano tra loro e dicevano: “Questi eremiti mangiano più di noi nel monastero”. Quando all’alba i monaci stavano per partire verso un altro eremo, l’eremita disse: Salutatelo per me, e dategli questo messaggio: Sta’ attento a non bagnare le verdure. Raggiunto l’altro eremo consegnarono il messaggio. E il secondo eremita comprese il significato di quelle parole: fece sedere i visitatori e fece loro intrecciare canestri e con loro lavorò senza sosta. La sera, quando venne l’ora di accendere la lampada, aggiunse una dose supplementare di salmi al numero abituale. Dopodiché disse loro: “Di solito qui non mangiamo tutti i giorni, ma poiché ci avete visitato, è giusto fare un po’ di cena per voi”. Quindi diede loro pane secco e sale e aggiunse: “Ecco un banchetto speciale in vostro onore”. Oltre a ciò servì un po’ di salsa di aceto, sale e olio e la diede loro; dopo cena si alzarono e ripresero a recitare i salmi, e continuarono a pregare quasi fino all’alba. A questo punto l’eremita disse: Bene, non possiamo finire tutte le nostre preghiere abituali, poiché siete stanchi a causa del viaggio. Sarà meglio che vi riposiate un po’. Così quando giunse la prima ora del giorno, tutti volevano partire, ma egli non voleva lasciarli andare: “Non posso lasciarvi andare così presto; la carità richiede che vi trattenga per due o tre giorni”. Ma essi aspettarono che si facesse buio e con il favore della notte partirono.

 

Intenzione del giorno

Preghiamo per tutti coloro che si dedicano con amore e dedizione alla cura di malati e infermi

 

Don’t Forget! I “1.000 quadri più belli del mondo”

 

PIERRE MIGNARD (16121695), nato a Troyes da una famiglia di artisti, nel 1630 lasciò lo studio del maestro Simon Vouet per l’Italia, dove trascorse ventidue anni e si creò una notevole reputazione, tanto da essere chiamato alla corte di Parigi. Personaggi illustri, le donne più belle e le persone più

importanti, si rivolsero a lui per un ritratto. La sua bravura e abilità pittorica, accompagnate da un istinto di grazia di composizione, furono la sua vera forza. Il ducato di Bouillon era un piccolo stato semi-indipendente, situato fra Lussemburgo e Champagne, divenuto parte del Belgio nel 1830. A commissionare il quadro al Mignard fu il duca reggente Federico Maurizio de La Tour d’Auvergne (1605-1652) che in quel tempo prestava servizio come comandante dell’esercito pontificio. Il quadro appartiene al periodo romano del pittore e i tre bambini raffigurati vi appaiono come adulti in miniatura in abiti eleganti e alla moda, ricchi di broccati, pizzi e gioielli. La ragazza di dodici anni è ritratta con tutte le caratteristiche tipiche di una nobildonna e ostenta i frutti e i fiori che reca in grembo, simboli di fecondità e femminilità. I due fratellini invece, nonostante l’abbigliamento, le pettinature curate e il cappello con tanto di piuma, conservano intatta la loro spontaneità e freschezza infantile nel gesto protettivo del maggiore che si china sul cane come a proteggerlo dall’intrusione del fratellino minore che con due ciliegie cerca di catturare l’attenzione dell’animale incerto sul da farsi.