Riflessione del giorno

Martedì 27 gennaio 2026

By Patronato S. Vincenzo

January 27, 2026

 

III Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne il 27 gennaio…

98 – Marco Ulpio Traiano diventa imperatore romano

1077 – Enrico IV si umilia a Canossa chiedendo la revoca della scomunica a papa Gregorio VII

1512 – Vengono promulgate le leggi di Burgos.

1919 – domenica di sangue a Marburgo: le truppe slovene fanno strage di tedeschi.

1924 – Il trattato di Roma assegna Fiume all’Italia.

1945 – L’Armata Rossa libera Auschwitz: diventerà la data per celebrare il Giorno della Memoria.

1973 – Gli accordi di pace di Parigi pongono ufficialmente fine alla guerra del Vietnam. 

 

Aforisma dei padri del deserto

“Le avversità sono il terreno fertile in cui cresce la saggezza”.

 

Preghiera Colletta

Dio onnipotente ed eterno, guida le nostre azioni secondo la tua volontà, perché nel nome del tuo diletto Figlio portiamo frutti generosi di opere buone. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Marco 3,31-35

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».

Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».».

 

Riflessione frammenti di vita

«Questa sera furono a cena il Comm. Luigi Ciocca e l’ing. Giuseppe Bozzetto come Presidente e Vice Presidente dell’O.P. Caleppio. Dopo cena si è tenuta una riunione presenti con questi Don Giuseppe Capelli e Don Angelo Pagani. Dopo animata discussione sono venuto in via di massima di acquistare l’area col fabbricato del “Conventino” allo scopo di: 1) darne una piccola parte al Patronato: quella già incorporata colla proprietà dello stesso; 2) di acquistare una piccola parte di O.P. Caleppio per costruire una casa di prevenzione per i giovani; 3) acquistare un’ultima parte per costruire il nuovo istituto per sordomuti.  È l’inizio di una soluzione tanto attesa? In Domino spes mea [in Dio la mia speranza], si ipso placet fiat [se a Lui piace si compia]». Don Giuseppe Vavassori (diario 1952-1966).

Che don Bepo volesse acquistare il conventino farne un luogo di prevenzione per giovani è noto. Meno noto invece l’iniziativa – non andata però in porto – di un istituto per sordomuti. Mi è venuto in mente questo desiderio di don Bepo quando don Luigi Cortesi, con l’esprit de finesse che lo caratterizza, mi ha ricordato che S. Francesco di Sales non è solo patrono di giornalisti, ma anche dei sordomuti. 25 febbraio 1605: S. Francesco di Sales, predicando a La Roche, cominciò ad impiegare il tempo libero che rimaneva dopo il sermone, i giorni di martedì e venerdì, nel visitare i malati della città, consolarli ed insegnare ad essi a trarre buon frutto dalle loro malattie. Fu precisamente in una di queste visite di carità che il santo Prelato s’imbatté in un sordomuto di nome Martino.

Questo poveretto aveva buona inclinazione, buona fisionomia, e una certa tendenza tanto rispettosa verso il santo Vescovo, che sebbene sordo e muto non mai mancava ai suoi sermoni. Da nessuno si faceva attenzione alla sua assiduità, ma il santo Vescovo se ne accorse e, prendendolo un giorno per mano, lo condusse con sé e ne fece oggetto costante della sua carità e del suo zelo: con pazienza inesplicabile e non senza particolarissimo soccorso di Dio, per mezzo di segni, riuscì ad aprirgli l’intelletto, di modo che lo rese capace di pregare col cuore, volle essere egli stesso il confessore di quel ragazzo che ritenne d’allora in poi presso di sé, nella sua casa, e prima della sua morte lo raccomandò al suo fratello e successore, monsignor  Giovanni Francesco di Sales, che gli continuò la stessa carità. Una bella storia.

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo perché il cammino delle Chiese verso l’unità sia fondato sull’ascolto della parola di Dio e sulla ricerca paziente della sua volontà.

 

Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo

Il pittore olandese Piet Mondrian nasce il 7-3-1872 ad Amersfoort, nei Paesi Bassi. È considerato il più importante esponente del costruttivismo olandese e dell’arte concreta e diventerà uno dei fondatori della pittura astratta. L’artista inizia intorno al 1900 a dipingere nello stile impressionista e dal 1908 circa, sotto l’influenza di Vincent van Gogh, si avvicina al Fauvismo.

Nel 1911, a Parigi, è ispirato al Cubismo da Georges Braque e Pablo Picasso: abbandona la rappresentazione del mondo reale e cerca un linguaggio visivo universale, che trova infine nel neoplasticismo. Negli anni ’20, Mondrian crea i famosi dipinti rigorosamente geometrici che ancora oggi influenzano la moda, l’architettura, l’arte e la pubblicità.

Con l’ascesa del nazismo, Mondrian lascia l’Europa ed emigra negli Stati Uniti nel 1940, stabilendosi a New York dove muore il 1-2-1944. La sua eredità artistica vive ancora influenzando non solo la pittura moderna, ma anche il design, l’architettura e la moda. La sua rivoluzionaria visione di un linguaggio visivo puro e astratto lo rende uno degli artisti più influenti del XX secolo.