31.a settimana t. ordinario
Avvenne il 3 novembre…
644 – ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb, 2° califfo dell’islam, è assassinato a Medina da uno schiavo.
1534 – Enrico VIII d’Inghilterra promulga l’Act of Supremacy che provoca la rottura con Roma e la scomunica papale.
1584 – Muore il cardinale Carlo Borromeo arcivescovo di Milano e futuro Santo.
1903 – Panama, con l’incoraggiamento degli USA, si proclama indipendente dalla Colombia.
1918 – L’Impero austro-ungarico firma a Villa Giusti, presso Padova, l’armistizio con l’Italia.
1957 – L’Unione Sovietica lancia nello spazio lo Sputnik 2, con a bordo la cagnetta Laika.
Aforisma di S. Giovanni Crisostomo
“Dice il Signore: la festa è pronta; partecipate tutti; nessuno se ne vada affamato. Tutti si dilettino al banchetto della fede”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Nella tua bontà, o Padre, ascolta le preghiere che ti rivolgiamo, perché cresca la nostra fede nel Figlio tuo risorto dai morti e si rafforzi la speranza che i tuoi fedeli risorgeranno a vita nuova. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 14,15-24
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi.
Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone.
Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
Riflessione Frammenti di vita
Mi aveva avvisato che avrebbe portato i camicini per il battesimo ed è arrivata puntuale col suo dono: “Li ho confezionati e ricamati io” assicura e comincia subito a parlare di sé: “Non ci siamo più visti dalla morte di mio marito e in questi anni anche il mio cagnolino se ne è andato: non avendo figli, ora sono sola e mi chiedo quale sia il mio compito per gli anni che mi rimangono”. Non si lamenta; vuol solo capire cosa fare per dare senso a una vita segnata dalla solitudine.
Le suggerisco: “Guarda che la vita è ciò che accade mentre ti stai preoccupando delle scelte da compiere. Impara a fare tutto, anche i gesti più banali, come se fossero i più importanti. Quando poi fai volontariato o vai in chiesa o visiti qualcuno, metti in ciò che fai il meglio di te. E poco a poco la tua vita che ora ti sembra vuota e senza senso, si illuminerà e si riempirà di gioia perché la stai trattando come merita, cioè bene”. Che abbia capito, è evidente visto che chiede di confessarsi e di ricevere una benedizione.
In chiesa davanti all’ostensorio dell’adorazione si confessa e prega e dopo la benedizione mi fa notare che nella penombra, il cerchio argentato attorno all’ostia consacrata, brilla come se fosse d’oro. Perché se si ama la vita così com’è (non come pretendiamo che sia), ogni cosa è illuminata. Da chi ama la propria vita w quel che più conta, da Dio stesso.
Intenzione di preghiera
Per tutti i nostri familiari, parenti, amici e benefattori defunti e per quei defunti per i quali nessuno in questi giorni pregherà, perché sono dimenticati da tutti.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
EDVARD MUNCH: “LOTTA CONTRO LA MORTE”
1915 – olio su tela – 182 x 140 cm. Munchmuseet – Oslo – Norvegia
Il pittore norvegese EDVARD MUNCH (1863-1944) è considerato esponente di spicco della stagione simbolista degli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento, di cui anticipò l’esasperazione e la violenza cromatica. Al sentimento intimo e malinconico legato alla natura, unì un senso doloroso dell’amore e della morte, influenzando profondamente l’espressionismo tedesco. Psicoanalitico e introspettivo, rappresentò la disperazione e seppe osservarla criticamente in ogni sua differente manifestazione. “Lotta contro la morte” è un suo dipinto del 1915 che racconta la cruda emozione della morte, il dolore universale del lutto.
Al centro, posta sopra al letto e coperta da un lenzuolo dal quale emerge solo il capo, giace una figura, mentre intorno ad essa volti segnati dalla sofferenza esprimono la composta afflizione di chi resta. Colori cupi e pennellate espressive diventano veicolo narrativo. Verde, marrone e nero accompagnati da tocchi di rosso intenso sulla coperta amplificano il vigore emotivo. Lo sfondo, reso inquieto dalla proiezione delle ombre sul muro, riflette il disagio dell’animo umano contraddistinto dall’impotenza innanzi all’evolversi degli eventi rendendo, in tal modo, tangibile l’angoscia della perdita, angoscia che si snoda su un duplice binario ed è volta a mostrare non solo ciò che si prova nel guardare chi si ama spegnersi lentamente, ma anche la battaglia che il defunto ha affrontato per vivere anche solo un istante in più.
L’immagine pittorica è in grado di rendere esplicita la precarietà della condizione umana. Immergersi nell’opera dell’autore significa soffermarsi su un ulteriore percorso interiore, quello dell’elaborazione del lutto che, passando attraverso svariate fasi emozionali quali negazione e rabbia, prime forme di protezione rispetto alla sofferenza, giunge, infine, all’accettazione del distacco.
Nel quadro è assente la dimensione cristiana della morte che S. Francesco d’Assisi definì “sorella” e non si allude al mistero dell’oltre e dell’aldilà sul quale il morto si è affacciato nel preciso momento in cui si è chiusa la sua vicenda terrena…Il pittore infatti si limita a trasmetterci la reazione di coloro che rimangono i quali occupano gran parte della scena e dei quali si mostrano il volto e i gesti, mentre del morto non si vede altro che il capo e per di più solo da dietro. In questo senso Munch interpreta la condizione moderna della persona che il filosofo tedesco Heidegger nel 1927 definirà come “Sein zum Tode” cioè “essere per la morte”.