XIII Settimana del T. Ordinario
Avvenne il 30 giugno…
1564 – Conclusione del Concilio di Trento: papa Pio IV ne approva tutti i decreti.
1908 – Tunguska (Siberia, Russia): un’enorme esplosione devasta 2150 chilometri quadrati di foresta
1960 – Il Congo diventa indipendente dal Belgio
1971 – L’equipaggio della Sojuz 11 muore a causa di una fuga d’aria causata da una valvola difettosa.
2002 – Il Brasile vince la quinta coppa del mondo di calcio.
Aforisma di John Steinbeck
“Di tutti gli animali della creazione l’uomo è l’unico che beve senza avere sete, mangia senza avere fame e parla senza avere nulla da dire.”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che ci hai reso figli della luce con il tuo Spirito di adozione, fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di Dio Matteo 8,23-27
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».
Riflessione frammenti di vita
Il bollettino del Patronato ha pubblicati i risultati del confronto fra le vocazioni sacerdotali negli anni 1950-’60 e quelle dell’anno 2025. Ebbene 70 anni fa in Bergamasca erano aperti oltre al Seminario diocesano, anche una dozzina di Seminari di Istituti religiosi: Dehoniani, Cappuccini, Monfortani, Sacramentini ecc. con un totale di seminaristi dalla 1.a media alla 5.a teologia di circa 2.000.
Oggi l’unico Seminario rimasto è quello diocesano e i seminaristi sono poco più di 40, cioè il 2% di 70 anni fa. Le spiegazioni di questo crollo sono note e sono molte, chiare e puntuali. Ma è stato uno studioso dilettante di statistica, a offrire la più intrigante: ha confrontato il reddito medio pro capite negli anni 1950 / 1960 che era di 1.000 dollari annuali (500.000 lire) con quello del 2025 che è stato di 38.000 euro. In questi 70 anni cioè la popolazione italiana è passata dai 49 milioni di persone del 1960 ai 59 milioni di oggi aumentando del 20%.
Il pil pro capite nello stesso periodo è aumentato di 40 volte, pur tenendo conto della svalutazione e crescita del costo della vita. E il nostro ha concluso: “Nei Vangeli l’unico a dire di no alla chiamata del Signore è stato il giovane ricco (Mc 10,17-27), uno così bravo che Gesù, fissatolo, lo amò. Oggi non solo i giovani, ma un po’ tutti siamo diventati forse più bravi, di sicuro più ricchi. Perché stupirsi che in tanti dicano di no a Gesù?”. Ma noi preferiamo piuttosto ringraziare ingraziamo per quei due che al Signore hanno detto sì e sono stati ordinati sacerdoti nel maggio di quest’anno.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per le vittime, i feriti e i dispersi del terremoto in Venezuela e perché il paese riceva la solidarietà internazionale di cui ha bisogno in questi tragici momenti.
Don’t Forget! 1000 quadri più belli del mondo
EGON SHIELE: AUTORITRATTO CON ALCHECHENGI
1912 olio su tela – 32,2 cm x 39,8 cm Leopold Museum – Vienna
Il pittore austriaco EGON SHIELE (1890-1918) è stato un artista irriverente, scandaloso, osceno, pazzo, provocatorio, non ortodosso, senza ritegno, troppo esplicito, volgare, esagerato, distorto come le sue linee spezzate, audace, fastidioso, spigoloso, eccentrico, ossessionato dalla sessualità, angosciato, malinconico, inquieto. Un artista fuori dagli schemi, entrato nel 1906 all’Accademia delle Belle Arti a Vienna per uscirne poco dopo, perché soffocato nel suo estro da criteri artistici troppo stringenti.
Non apprezzato dai contemporanei, tranne che da pochi tra cui l’amico Klimt. Un’anima mai in pace con accanto un pugno di amici e una vita travagliata nella ricerca incompresa e disperata di cosa sia l’amore. In questo autoritratto giovanile il pittore si ritrae insieme all’alchechengi un arbusto che produce bacche rosse e polpose commestibili. Non c’è bisogno di dire che l’alchechengi è la metafora dell’autoritratto. Qui, l’alchechengi è Egon: entrambi hanno lo stelo e il busto scuri, entrambi hanno il collo piegato verso la destra dello spettatore, entrambi hanno foglie e zazzera al vento, le quali, con una spinta feroce, quasi fossero due ballerini che si muovono all’unisono, delineano una netta traiettoria da sinistra a destra.
Non ci vuole molto a capire che Schiele si sente come un alchechengi, come una fragile pianta piegata dalle intemperie e dai capricci della natura, ma in grado di produrre succosi frutti rossi, frutti che si mangiano, frutti che ancora oggi noi mangiamo. In più rispetto alla pianta, però, Egon ha qualcosa: ha quegli occhi piantati addosso a chi guarda, con uno scorcio impareggiabile, stupendo, che mette ancor più in evidenza la curiosità, l’ingenuità, ma anche la sfida e la presa di coscienza di sé stesso tipica dei vent’anni.