Riflessione del giorno

Mercoledì 11 gennaio 2026

By Patronato S. Vincenzo

February 10, 2026

 

V Settimana del Tempo Ordinario

 

Avvenne l’11 febbraio…

660 a.C. – Data tradizionale di fondazione del Giappone da parte dell’imperatore Jimmu Tenno

1531 – Enrico VIII è riconosciuto come capo supremo della Chiesa d’Inghilterra: rottura con Roma

1858 – La B. Vergine Maria appare per la prima volta a S. Bernadette Soubirous a Lourdes

1918 – G. D’Annunzio, L. Rizzo e C. Ciano tra il 10 e l’11 febbraio compiono la Beffa di Buccari

1929 – Il card. P. Gasparri e B. Mussolini firmano i Patti Lateranensi tra Santa Sede e Regno d’Italia

1945 – Seconda guerra mondiale: si conclude la Conferenza di Jalta

1979 – L’Ayatollah Ruhollah Khomeini prende il potere in Iran

1990 – In Sudafrica viene liberato Nelson Mandela dopo ventisei anni di carcere. Fine apartheid

2013 – Vaticano, papa Benedetto XVI annuncia di rinunciare al soglio pontificio dal 28 febbraio

 

Aforisma di S. Bernadette Soubirous

«Perché bisogna soffrire? perché quaggiù l’Amore puro non esiste senza sofferenza.».

 

Preghiera Colletta

O Dio, luce del mondo, concedi a tutte le genti il bene di una pace duratura e fa’ risplendere nei nostri cuori quella luce radiosa che illuminò la mente dei nostri padri. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen.

 

Santo del giorno

 

Parola di dio Marco 7,14-23

Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».

Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.

E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

 

Riflessione don Arturo Bellini commenta don Bepo

«Verrà un giorno nel quale tutti noi, oggi inginocchiati attorno a Gesù nell’Eucarestia, siederemo attorno a Lui al grande banchetto che Egli ha preparato nel Suo regno. Così come oggi siedono attorno a Lui i Santi… e aggiunge: Quaggiù le fortune più grandi hanno un marchio riconoscibile, saranno, un giorno imprecisato, ma immancabile, rapite, stroncate dalla morte.  I gaudi del Paradiso, la gloria non avranno mai diminuzione e fine».  don Giuseppe Vavassori. (Omelia 1940). 

La visione del Paradiso è stata un pilastro fondamentale nella spiritualità e nel metodo educativo di San Giovanni Bosco e al suo seguito di don Bepo. Per i grandi della carità il Paradiso è una realtà futura, una meta concreta e un “luogo” di felicità eterna che dura sempre. Dante Alighieri nella Cantica del paradiso descrive il Paradiso così: «La gloria di colui che tutto move per l’universo penetra, e risplende in una parte più e meno altrove…»  (Paradiso, Canto I (vv. 1-3). 

RACCONTO CHASSIDICO – l’uomo che voleva sapere come sono il paradiso e l’inferno

Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda con al centro un grandissimo recipiente con cibo dal profumo invitante. Le persone attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po’, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo si impressionò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.

Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. Scena identica alla precedente: grande tavola rotonda, il recipiente con cibi succulenti e le persone con i cucchiai dai lunghi manici. Ma tutte erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant’uomo disse a Dio: «Non capisco!». – È semplice, – rispose Dio, – essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé stessi… ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni gli altri! Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a sé stessi… Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura…La differenza la portiamo dentro di noi!    

 

Intenzione di preghiera

Nella settimana di ricordo degli ammalati e degli infermi a loro dedichiamo la nostra preghiera.

 

Don’t Forget! 34. a giornata del malato

La Giornata Mondiale del Malato, istituita da Papa Giovanni Paolo II nel 1992, vuol essere un momento privilegiato di preghiera, di vicinanza e di riflessione per tutta la comunità ecclesiale e per la società civile, chiamata a riconoscere il volto di Cristo nei fratelli e nelle sorelle segnati dalla malattia e dalla fragilità. Papa Leone XIV ha scelto il tema per la 34.a Giornata Mondiale del Malato dell’11-2-2026: “La compassione del Samaritano consiste nell’amare portando il dolore dell’altro” e la giornata è celebrata in Perù a Chiclayo, in Perù, diocesi in cui il Papa ha svolto il suo ministero episcopale. Il tema, mettendo al centro la figura del samaritano, sottolinea il fatto che l’amore ha bisogno di gesti concreti di vicinanza, con i quali ci si fa carico della sofferenza altrui, soprattutto di coloro che vivono in una situazione di malattia, in contesti di fragilità a causa della povertà, dell’isolamento e della solitudine.

Nella chiesa grande del Patronato saranno celebrate due SS. Messe

  1. Alle ore 7,30 del mattino 
  2. Alle ore 18,00 della sera

Durante tutto il giorno preghiera di adorazione personale per malati e infermi; 

ore 17,00-18,00 preghiera comunitaria di adorazione per malati e infermi