Riflessione del giorno

mercoledì 11 settembre ’19

By Patronato S. Vincenzo

September 11, 2019

 

 

 

 

 

 

Aforisma del giorno

Credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno creato. (Alphonse Karr)

 

Iniziamo la Giornata Pregando (S. Giuseppe Studita)

“Placa, o Madre purissima, la selvaggia tempesta dell’anima mia, che sola ti sei mostrata sulla terra porto di quanti navigano nei mali della vita. Tu che hai generato la Luce, illumina, o Pura, gli occhi del mio cuore. Sei stata data a noi, sulla terra, come protezione, baluardo e vanto. Ci sei stata data come torre e sicura salvezza. Per questo non temiamo più i nemici noi che piamente ti magnifichiamo”

 

Nome di Maria

Questa festa che nasce in Spagna alla metà del XII sec fu estesa all’intera chiesa da Papa Innocenzo XI per commemorare la liberazione di Vienna dall’assedio dei Turchi.

Guido di Anderlecht Pellegrino. (950 circa-1012)

Oggi è l’anniversario della morte di questo umile santo diventato, per la sua professione, patrono dei sacrestani che sono 20.000, sparsi nelle parrocchie d’Italia e organizzati in una federazione, la Fiudac. Di loro 18.000 sono volontari; 2.000 invece regolarmente assunti con contratto nazionale.

 

La Parola di Dio del giorno (Lc 6,20-26)

In quel tempo, alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva: «Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo.  Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti».

 

Riflessione Per Il Giorno

Una signora visibilmente in ansia mi fa: “Ho urgenza di parlare con lei su un mio problema personale: riesce a dedicarmi un po’ di tempo?”. “Senz’altro – rispondo- subito dopo la Messa”. La donna appare contrariata, ma si rassegna a prendere posto fra i banchi e ad aspettare la conclusione del rito. Alla fine la chiesa si svuota e le dico: “Sono a sua disposizione: mi dica…”. Il viso contratto di prima, ora appare disteso e lei con calma mi fa: “Aveva ragione a farmi aspettare: in questa mezz’ora ho ricevuto le risposte di cui avevo bisogno”. Non capisco a cosa alluda: in fondo era solo una normale Messa feriale con breve predica…niente di speciale insomma. Le chiedo se vuol parlarmi dei suoi problemi, ansie e i dubbi e lei cita la frase dell’omelia che l’avrebbe illuminata: non è possibile –penso- che un’ovvietà come quella possa aver prodotto tali effetti. Poi capisco: lei era venuta a cercare me, ma da anni non entrava più in chiesa ed era successo a lei ciò che a noi preti capita così spesso che non ci facciamo neanche più caso: si era accorta che a celebrare la Messa era Gesù il quale attraverso le mie banali parole le aveva dato tutte le risposte che desiderava.

    

Intenzione del giorno

Preghiamo perché le religioni portino nel mondo colui che più manca a tutti: Dio. 

 

Don’t forget!

Auguri a tutte le donne che portano il bellissimo nome di Maria.

 

PERSONAGGIO DELLA SETTIMANA: I SANTI DELLA CARITÀ

Beato Giacomo Desiderio Laval Normandia 1803 – Mauritius 9 settembre 1864

Giacomo Laval nacque il 18-9-1803 a Croth, diocesi di Évreux in Normandia, Francia, di cui il padre era sindaco. Ricevé dall’ambiente familiare una profonda educazione religiosa, in particolare dalla madre, che però lo lasciò orfano nel 1811. Venne inviato per tre anni presso un suo zio che a sua volta lo mandò poi nel Seminario di Évreux, ma dopo un po’ ritornò in famiglia, per proseguire gli studi a Parigi, dove frequentò la facoltà di Medicina. A 27 anni si laureò in Medicina: aveva accantonato i sentimenti religiosi, ma nel profondo si sentiva insoddisfatto. Capitò che andando a visitare una persona anziana ed ammalata, la trovò sempre impegnata a leggere il libro “Imitazione di Cristo”.

La lettura del libro e una caduta da cavallo fecero riaffiorare la vocazione religiosa il che stupì chi lo conosceva e si dedicò alle opere di carità. Nel 1835 entrò nel Seminario di St-Sulpice a Parigi e nel 1838 fu ordinato prete e nominato parroco di Pinterville, nella diocesi di origine. La parrocchia era composta da soli 483 abitanti, dei quali pochi frequentavano la chiesa, ma in due anni, riuscì a portare quasi tutti alla fede trascurata. Fu allora che Giacomo Laval seppe che il convertito figlio di un rabbino alsaziano, Francesco Libermann, si era recato a Roma per avere l’approvazione pontificia per fondare una Società formata da preti che si consacravano all’apostolato tra gli schiavi liberati. Il Libermann, era stato ordinato sacerdote nel 1841 da mons. Collier, vescovo nell’Isola di Mauritius, che era venuto in Europa a cercare sacerdoti e si era dichiarato protettore dell’erigendo Istituto della “Congregazione dell’Immacolato Cuore di Maria”. Il Laval fu tra i primi ad aderire alla Congregazione e seguì subito mons. Collier che ritornava alla sua diocesi. E così il 14-9-1841, il vescovo Collier, padre Laval e altri tre missionari sbarcarono nell’Isola Maurizio. La colonia britannica era popolata da 140.000 abitanti, dei quali il 75% erano schiavi liberati e di questi 90.000 cattolici; nella colonia vi erano solo 9 sacerdoti, impegnati per i circa 15.000 discendenti dei coloni bianchi. Padre Laval si dedicò all’evangelizzazione dei Neri, i quali pur essendo stati battezzati, non erano più stati seguiti pastoralmente; dopo 5 mesi di permanenza, il missionario descrisse una situazione moralmente tragica: nell’Isola era solo ad occuparsi di circa 80.000 neri. 

Dovette combattere coi benestanti, che osteggiavano il suo interessamento per i neri. Promosse la preparazione di catechisti, che chiamava ‘consiglieri’; non mancarono incomprensioni anche da parte dei superiori. Infatti a Parigi intanto la sua “Congregazione dell’Immacolato Cuore di Maria” si era fusa dopo dieci anni, con la “Congregazione dello Spirito Santo” e il nuovo Superiore Generale riteneva che padre Laval ed i suoi collaboratori, fossero ‘troppo missionari e poco religiosi’. A questo si aggiunsero le difficoltà continue da parte del protestante governo britannico della colonia e per il numero insufficiente di confratelli. La linea di apostolato che Giacomo Laval seguiva, era quella di sottolineare che anche i Neri sono figli di Dio e affermare la dignità umana di tutto il suo gregge, escludendo la tentazione di fondare una ‘chiesa parallela’ solo per i Neri; cercò di far comprendere che insieme alla prosperità spirituale, venga promosso anche il benessere materiale. Con questi principi, durante le epidemie di colera del 1854-‘57-‘62, fondò numerosi ospedali, visitando i malati ovunque si trovassero. Aprì scuole per insegnare le nozioni elementari, costruì varie Cappelle per la formazione spirituale. I suoi sforzi d’integrazione, dettero i loro frutti e in pochi anni la popolazione mauriziana, bianca o creola, vide sorgere una nuova classe sociale, con rispetto reciproco. Nel suo privato usava il cilicio, dormiva sulla terra, abitava in una capanna, usava mortificazioni, digiuno, la preghiera durante la notte, privazioni di ogni genere. A 59 anni era un uomo debilitato nel fisico; colpito da apoplessia, fu vegliato da migliaia di ex schiavi in lagrime. Morì il 9 settembre 1864; 40.000 persone parteciparono ai funerali, che furono un trionfo di gratitudine. La sua tomba è rimasta nell’Isola Mauritius.  Padre Laval fu beatificato il 29-4-1979 da papa Giovanni Paolo II. Nella recente visita all’isola Papa Francesco ha esaltato la figura di questo grande santo della carità e del Vangelo.