28.a settimana t. ordinario
Avvenne il 14 ottobre…
1066 – I Normanni di Guglielmo il Conquistatore, sconfiggono l’esercito di Aroldo II d’Inghilterra nella battaglia di Hastings.
1936 – Proclamata l’abolizione della schiavitù in Etiopia dal generale Emilio De Bono.
1962 – Aereo-spia Lockheed U-2 vola sopra Cuba, scattando foto a installazioni sovietiche. Inizi la crisi dei missili di Cuba.
1964 – Leonid Brežnev diventa segretario generale del PCUS e capo dell’Unione Sovietica.
1964 – Martin Luther King Jr., è il più giovane vincitore del Premio Nobel per la pace
1981 – Il vicepresidente Hosni Mubarak viene eletto presidente dell’Egitto
Aforisma di S. Paolo apostolo
“Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 11,42-46
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».
Riflessione del Cardinale Joseph Ratzinger
Casualmente in questi giorni ho letto il racconto che il grande scrittore francese Julien Green fa della sua conversione. Scrive che nel periodo tra le due guerre egli viveva proprio come vive un uomo di oggi: si permetteva tutto quello che voleva, era incatenato ai piaceri contrari a Dio così che, da un lato, ne aveva bisogno per rendersi la vita sopportabile, ma, dall’altro, trovava insopportabile proprio quella stessa vita. Cerca vie d’uscita, allaccia rapporti. Va dal grande teologo Henri Bremond, ma la conversazione resta sul piano accademico, sottigliezze teoriche che non lo aiutano. Instaura un rapporto con i due grandi filosofi, i coniugi Jacques e Raîssa Maritain. Raîssa Maritain gli indica un domenicano polacco. Lui lo incontra e gli descrive ancora questa sua vita lacerata.
Il sacerdote gli dice: «E Lei, è d’accordo a vivere così?». «No, naturalmente no!», risponde. «Dunque vuole vivere in modo diverso; è pentito?». «Sì!» fa Green. E poi accade qualcosa di inaspettato. Il sacerdote gli dice: «Si inginocchi! Ego te absolvo a peccatis tuis — ti assolvo». Scrive Julien Green: «Allora mi accorsi che in fondo avevo sempre atteso questo momento, avevo sempre atteso qualcuno che mi dicesse: inginocchiati, ti assolvo. Andai a casa: non ero un altro, no, ero finalmente ridiventato me stesso». Se siamo onesti, se riflettiamo su questa vicenda in profondità, vediamo che in ultima analisi questa attesa è in ognuno di noi, che il nostro intimo grida che vi sia qualcuno che dica: «Inginocchiati! Ego te absolvo!». Un famoso teologo protestante qualche tempo fa ha detto: oggi bisognerebbe raccontare la parabola del figliol prodigo in modo nuovo, come parabola del padre perduto.
E in effetti, lo smarrimento di questo figlio consiste proprio nel fatto che ha smarrito il padre, che non lo vuole più vedere. Ma questo figliol prodigo siamo noi. La sua difficoltà è la difficoltà del nostro tempo che si vanta di essere una società senza padre. Seguendo Freud, abbiamo creduto che il padre fosse l’incubo del “Super Io”, colui che limita la nostra libertà, e che ce ne dobbiamo liberare. E ora che questo è accaduto riconosciamo che, facendo così, ci siamo emancipati dall’amore e abbiamo amputato da noi stessi quello che ci fa vivere. Ma allo stesso tempo emerge così di nuovo quello che vi è di più profondo nel ministero episcopale e sacerdotale: poter rappresentare il Padre, il vero Padre di noi tutti, del quale abbiamo bisogno per poter vivere come uomini. Il sacerdote può renderlo presente dando la sua pace, la sua grazia, la parola trasformatrice dell’assoluzione.
Intenzione di preghiera
Preghiamo per la Chiesa, sposa di Cristo: perché colmata di Spirito Santo, segua fedelmente la parola di Gesù per recare a ogni creatura il lieto annuncio della salvezza.
Don’t Forget! Parrocchie bergamasche
14) Parrocchia di Almè oggi
La vecchia parrocchiale di Almé consacrata nell’ottobre 1511, fu rifatta in forme barocche dalla «pietà dei fedeli» nel 1762. Ampliata dall’architetto A. Piccinelli nel 1884, venne riconsacrata dal Vescovo Guindani due anni dopo. Nel 1944 il parroco don Marconi decise che andava ristrutturata per rispondere all’aumento della popolazione, ma il nuovo parroco don Abele Iseni decise di costruirne una nuova su progetto degli ingegneri Mazzoleni e Angelucci.
Il nuovo edificio fu terminato e consacrato il 9-9-1956 dal vescovo Piazzi che la intitolò a S. Giovanni Battista e Maria Assunta. L’enorme costruzione, col transetto che sovrasta la pur alta navata, ha il soffitto piano decorato. Nelle foto sopra si vede l’interno delle tre chiese di Almé: 1) S. Michele 2) quella sconsacrata di S. Maria (al centro) e 3) la parrocchiale nuova (a destra). I quadri della vecchia parrocchiale furono collocati nella nuova, mentre la grande via Crucis in rame sbalzato è opera dello scultore Luigi Guerinoni (1962). Il campanile si terminò nel 1909 su disegno dell’arch. Muzio e ha un concerto di 8 campane.