24.a settimana t. ordinario
Avvenne il 16 settembre…
1620 – Da Plymouth parte la Mayflower, la nave con i Padri Pellegrini diretti in America del Nord;
1795 – Il Regno Unito conquista Città del Capo, in Sudafrica
1810 – Indipendenza del Messico dalla Spagna, una delle Fiestas Patrias messicane
1904 – In Italia comincia il primo sciopero generale, che durerà fino al 21 settembre.
1982 – Massacro di Sabra e Shatila in Libano: migliaia i morti
Aforisma di S. Paolo 1 Corinti 13
“La carità è magnanima, è benevola; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine.”
Santo del giorno
Preghiera Colletta
O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano, pastori generosi e martiri intrepidi, per la loro intercessione rendici forti e perseveranti nella fede e fa’ che operiamo assiduamente per l’unità della Chiesa. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 7,31-35
In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Riflessione: Paolo Curtaz
È esigente Gesù. Smonta pezzo per pezzo le nostre interpretazioni annacquate delle sue richieste… Quante volte ci avviciniamo alla fede come se Dio fosse l’Agenzia delle Entrate: le tasse bisogna pur pagarle, ma meno se ne pagano e meglio è! A qualcosa bisogna pur credere, ma se per credere bisogna anche convertirsi, allora contrattiamo il minimo sindacale. Negli affetti, ad esempio: qualche pensiero osceno non fa certo male, qualche fantasia non procura danni, tanto poi resto fedele al mio coniuge… Gesù propone un atteggiamento completamente diverso: Dio ha voluto sin dall’inizio la coppia, un uomo e una donna che si amassero per tutta la vita, compagni di viaggio verso la pienezza. L’interpretazione riduttiva e maschilista del rapporto di coppia non è il sogno di Dio, non è il progetto che egli ha voluto. Gesù ce lo ricorda, dicendo che vale la pena di sacrificare ogni cosa per perseguire questo sogno, per realizzare questo progetto. Prendiamo sul serio le parole del Maestro: la fede può davvero illuminare e cambiare radicalmente la nostra vita, anche quando si tratta della vita affettiva e di coppia. Che bello poterlo dire in questi fragili tempi in cui si ha paura di amare!
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché in un mondo che non fa sconti a nessuno i cristiani si distinguano per la loro capacità di chiedere perdono a Dio e di perdonare al prossimo.
Don’t Forget! Santi della carità
S. FRANCESCO MARIA DA CAMPOROSSO
1804-1866
Francesco Maria nacque il 27 dicembre 1804 da Giovanni Croese e da Maria Antonia Garzo a Camporosso, un paesino sulla riviera ligure di Ponente, nella provincia di Imperia. Due giorni dopo la nascita fu battezzato col nome di Giovanni. Da sua madre il piccolo Giovanni ricevette i primi insegnamenti della pietà profonda, che dovevano svilupparsi nelle virtù della vita cristiana. Ancora ragazzo, divenne pastore del piccolo gregge paterno e aiutò il padre nel duro lavoro dei campi. Ricevette nella festa di Corpus Domini del 1816, la prima Comunione, dopo di che si infermò, ma guarì per l’intercessione della Madonna del Laghetto, che si venera presso Nizza.
A l7 anni entrò fra i Minori Conventuali come terziario. Ma dopo tante preghiere alla B. V. Maria e col consiglio di bravi religiosi entrò fra i Minori Cappuccini come novizio il 7-12-1825 col nuovo nome di Francesco Maria. Durante il noviziato ebbe modo di svilupparsi quell’amore al Signore e al prossimo che doveva fare di lui umile laico cappuccino, il benefattore della città di Genova. Dopo il noviziato, fu destinato al convento della SS. Concezione di Genova, prima come aiuto nella cucina e come infermiere, poi come questuante e n questi incarichi trascorse circa 40 anni cioè quasi tutta la sua vita di religioso.
Una vita senza avvenimenti grandiosi, ma piena di luce e di bontà operosa e inesauribile. Nel quartiere del porto e del deposito franco, ove in particolar modo si svolse l’attività di frate Francesco, la sua figura alta, simpatica, piena di modestia e di grazia, esercitava un fascino straordinario su quanti l’avvicinavano. Ogni dolore umano trovava in lui parola di conforto e una luce di cristiana speranza. La gente di mare ricorreva a lui con una fiducia che non è mai venuta a meno sino a oggi.
Fu proprio il popolo che con il grido di “Padre santo” esprimeva l’ammirazione e la gratitudine di quanti erano stati beneficati dalla sua carità. Quando nell’estate 1866 scoppiò una furiosa epidemia in Genova, recò profonda commozione, sapere che il “Padre santo” aveva offerto al Signore la sua vita pe far cessare il flagello. Era la suprema prova di amore che il laico cappuccino offriva ai suoi fratelli sofferenti, prova accettata da Dio il 17-9-1866, giorno della sua morte La causa di Beatificazione introdotta nel 1896 fu compiuta da Pio XI nel 1929.