22.a settimana tempo ordinario
Avvenne il 2 settembre…
31 a.C. – Guerra civile romana: battaglia di Azio: la flotta di Ottaviano Augusto sconfigge quella di Marco Antonio e Cleopatra.
1752 – Il Regno Unito, 2 secoli dopo molti paesi d’Europa, adotta il calendario gregoriano.
1870 – Sedan: i prussiani sconfiggono i francesi e catturano Napoleone III e 100.000 soldati;
1900 – Ribellione dei Boxer: 470 militari italiani catturano il forte di Chan Hai Tuan dopo tre assalti;
1944 – Anna Frank e la sua famiglia vengono caricati sul treno che li porterà ad Auschwitz.
1945 – A bordo dell’USS Missouri viene ufficialmente firmato l’atto di resa dell’Impero giapponese alle potenze Alleate; termina così la seconda guerra mondiale.
Aforisma di S. Agostino
“Dio fornisce il vento ma l’uomo deve alzare le vele.”
Santo del giorno
Beati GIOVANNI MARIA DU LAU D’ALLEMAN, FRANCESCO GIUSEPPE e PIETRO LUDOVICO DE ROCHEFOUCAULD e 91 compagni martiri della rivoluzione francese
Preghiera Colletta
Dio onnipotente, unica fonte di ogni dono perfetto, infondi nei nostri cuori l’amore per il tuo nome, accresci la nostra dedizione a te, fa’ maturare ogni germe di bene e custodiscilo con vigile cura. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 4,38-44
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva.
Da molti uscivano anche demoni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto.
Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
Riflessione di Giulio Meotti dal quotidiano il Foglio di martedì 1° settembre 2026
Fino a qualche anno fa HUKLEBERRY FINN il famoso romanzo di MARK TWAIN un classico della letteratura USA e occidentale era al terzo posto fra le opere più frequentemente insegnate nelle scuole superiori americane. In uno studio condotto recentemente dal National Council of Teachers of English oggi solo 77 insegnanti su 4.000 (meno del 2%) lo hanno indicato come libro che utilizzano a scuola. Non è scomparso per editto, è evaporato.
Nessuno più legge Mark Twain e non perché la storia di un ragazzino bianco e di un uomo nero schiavo che scendono il Mississippi su una zattera non sia un grande romanzo (E. Hemingway disse che: “prima di Twain non c’era nulla, da allora non c’è stato nulla di altrettanto buono”) ma perché il libro contiene la parola “negro” che in un libro della metà 1.800 non aveva accezioni razziali o dispregiative, ma era solo il linguaggio del tempo. Oggi Hukleberry Finn è “vietato” nei distretti scolastici di almeno 12 Stati Usa e alla M. Twain House and Museum di Hartford nel Connecticut il libro occupa il posto centrale su uno scaffale dei libri vietati ed è esposto letteralmente in una gabbia.
Al New York Times scuole e insegnanti dicono che “il libro viene semplicemente messo da parte da insegnanti oberati dal lavoro che non hanno l’energia intellettuale necessaria per affrontare un testo considerato “radioattivo” e che temono che un errore possa costare loro la perdita del posto di lavoro”. Così Hukleberry Finn sta morendo di morte silenziosa. I classici che “offendono” non serve confutarli, basta metterli in quarantena e la quarantena in ambito culturale equivale a una sentenza definitiva di morte.
Oggi si fa un gran parlare del movimento Woke che è tipicamente americano, ma si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo Italia compresa: questo articolo che segnala la messa al bando di uno straordinario scrittore come Mark Twain ci mette in guardia dal modo dissennato di ragionare e di procedere di tali movimenti…Da noi quando toccherà ad Alessandro Manzoni con i Promessi Sposi?
Intenzione di preghiera
Preghiamo per le vittime, i feriti e i dispersi della spaventosa frana e inondazione che ha colpito le regioni di confine fra la Cina e il Nepal.
Don’t Forget! Chiesa di S. Nicola – Almenno S. Salvatore
La nascita della chiesa di S. Maria della Consolazione è dovuta alla pestilenza che imperversò negli anni 1483-84: gli almennesi fecero voto a Dio di costruire una cappella in onore dei SS. Sebastiano e Rocco se il contagio fosse finito presto, come in effetti avvenne. Nel 1485 la predicazione del frate agostiniano Alberto da Sarnico convinse la gente a edificare, invece della cappella, una chiesa intitolata a S. Maria della Consolazione e un monastero per gli agostiniani eremitani.
A questo fine il Comune donò a fra’ Alberto un terreno in località «Bastia o Castello» e promise un ulteriore stanziamento di 1.000 ducati d’oro se si fosse ottenuta l’approvazione degli Agostiniani Lombardi. Il complesso visse il suo periodo aureo alla fine del ‘500, quando fu completato il campanile e venne costruito dai celebri maestri Antegnati il prezioso organo, che vanta raffinate ante dipinte. La splendida chiesa, di pietra locale, è a navata unica, con 6 cappelle che si aprono su ciascun lato e che i maggiorenti locali fecero decorare con stucchi e dipinti. Al secondo piano corrono i matronei, mentre il soffitto è ornato da formelle originali in cotto dipinto.
Il convento, pure esso a due piani, ruota tutto intorno al chiostro, aperto al piano terra da un porticato con archi a sesto acuto. Durante il ‘600 il complesso cominciò a essere chiamato con il nome di S. Nicola, in virtù del culto sempre più diffuso del santo di Mira. Alla fine del ‘700 la Repubblica di Venezia soppresse il convento, che fu acquistato dalla nobile famiglia Vitalba che ne garantì il decoro e l’attività di culto. Sul finire dell’800 la chiesa cadde in declino e fu sempre meno frequentata fino in tempi recenti, in cui è tornata a essere un fulcro della vita socio-culturale e religiosa di Almenno. Molte le opere d’arte di pregio all’interno della Chiesa: fra le più belle una preziosa tavola della Trinità di Andrea Previtali.