Riflessione del giorno

Mercoledì 20 maggio 2026

By Patronato S. Vincenzo

May 19, 2026

 

VII Settimana di Pasqua

 

Avvenne il 20 maggio…

325 – Apertura del Primo concilio di Nicea: primo “concilio ecumenico” del cristianesimo

526 – Un terremoto uccide più di 300000 persone in Siria e Antiochia.

1506 – Cristoforo Colombo muore a Valladolid

1961 – Papa Giovanni XXIII pubblica la lettera enciclica Mater et Magistra

1999 – Roma le BR uccidono Massimo D’Antona, docente di diritto del lavoro a “La Sapienza”

2006 – Completata in Cina la costruzione della Diga delle Tre Gole, la più grande del pianeta

 

Aforisma di F. Dostoevskij

«Il denaro è la cosa più volgare e odiosa che ci sia perché può tutto, perfino conferire il talento. E avrà questo potere fino alla fine del mondo».

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

Padre misericordioso, nella tua bontà dona alla Chiesa, radunata dallo Spirito Santo, di servirti con piena dedizione e di formare in te un cuore solo e un’anima sola. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di Dio Giovanni 17,11-19

Gesù, alzati gli occhi al cielo, pregò dicendo: «Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi. Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura.

Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in sé stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

 

Riflessione di Giovanni Amico

Che meraviglia sarebbe che oggi ci fosse un leader, alla maniera di Martin Luther King, che come allora si schierava contro la maggioranza bianca e al contempo contro Malcom X, così oggi chiedesse di scendere in piazza con un sudario allungato di 30 nomi, 30 nomi di bambini israeliani insieme ai 19.000 nomi di bambini palestinesi. Quel numero è piccolissimo rispetto al numero immensamente più ampio degli altri, eppure solo l’aggiunta di quei nomi permetterebbe di lavorare a nuovi cuori capaci di vera pace e instillerebbe la fiducia nella possibilità di una diversa convivenza, di un diverso modo di guardare gli uni agli altri, invitando ad al contempo ad ammettere le rispettive responsabilità.

Oggi non è come ai tempi di Martin Luther King, quando le colpe erano soprattutto dei bianchi dominanti, oggi servono azioni dimostrative che invitino entrambe le parti a schierarsi per una pace vera e per diritti reali che garantiscano la libertà religiosa e la promozione della libertà delle donne iraniane. Quando si chiede giustamente che sia riconosciuto da Israele senza esitazioni uno Stato palestinese, si deve chiedere, al contempo, che i palestinesi riconoscano senza esitazioni lo Stato di Israele: solo una tale duplice richiesta rompe il silenzio dei giusti e diviene effettivamente partigiana.

Quando si chiede che cessino immediatamente gli attacchi degli USA e di Israele, si deve chiedere senza esitazioni che cessi immediatamente anche la negazione della libertà religiosa e delle donne in Iran: solo una tale duplice richiesta rompe il silenzio dei giusti e diviene effettivamente partigiana. Quando si chiede che cessino immediatamente i bombardamenti su Hezbollah in Libano, si deve chiedere senza esitazioni che Hezbollah consegni subito le proprie armi all’esercito libanese: solo una tale duplice richiesta rompe il silenzio dei giusti e diviene effettivamente partigiana.       

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per chi si dedica alla cura dei malati, dei fragili e dei poveri, perché Dio li aiuti.

 

Don’t Forget! Santi della carità

SAN  GIOVANNI BATTISTA DE’ ROSSI

1698-1764

Giovanni Battista de’ Rossi fu uno dei pochi sopravvissuti di una famiglia segnata dai lutti: il papà morì prematuramente e molti dei fratellini sono morti prima di raggiungere l’adolescenza. Giovanni Battista nacque nel 1698 a Voltaggio (Alessandria) e frequentò le scuole grazie a una famiglia benestante. Chi lo avvicinava restava incantato dalla sua intelligenza, dalla pietà e dolcezza del suo carattere.

Alla morte di papà alcuni preti, parenti o amici di famiglia gli fecero continuare gli studi e, di trasferimento in trasferimento, arrivò fino a Roma, dove si preparò al sacerdozio, aiutato anche da un’intelligenza non comune che gli permise di completare in anticipo gli studi per cui fu necessario ottenere dal papa la dispensa. Subito si buttò nell’apostolato: gli oratori romani e i gruppi studenteschi lo videro protagonista attivo, ma solo e sempre come gregario.

Ormai la strada era tracciata: grade attenzione ai giovani, alla catechesi, alle fasce più deboli della Roma del tempo, ai malati che visitava a domicilio per portare conforto cristiano e sostegno materiale. Aveva un occhio di riguardo anche per i confratelli preti, per i quali fondò la Pia Unione dei Sacerdoti Secolari: sostegno, arricchimento spirituale, aggiornamento culturale per un clero che non brillava per cultura e preparazione teologica.

Il resto della vita lo trascorse in confessionale: dai 40 anni sarà il suo apostolato specifico, che portò i romani ad assediarlo nel confessionale per lunghe ore ogni giorno e a renderlo ricercatissimo per la direzione spirituale. C’è chi si domandava come facesse a reggere ad un così intenso ritmo di lavoro nel quartiere del Campidoglio, sui pulpiti, nei confessionali, nei tuguri della povera gente, al letto dei malati.

Tanto più che non era la salute fatta persona, ma la sua vita e la sua carità rappresentavano il trionfo della volontà sulla fragilità fisica, dell’impegno apostolico sui limiti imposti dalla malattia. Nato da famiglia umile e povera, tale restò fino alla morte, che sopraggiunse il 23-5- 1764, a 66 anni. Beatificato da Pio IX nel 1860, sarà proclamato santo da Leone XIII nel 1881.