Riflessione del giorno

Mercoledì 21 ottobre 2026

By Patronato S. Vincenzo

October 20, 2026

 

29.a settimana t. ordinario

 

Avvenne il 21 ottobre…

1494 – Ludovico il Moro diventa duca di Milano

1805 – Battaglia di Trafalgar. La flotta britannica guidata dall’ammiraglio Horatio Nelson sconfigge Napoleone e la flotta franco-spagnola al largo di Cadice

1833 – Nasce Alfred Nobel chimico, imprenditore e filantropo svedese inventore del Premio Nobel

1879 – Thomas Edison testa la prima lampadina funzionante in modo efficace

1945 – In Francia le donne vanno a votare per la prima volta

1967 – Guerra del Vietnam: più di 100.000 dimostranti si radunano a Washington.

1969 – Somalia: golpe del generale Mohammed Siad Barre che rimarrà al potere fino al 1991

 

Aforisma di don Pino Puglisi 

«Olocausto vuol dire bruciare tutta la propria esistenza sull’altare della croce.».

 

Santo del giorno

 

Preghiera Colletta

O Padre, a te obbedisce ogni creatura nel misterioso intrecciarsi delle libere volontà degli uomini; fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere, ma ogni autorità serva al bene di tutti, secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio, e l’umanità intera riconosca a te solo come unico Dio. Per il nostro Signore Gesù Cristo che è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per i secoli dei secoli. Amen

 

Parola di dio Lc 12,39-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così.

Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

 

Riflessione Don Pino Puglisi martire e santo   

Percorrendo le tappe della vita di don Pino Puglisi, emerge l’”animus” del ministero presbiterale, che egli intese come servizio a Dio e all’uomo, in conformità con la Parola del Signore, il Magistero Pontificio e le direttive dei Pastori della Chiesa. La sua intensa vita spirituale costituì la vera forza del suo operare e la sorgente della sua speranza. L’apostolato di promozione umana e cristiana da lui svolto fu ispirato unicamente da un’ardente carità e le sue numerose opere furono segno della sua fede, carità e fede che influirono profondamente sui processi educativi delle persone e contribuirono a cambiarne la visione delle cose.

Fare tutto il possibile per cercare di superare ed eliminare il diffondersi del fenomeno malavitoso, noto con il nome di “mafia”, fu uno degli obiettivi da lui intrapresi con impegno costante: attraverso l’azione educativa ai valori autentici del cristianesimo, sorretta dalla Parola di Dio, fonte di radicale conversione di vita, volle incidere sulle coscienze e sui cuori mediante la formazione di tutti i parrocchiani, in particolare di coloro che si erano allontanati dalla pratica religiosa.

Da qui il suo impegno lodevole e instancabile per la soluzione dei problemi che ostacolavano la maturazione religiosa del popolo a lui affidato, dando il massimo spazio alla catechesi, alla vita di preghiera, all’amministrazione dei sacramenti, al costante e puntuale riferimento alla Parola di Dio, che non proclamava solo dal pulpito ma dovunque si trovasse, come un predicatore missionario. Fu essenzialmente e unicamente un prete, il cui ministero è adoperarsi per l’edificazione del regno di Dio e anche per il pentimento e la conversione dei mafiosi: perciò non è pertinente per lui il termine “antimafia”.

Questa sua incessante diffusione del Vangelo non poteva non mettere in cattiva luce, agli occhi dei cittadini, l’operato dei mafiosi, i quali si comportavano secondo una logica opposta alla fede e all’etica cristiana, fino a sopprimere quanti tentassero di ostacolarne i progetti. Fu così che dai massimi livelli dell’organizzazione mafiosa prese forma una sistematica avversione nei suoi confronti, che si espresse attraverso intimidazioni, minacce e percosse, fino a giungere alla sentenza di morte e all’esecuzione. La sera del 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno, stava rincasando. Ad attenderlo c’erano due uomini assoldati e armati da una cosca mafiosa. Uno gli puntò la pistola alla nuca. Don Pino pronunziò le sue ultime parole: «Me lo aspettavo», e gli sorrise.

Questo comportamento in punto di morte conferma l’accettazione libera e responsabile della eliminazione violenta, il totale orientamento nel donarsi al Signore e alla Chiesa fino al sacrificio supremo e la disponibilità al perdono. 

 

Intenzione di preghiera

Preghiamo per i sacerdoti e le vittime di mafia, camorra ecc. affinché il loro sacrificio contribuisca ad estirpare dalla società questo autentico cancro della comunità umana. 

 

Don’t Forget! Preti Vittime di Mafia

Oltre a questi, altri preti sono caduti in Sicilia nei primi del Novecento per aver promosso cooperative e casse rurali a tutela dei contadini contro l’usura dei gabellotti mafiosi: