25.a settimana t. ordinario
Aforisma dal libo dei Proverbi 30
“Signore, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio”.
Santo del giorno
Preghiera Colletta
Dio onnipotente ed eterno, per grazia singolare hai concesso al santo presbitero Pio da Pietrelcina di partecipare alla croce del tuo Figlio, e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglie della tua misericordia; per sua intercessione concedi a noi, uniti costantemente alla passione di Cristo, di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen
Parola di dio Luca 9,1-6
In quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demoni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
Riflessione da Julien Green: “I cattolici”
La tua grandezza non la capirai che nell’inferno o nel purgatorio o nel paradiso. Oggi il mondo ti accieca. Bisogna che tu abbandoni questo mondo per sapere chi sei. L’inferno ti torturerà con l’eterno desiderio di una felicità divenuta impossibile. E la tua vita, tutta quanta, ti apparirà nella luce della rivelazione. Ti accorgerai, allora, d’essere caduto tra le mani di coloro che erano più deboli di te, e che attinsero la loro forza alla tua stoltezza. Il cielo stesso non può nulla contro la stoltezza umana.
La redenzione non agisce in un’anima dalla quale l’intelligenza è assente; questa stoltezza non è la semplicità di spirito, la quale è benedetta e signora; la stoltezza è volontaria, cosciente e maliziosa; essa limita la propria fede alla ragione terrestre, fa finire l’uomo in questo mondo, disconosce il suo eterno destino. Ti accorgerai d’esserti dannato per delle piccolezze, capirai che non c’era alcuna proporzione tra esse e te. Nulla esiste sulla terra che sia degno di te. Questo mondo non ha alcun piacere che sia degno del tuo attaccamento, alcun dolore che sia degno d’affliggerti. Tutto è altrove. Se ti danni, dannati per qualche cosa che ne valga la pena.
Voglio dire: guarda se c’è qualche cosa per cui valga la pena di rinunziare alla eterna contemplazione della verità. Tu conferisci a un piacere, necessariamente limitato, il valore d’una cosa eterna, perciò pagherai quel piacere con una eternità di rimpianto, di noia e di disperazione. Esso ti darà tutto ciò che potrà, ma non ti lascerà nel cuore che amarezza e disgusto, e ti angustierà fino alla morte.
Intenzione di preghiera
Preghiamo perché genitori ed educatori sappiano rivestirsi dei sentimenti di umiltà, pazienza, fiducia, e testimonino ai giovani la speranza.